ANDY ROMANZO GAY 8/2

Dedico questo capitolo 8/2 di ANDY ROMANZO GAY a Fabio che ieri mi ha lasciato un ulteriore graditissimo commento sul Blog "Storie Gay". In queste pagine è presentato un esempio tipico di sessualità gay spontanea.
__________

Al mattino Marco si svegliò per primo, Andy era ancora profondamente addormentato e Marco non lo svegliò. Alle sette meno un quattro Rocco bussò, Andy realizzò immediatamente dove si trovava e temette per un istante che Rocco potesse entrare in camera, istintivamente si sarebbe sentito in imbarazzo ma non successe niente di tutto questo, Rocco si limitò a palare da fuori della porta.
– Ragazzi, scusate, io vado, la colazione è in sala, è tutto pronto.
Andy preparò mentalmente la risposta che fu praticamente all’unisono con Marco.
– Grazie papà, grazie di tutto!
Quando Rocco uscì di casa cominciarono a prepararsi.
– Birillo, vai prima tu a fare la doccia, l’accappatoio mio è il primo appeso vicino alla porta, tu usa quello.
Andy andò a fare la doccia, non chiuse la porta a chiave, notò subito che sullo sgabello c’era un pacco con un accappatoio nuovo e un biglietto: “accappatoio di Andy”, fece una rapida doccia, si mise l’accappatoio nuovo e se ne tornò nella stanza ancora con i capelli bagnati, Marco notò l’accappatoio nuovo.
– Bello! Ti sta benissimo, è come il mio, solo che il tuo ha una stellina sul taschino.
Marco andò a fare la doccia e fu rapidissimo, portò il fon in camera a Andy, poi andarono a radersi, Marco aprì l’armadietto dove era custodito il sapone e il rasoio e trovò un secondo pennello e un secondo rasoio esattamente come il suo. Si fecero la barba insieme e poco prima delle otto andarono in sala, Rosa si era appena alzata.
– Ciao Andy, ciao Marco, come andate?
Andy rispose per tutti e due.
– Bene mamma e tu?
– Non c’è male, non c’è male, ma voi adesso fate colazione con calma, aspettate…
Dopo qualche secondo tornò con dei dolcetti alla mela.
Finita la colazione i ragazzi salutarono Rosa e se ne tornarono alla piccionaia. Andy era completamente sveglio e irradiava felicità, sorrideva in continuazione.
– Hai visto, Cucciolo, Papà la predica l’ha fatta pure a me!
– Ho visto, ho visto…
– Però sono cose che fanno un certo effetto, magari tu ci sei abituato, ma a me nessuno mi ha mai rimproverato come ha fatto papà ieri sera, è un cosa bella… e poi stamattina non è entrato in camera, ha solo bussato! Io avevo avuto paura che entrasse, noi non stavamo facendo niente ma sai è quella paura istintiva…
– Sì, ma papà non cercherebbe mai di metterci in difficoltà, non è proprio nella sua natura.
– E tu ieri sera ti sei spaventato?
– Be’ ieri sera un po’ sì, poi ho capito…
– Che cosa hai capito?
– Che certi tabù bisognava superarli, ma non per papà e mamma, ma per te.
– Che significa? Dai, spiega…
– Io credo che tu abbia ancora dei complessi legati al fatto di essere gay.
– O di esserlo parzialmente…
– Sì, va be’…Andy, lo vedo anch’io che sono cose che ti piacciono però un po’ te ne vergogni, sì, guarda, è così! Forse è anche per questo che tu ti senti gay a metà, in fondo ti vergogni un po’.
– Ma non è che mi vergogno, è che io tutta questa libertà che dici tu non l’ho mai vista, se papà la prende bene a me fa piacere, io gliel’ho detto per chiarezza.
– No, tu gliel’hai detto perché volevi una rassicurazione per te, non per lui, loro lo sapevano benissimo ma tu hai voluto un po’ il loro assenso…
– Però, se non glielo avessi detto mi sarei trovato più in imbarazzo, adesso so che mi accettano anche così.
– Dai, Birillo, lo sapevi benissimo anche prima, solo che volevi sentirti incoraggiato e rassicurato.
– Almeno da loro volevo sentirmi rassicurato, visto che tu non lo fai mai.
– Come sarebbe?
