SESSO GAY E SUBLIMAZIONE

Ciao Project,sono capitato per caso sul forum e mi sono messo a leggiucchiare, non nego che mi piace, se no non ti scriverei però c’è una cosa che probabilmente sai meglio di me e che mi lascia un po’ perplesso: quello che dici rappresenta solo una parte, e a mio parere una parte piuttosto piccola, del mondo gay. Io ho 32 anni e non ti nascondo che sto andando un po’ in crisi. Io sono praticamente uno di quei gay che tu non ami molto. Sono, o forse sarebbe meglio dire, sono stato, anche se per tanti aspetti lo sono ancora, uno di quei ragazzi gay che la vita l’hanno passata tra locali e bar molto immersi nell’ambiente gay, quello che tu chiami etichettato gay. Adesso ci vado ancora ma non so quanto durerà, alla fine arrivi alla saturazione. Certe volte penso che se avessi trovato uno come te al momento giusto forse le cose sarebbero andate diversamente. Mi spiego: uno come te significa uno che ti vuole fare aprire gli occhi, ecco. E invece non ho trovato nessuno così, anzi! Tutto il contrario: di me se ne sono sempre fregati tutti. I miei hanno fatto finta di non sapere quando sapevano benissimo. Quando ho cominciato ad atteggiarmi da gay, perché magari stupidamente ma l’ho fatto già dai 16 anni, mi hanno allontanato tutti! Amici, manco per il cavolo! Stavo in un gruppo politico ma mi hanno emarginato pure lì e allora li ho mollati. Ho cominciato a frequentare i locali per sfida, perché tanto non avevo niente da perdere, la mia vita per me non valeva proprio nulla. A 16 anni ho avuto il mio primo rapporto sessuale con uno che ne aveva 41, non ho provato affatto schifo o repulsione ma una grandissima indifferenza, come se non ci stessi io a fare quelle cose ma un altro, vedevo quello che stava con me, ma pure lui non era veramente coinvolto, era una specie di recita, ognuno faceva la sua parte, una cosa stranissima. Il giorno dopo il 41enne mi sono chiesto: “Ma essere gay significa questo?” Ma avevo 16 anni e, diciamolo chiaro, certe cose almeno non mi dispiacevano, e poi c’è un altro fatto, il 41enne mi aveva fatto anche un bel regalo, niente soldi perché non li ho voluti ma una macchina fotografica, altri poi mi hanno portato in vacanza con loro e qualcuno mi ha pure dato dei soldi, ma non subito, ma quando ne ho avuto bisogno. Un certo commercio sessuale c‘era ma non faceva proprio schifo. Quello che mi chiedevo era che cosa ci trovassero nel fare un po’ di sesso con un ragazzo perché io non ci trovavo quasi nulla, qualcuno poi era proprio patetico, provava a parlare con me proprio come un papà, d’altra parte io allora ero giovanissimo ma io lo smontavo subito, perché erano tutte ipocrisie. Poi piano piano sono passati gli anni, non ero più il pivello, ormai lavoravo, avevo un po’ di quattrini e mi veniva in mente che era ora di cambiare ruolo e di passare io dalla parte di quello che si trova il ragazzo disponibile. Le prime volte l’ho fatto e mi sono trovato di fronte a ragazzi giovani di una ingenuità incredibile, un po’ come ero io alla loro età. L’idea che si dovesse usare il preservativo gliela dovevo mettere in testa io perché loro non ci pensavano proprio e secondo me alcuni avevano proprio voglia di buttarsi via. Prima cercavo di tenere a mente i ragazzi che incontravo, poi ho perso il conto, però mi ero dato delle regole, cercavo di mettermi dal loro punto di vista e di non prevaricare in nessun caso, se sul momento non ci volevano stare la cosa finiva lì e si restava amici come prima. A qualcuno ho regalato anche un bel po’ di quattrini senza chiedere niente in cambio. Insomma, per quanto incredibile possa essere per uno che faceva la mia vita, alcuni ragazzi mi si sono affezionati in modo incredibile, avevano 10 anni meno di me e io per loro ero il fratello maggiore che non avevano mai avuto. Però non sono mai stato un santo, io continuavo ad andare per locali a caccia di ragazzi anche se