– Sì, tu con me di sesso parli pochissimo, e anche quando facciamo l’amore io ho sempre paura a scatenarmi, penso che ci puoi rimanere male…
– Birillo, tu di me hai fatto tutto quello che hai voluto e a me è piaciuto moltissimo, io non so che altro ti potrebbe passare per la testa, non so, mi vuoi friggere in padella?
– Io vorrei che tu fossi meno baccalà, tu mi sai volere bene come si deve però non sai sempre fare l’amore come si deve, non ci metti entusiasmo, vai a rimorchio… insomma sei un pollo, anche per questo certe volte mi viene in mente che potrei mettermi con una ragazza, almeno lì i ruoli sono chiari.
– Si vede che non te ne intendi proprio!
– Perché, tu hai letto un articolo sull’enciclopedia femminile?
– E poi, Birillo, che dovrei fare?
– Niente ma dovresti fare vedere che mi desideri veramente, io certe volte ho l’impressione che ti comporti come una moglie vecchiotta che lascia fare ma che sta pensando ad altro.
– Ma che dici, Birillo? Vuoi essere violentato qui in mezzo alla strada o preferisci a casa?
– A casa, però scrivetelo! Se no te lo dimentichi! … Mah! Mi sa che ti devo dare qualche lezione! Tu di lezioni d’amore me ne hai date tante ma io ti devo dare qualche lezione di sesso… io non dico ce tu dovresti mangiare solo bistecche di toro ma tu mangi solo filetti di baccalà…
– Insomma ti devo proprio mettere sotto come si deve…
– Chi? Tu? Tu non metteresti sotto nessuno nemmeno se piombassi con la macchina in mezzo alla folla!
– Adesso solo perché tu sei più forte di me ti credi di potere fare chissà che cosa… io lo so che sono un po’ broccolo in certe cose, sai, sono un po’ tradizionale, di fantasia non ne ho molta, però… aspetta che arriviamo a casa…
– E quando siamo a casa che fai?
– Lo vedrai a casa!
– Che bugiardo che sei! Quando torniamo a casa ci mettiamo subito a studiare! E poi stiamo fino a mezzanotte! E poi andiamo a dormire e siamo troppo stanchi! E io sono costretto a allungare le mani e tu mi prendi per maniaco! Lo vedi come sei, Cucciolo… un po’ di calore non ce lo metti mai… tu pensi al futuro, alla laurea e a tante altre cose ma a me ci pensi meno, io ho le mie esigenze anche adesso, mica solo dopo la laurea… io certe volte mi complesso e non insisto e tu ti giri dall’altra parte e ti addormenti… hai capito come sei innamorato cotto! Io non lo so, certe volte sto vicino a te e lo capirebbe pure un cretino che vorrei fare l’amore ma tu ti giri dall’altra parte, mi sa che qui se c’è un mezzo gay sei proprio tu, certe volte ti salterei addosso ma non lo faccio, mi dico che bisogna essere in due e allora mi metto ad aspettare la grazia sovrana ma certe volte non arriva proprio.
– Dai, Birillo, tu adesso mi stai dipingendo un po’ troppo a tinte fosche, certe volte, quando vorrei, tu mi molli a metà e cominci a parlare di questo e di quello, non è successo una volta sola, certe volte mi sono chiesto se lo stavi facendo apposta oppure no, ma tu non lo fai apposta, tu nemmeno te ne accorgi, perché vai tutto sulla tua lunghezza d’onda, quando io vorrei fare l’amore con te fai pure tu l’orecchio da mercante ma allora non lo noti, quando io sono stanco morto e a te ti vengono le fantasie tu pensi che sono un broccolo! … Non sarebbe meglio cercare di trovare un punto di equilibrio?
– Sì, però ti devi dare una mossa, devi essere meno broccolo, devi prendere qualche iniziativa, tu non ne prendi mai, non dici mai di no, ma giochi sempre di rimando, la prima mossa la devo fare sempre io.
Poi cambiarono argomento e parlarono di nuovo di studio e di esami. A casa Marco preparò il tè e lo portò in sala, Andy aspettava una iniziativa sessuale di Marco, ma Marco se ne era completamente dimenticato.
– Cucciolo, non ti pare che abbiamo dimenticato qualche cosa.
Andy cercò di mantenere la faccia seria.
– Che cosa?
– No, niente … allora, che si fa?
– Dai, comincio io o cominci tu?
– Ma Cucciolo, … proprio non ti passa per la testa?
– Ma che cosa? … Ah! Adesso ho capito! … la rosa!
– Ma Cucciolo, ma sei proprio di coccio! Io lo sapevo! Altro che aspettarsi le tue iniziative, quando mi viene qualche fantasia tu me la fai passare subito… Uffa! Cucciolo! Tu non capisci niente di quello che mi passa per la testa… Cucciolo tu mi hai smontato pure adesso! Non ne posso più! Sei proprio stronzo! Ma perché te lo devo chiedere sempre io? Allora quando ti pare a te ti dovrei mandare a farti fottere! Te lo meriteresti! Brutto stronzo! Anche adesso tu mi stai facendo parlare e basta, non ti muovi mica, mi fai rabbia!
– Ma insomma adesso non ti va di studiare…
– Ma guarda questo stronzo! Io adesso ti spaccherei la faccia! Tu sai di avere un potere su di me e lo stai facendo pesare in modo indegno! Come se a te non ti piacesse! Brutto stronzo! Sei proprio cattivo!
– Dai, Birillo, vieni qua!
– No! Adesso vai a farti fottere! Adesso non mi gira più!
– Birillo! Su, facciamo la pace! Dai, cerca di non fare troppe smorfie che se no lo rovini quel bel musetto!
– Ma senti che linguaggio da checca di borgata! Marco, adesso si studia e poi si studia ancora, finché pare a me, se poi non ti va non ti preoccupare, posso studiare benissimo pure da solo… e soprattutto posso fare pure sesso da solo, non c’è bisogno di sua signoria… Adesso prendi il libro e non perdere tempo.
– Birillo, su, non fare il tiranno… un pochettino solo!
– No! Adesso ciccia! Libro e basta e non perdere tempo… se non ti va di studiare non ti preoccupare, io me ne posso andare a studiare anche ai giardinetti.
– Birillo! Su, dai! Non fare così, ti chiedo scusa!
– Io le scuse le accetto ma adesso studiamo, tu ancora non l’hai capito che negarsi nelle cose del sesso è da stronzi, tu lo fai e non perché non ti tira, tu lo fai perché mi devi avere in tuo potere, ma solo quelli piccoli di cervello si comportano così!
– Che devo fare? Birillo, dimmelo tu! Se devo studiare studiamo, ma se mi perdoni possiamo anche fare altro.
– No! Adesso studiamo! Avanti comincia a leggere, al resto ci pensiamo quando me ne torna la voglia.
Marco cominciò a leggere ma la lettura non durò nemmeno dieci minuti.
– Pausa! Cucciolo… e se mi fosse tornata la voglia?
– Te la dovresti fare passare! Adesso dobbiamo studiare!
– Ma ti accorgi di come sei odioso!
– Si, me ne accorgo! Birillo, vieni qua!
– Perché? Che vuoi fare?
– Voglio giocare un po’!
– Giocare come?
– Dai, vieni qui e vedrai!
– No, patti chiari amici cari! Dimmi prima quello che ti passa per la testa!
– Allora ti devo venire ad acchiappare!
– Cucciolo! Fermo lì! No! Ma che ti passa per la testa?
– Dai, Birillo, non scappare!
– Però tu mi prometti che non fai niente!
– E no! E’ tutta la sera che frigni per fare qualche cosa e adesso non scappi più e guarda che quando mi vengono le fantasie non sono proprio cosette da educanda!
– Come si vede che tu di donne non ne capisci niente! Fermo! No! Basta! Ti stai comportando come si comporterebbe una donna che vuole provocare.
– E tu che ne sai?
– Non lo so, lo immagino… e poi anche le donne fanno così, il momento buono tuo non lo capiscono mai! O forse sì! Mi sa che dovrei provare però forse con una donna di sesso ne farei di più! Fermo!
– Oh! Ma quale fermo e fermo! Adesso mi sto scatenando e, Birillo, mi sa che alla fine dovrai cedere!
– Almeno a questo forse oggi ci arriviamo! Dai, Broccolone! Ma hai già finito gli entusiasmi? Mannaggia, che peracottaro! S’è già stancato! Ma tu quando eri piccolo non giocavi mai? Buttati, Cucciolo! E’ ora! Ma che fai? E forza! Mi sa che qui l’iniziativa la devo prendere io come al solito…. Vieni… Cucciolone mio! Vieni dal tuo Birillo!