sentivo che qualcosa stava cambiando, ma lentamente, senza scossoni. E poi rimanevo stupito da una cosa che mi sembrava quasi incredibile quando con questi ragazzi si creava un rapporto di amicizia vera, l’interesse sessuale verso di loro non era più lo stesso, mi sentivo trasportato da un senso di tenerezza incredibile, un po’ in quei ragazzi mi ci rivedevo. Lo so che sembrano cose incompatibili eppure mi succedeva così. Un paio di mesi fa poi, per la precisione il 21 di marzo mi è successa una cosa stranissima. Nel locale dove andavo mi abborda un ragazzo nuovo, letteralmente è lui che abborda me. Mi sembra giovanissimo, un po’ troppo per stare in quei posti, ma il modo di fare è tipico di uno che non ha mai abbordato un uomo in un locale. Parliamo un po’, mi dice che ha paura di tornare a casa, gli chiedo quanti anni ha. Dice 18, io non ci credo, mi fa vedere la carta di identità, sono proprio 18 da pochi giorni, mi chiede di uscire e di fare due passi. Usciamo. Mi fa la sua proposta, è disposto a stare con me ma vuole essere ospitato perché non sa dove andare. Gli dico di sì, lo porto a casa mia, gli preparo una rapida cena, mangia come uno che ha una fame arretrata. Poi mi guarda e mi fa: “Dai non perdiamo tempo! Che poi voglio andare a dormire.” Gli dico che ci può andare anche subito. Mi risponde che abbiamo fatto un patto e che a lui piacciono quelli che i patti li rispettano” Gli chiedo se lo fa solo per il patto e mi dice di sì. Gli dico dove può andare a dormire. Ma mi guarda male e mi comincia prendere a parolacce poi perde il controllo e comincia a picchiarmi, ma a picchiarmi di brutto. È più forte di me e mi carica di botte, poi mi guarda e si mette a piangere ma proprio come un disperato. Io ero tutto rotto, ma mi sono rimesso in piedi e gli ho detto: “Ma perché?” E ci siamo abbracciati. Tenere stretto quel ragazzo mi faceva un’impressione tremenda, era una cosa che non avevo mai provato, siamo stati abbracciati le più di cinque minuti, poi abbiamo parlato, abbiamo parlato tutta la notte. Mi ha detto che era innamorato di un ragazzo che lo aveva trattato malissimo e che era andato via di casa perché non ne poteva più di stare con i suoi e mille altre cose. Questo ragazzo si chiama Massimiliano, piano piano è entrato nella mia vita, ormai vive con me, tra noi non c’è sesso. Io un po’ di sesso lo trovo fuori, ma lui per me sta diventando la presenza fondamentale. Deve ancora finire la scuola, sta in quarto, io per lui faccio cose che non avrei mai immaginato di fare per nessuno: cucino, gli lavo e gli stiro le camicie. Un sorriso di Massimiliano è capace di farmi felice per tutta una giornata. Francamente penso che Massimiliano sia il ragazzo della mia vita. Lo so che sembra assurdo che il ragazzo della mia vita sia un ragazzo gay che ha 14 anni meno di me, che vive a casa mia e col quale non ho mai avuto contatti sessuali, anche se, lo confesso, questa idea è la mia ossessione. A lui l’ho detto e mi ha risposto che la cosa la dava per scontata, che la cosa non gli creava problemi, ma che lui non era attratto da me da quel punto di vista. Questa dichiarazione si è conclusa con un bellissimo sorriso, come a dire: “Dai, cerchiamo di andare avanti così!” E così stiamo andando avanti. Quando esco la sera per andare nei locali lui resta a casa a studiare e mi dice: “Almeno stai attento!” Io lo so che il mio destino è legato a quello si Massimiliano, penso che prima o poi (anzi molto presto) lascerò perdere i locali e mi dedicherò completamente a Massimiliano. Sublimare la sessualità sembra una cosa assurda ma quando capisci che ha un senso profondo è una cosa che ti viene spontanea e non è nemmeno un sacrificio.Project, il mio contatto è [omissis].
Chiamami tu! Ci terrei proprio tanto.Un abbraccio
Marco
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=28579577

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