– Che fai? Andy! Stai calmo! Stai buono! Fermo!
– E no! Una soddisfazione me la voglio prendere pure io! Ma io ti ho insegnato a fare la lotta e tu non hai imparato niente.
Andy mise Marco spalle a terra, poi si distese su di lui, gli passò le mani nei capelli e lo baciò.
– Lo vedi come è bello fare l’amore! Cucciolo, ma perché ci dobbiamo privare di queste cose? Cucciolo, noi siamo giovani adesso, un po’ di sesso adesso ci dà un altro sapore alla vita.
Marco lo strinse fortissimo.
– Andy! Lo sai che sei dolcissimo?
– Me l’hai detto tante volte…
– Ma non di carattere, proprio di sapore!
– Un’altra battuta da checca di mezza tacca!
– No! E’ vero, e chi ti molla più! Mi sa che avevi ragione… e poi devo fare tante volte sesso con te, così tu non te ne scappi con le ragazze.
– Adesso sto pensando che devo fare l’amore con te, alle ragazze ci penserò dopo, forse! Cucciolo… e se invece che stare abbracciati sul pavimento stessimo abbracciati sul letto?
– Mi sa che sarebbe meglio.
– Aspetta, ti porto in braccio!
– Ma io peso!
– Sì, ma è un dolce peso! Il peso di un Cucciolone! Di un cucciolone di Labrador! Mannaggia, ma quanto pesi! E non è tutto cervello! … Ecco fatto! Il Cucciolo è arrivato a destinazione! E adesso viene il bello!
– Buono! Birillo! Buono! Non così! Mi fai male! Piano!
– No! Dai non fare storie che tanto adesso non ti mollo più! Adesso lo sento che hai un sesso pure tu… lo sento eccome! Mannaggia! Allora non sei tanto broccolo! Ma com’è che adesso non sei broccolo per niente… lo vedi come ci sai fare… ma perché queste idee te le devo fare venire sempre in mente io? Cucciolo… ma lo sai che ti desidero tantissimo? Lo sai Cucciolo che io penso a te dalla mattina alla sera e pure la notte? Lo sai che quando tu ti neghi mi fai stare malissimo? Io in quei momenti ti ammazzerei, ma adesso lo sento che ci sei eccome!
– Birillo…
– Sì!
– Sta’ un po’ zitto!
– Mannaggia che osservazione da stronzo! Ma non ne potevi pensare una meglio? Guarda, per fortuna tua c’hai un [… omissis…] da favola, perché se fosse stato solo per te proprio non ne valeva la pena!
– Birillo, dai che ne valeva la pena eccome!
– Senti che presuntuoso!
– Ma io lo so che sei innamorato cotto, è per questo che faccio un po’ lo stronzo… però…
– Però che cosa?
– No, niente!
– Ma sei stronzo forte! Non mi dai mai soddisfazione, non mi dici mai una cosa bella! Stai giocando con me in modo cattivo!
– Birillo!
– Vuoi continuare a sfottere?
– No! Ti voglio dire che ti voglio bene.
– Mi stai prendendo in giro…
– Birillo tu sei un diavoletto, ma io senza i tuoi monologhi a valanga, senza le tue arrabbiature e senza questo bellissimo diavoletto mi sentirei perduto!
– Non mi sfottere, Cucciolo!
– Ma lo sai che è così… Birillo, noi stiamo insieme a fare l’amore, io non ci starei con uno qualunque, ci sto perché non posso fare a meno di te a nessun livello…
– Continua, Cucciolo!
– Il mio Birillo mi vuole bene, io lo so, noi stiamo costruendo il nostro futuro, sia a letto che con i libri e io voglio essere tutto del mio Birillo… lo so che sono broccolo, ma sono fatto così!
– Non è vero, non sei broccolo per niente! Quando mi parli così ti starei a sentire per ore!
– Ti piace farti coccolare eh?
– Mi piace sì!
– Lo sai Birillo, che fino adesso in te io non ho mai trovato nemmeno una nota stonata?
– Ma non sfottere, prima mi hai detto di stare zitto… e poi chissà che cosa pensi di me veramente, tanto tu non me lo diresti mai!
– Se te lo dico tanto tu non ci credi!
– E tu dimmelo!
– Lo sai, Birillo, io adesso mi sento completamente libero, sciolto, non ho più desideri, quando uno si innamora di Andy e trova una corrispondenza come quella che ho trovato io… non so, ma c’è una felicità più completa di questa? Io forse queste cose non te le dico tante volte ma tu lo sai che sono vere!
– Lo so, Cucciolo! L’ho sempre saputo! Adesso stai un po’ zitto anche tu, adesso voglio appoggiare la testa sul tuo petto… Cucciolo… ti voglio bene! Sai che adesso stare abbracciati così mi piace tantissimo!
– Abbracciami forte, Birillo, tu sei più forte di me e mi piace tantissimo quando mi stringi fortissimo! Bravo, così!
– Cucciolo… ma perché non ci siamo incontrati prima?
– E chi lo sa?
– Avremmo potuto avere quattro o cinque anni di felicità in più…
– Sì, ma quelli sono passati e adesso il mio Birillo è qui con me, Andy! Mannaggia come sei mio! Non me la saprei immaginare una cosa più bella di questa.
– Cucciolo, lo vedi che avevo avuto una buona idea…
– Lo vedo, lo vedo… Birillo, ma tu che pensi quando facciamo l’amore?
– Non lo so, io non penso, mi lascio andare, qualche volta non mi riesce perfettamente ma quando mi riesce è bellissimo! Quando ti posso toccare e sento che ci sei mi fa un effetto fortissimo, ci sei, hai capito Cucciolo, ci sei, io prima non ero mai stato a letto con nessuno, adesso mi sembra che stiamo insieme da una vita… non lo so, ma le cose che facciamo mi sembrano tutte ovvie, non ci penso nemmeno, penso che poi ci sei tu… non so, che altro posso pensare? … E tu che pensi?
– Probabilmente non penso affatto, quando mi abbracci strettissimo mi sento come se fossi una parte di te, adesso mi sento totalmente pacificato, proprio un senso di pace interore totale, di comunicazione totale… e non penso nemmeno che sia per il sesso, mi capita pure quando non lo facciamo, io sto bene quando ti vedo sereno. Sono cose che si contagiano…
– Cucciolo…
– Sì…
– Perché nei prossimi giorni non facciamo un po’ più di sesso, anche come oggi, anche così è bellissimo, è intimo e poi non abbiamo perso molto tempo, non abbiamo studiato ma io credo che faccia meglio che studiare…
– Andy, se faccio lo stronzo tu rimettimi in riga… certe volte mi fisso con le stupidate e non capisco le cose essenziali…
– No, Cucciolo, tu vai bene come sei, forse a me il sesso piace proprio tanto, … troppo…
– Per fortuna Birillo, se no sai che noia, con due broccoli! Andy!
– Sì…
– Ti voglio bene!
– Anch’io, Cucciolo! … ma tu sei sicuro che non ti ho rotto le scatole oggi?
– Ma che dici, Birillo! Se non ci fossi tu…
– Se non ci fossi io che cosa?
– Be’, credo che non riuscirei nemmeno ad andare avanti.
– Cucciolo, non la devi fare così tragica, se non ci fossi stato io ci sarebbe stato qualche altro.
– No, guarda, non ci sarebbe stato nessuno, sei tu che hai cominciato, io non ne avrei mai avuto il coraggio.
– Be’, per me era una necessità assoluta, non so perché ma la gente pensa sempre che un ragazzo pensa solo al sesso… io avevo bisogno proprio d’amore, di sentirmi coccolato, di qualcuno che si preoccupasse di me, che ci tenesse veramente, è bello, è una cosa importante, adesso mi sono abituato male, adesso io sto col mio Cucciolo, mi posso accoccolare stretto stretto a lui, mi dà una forza interiore… lo so che sono parole stupide, io non lo so nemmeno dire ma adesso mi sento proprio bene, io non ti dico che sono innamorato, che non ti lascerò mai… queste cose non le so e non credo che abbiano un significato, io adesso sto bene, sto bene e basta però sto bene veramente.
– Birillo…
– Sì…
– E chi me le ha mai dette cose così belle? Io mi sento innamorato, ma forse quello che significa è proprio quello che dici tu, io adesso sto bene, ti sento parlare, sento che ci sei, mi dai un senso di vita vera, di cosa forte, che mi coinvolge, io non penso più a me stesso, penso solo a te… Birillo…
– Sì…
– Domani dobbiamo lavorare tantissimo…
– Lo so, Cucciolo e lo voglio fare con la massima serietà, non è nemmeno per me, è proprio perché il mio Cucciolo non deve perdere tempo e io non devo farglielo perdere.
– Birillo…
– Sì…
– Non è solo per me…
– Lo so che è anche per me, però è soprattutto per te, adesso è ancora così, tu devi avere pazienza e piano piano arriverò anche all’idea di studiare per me, forse, ma adesso lo faccio soprattutto per te, io mi sento un po’ uno straccetto volante…
– Birillo…
– Sì…
– Ma perché dici queste cose?
– Perché le sento… lo so che ci sei tu e che le cose sono cambiate ma non mi sembra ancora vero, e poi voglio essere coccolato… Cucciolo, adesso dovremmo dormire ma mi piace tanto restare a parlare, mi piace sentirti palare… non sono stupido, mi dà proprio una sensazione di sicurezza… e poi io al mio Cucciolo ci tengo tantissimo, lo sento che mi vuoi bene… mi piace tantissimo sentire che stai vicino a me, ma questo te l’ho già detto… Che pensi, Cucciolo? Ti sembro un po’ stupido eh?
– Ma tu lo sai quante volte avevo cercato di immaginarmi che cosa potesse significare andare a letto con un ragazzo, dormire insieme, fare l’amore, vivere insieme… prima non avevo le idee chiare ma adesso non penso nemmeno che tu sei un ragazzo, tu sei il mio Birillo, sei il mio Andy, di ragazzi ce ne sono tanti, di Birillo ce n’è uno solo, tu non sei una categoria, sei una persona e mi vuoi bene…
– No, aspetta… questo io non te l’ho mai detto…
– Mi sta benissimo dire che stai bene quando stiamo insieme, io in fondo da te non voglio promesse, non voglio impegni… io voglio solo che tu stia bene, adesso, non lo so nemmeno io se sarà per sempre, io credo di sì, ma non mi voglio rovinare dei momenti come questi pensando a chiuderti in una gabbia, io voglio Andy libero, lo voglio felice, adesso stai bene con me, forse non sarà sempre così però adesso è così… certo che adesso io queste cose le sto dicendo ma… non mi pare che ci credo molto, io il mio Birillo lo voglio tutto per me… credo che se ti dovessi allontanare da me sarei gelosissimo, non lo ammetterei, lo so che tu potresti stare meglio ma non credo che ci possa essere al mondo una persona che ci tiene più di me… questo non significa che tu debba essere sempre legato a me però certo non la prenderei bene.
– Lo so, Cucciolo, questo me lo immagino, ma preferisco non pensarci, adesso sto bene con te, anche perché queste cose te le posso dire e tu mi dici quello che pensi, tu non sei ipocrita e mi vuoi bene lo stesso, io magari non ti rispondo come vorresti tu ma tu mi vuoi bene lo stesso.
– Ma non è che tu non mi rispondi come voglio io, io ti desidero, voglio che tu stia sempre con me, adesso non c’è niente in Andy che non mi piaccia, proprio niente, anzi, certe volte mi piace quel tuo essere cuccioletto, quel tuo voler essere rassicurato, proprio il fatto che mi vuoi stare a sentire, ti sento tenero, per me sei una specie di oggetto sacro…
– Cioè?
– Be’, io ho l’impressione che se ho dei doveri li ho soprattutto verso di te, ma non perché vado cercando una reciprocità, io ti devo tantissimo, la mia felicità me l’hai data tu, io devo cercare di farti capire quanto sei importante e poi ti devo portare a costruire un futuro con me, ma anche questo non è per legarti a me ma perché penso che sarebbe anche la tua felicità, io piano piano ti devo fare capire il significato delle cose, dei progetti concreti… tu adesso capisci il senso delle parole, quanto possono essere importanti l’hai capito benissimo, ti possono fare stare bene ma anche malissimo, però tu non hai ancora il senso del costruire una vita insieme, è questo che vorrei da te…
– Cucciolo, forse succederà, però noi non lo sappiamo.
– Sì, ma non è questo che mi spaventa… adesso vorrei che tu cominciassi a pensare a qualche cosa di bello e di concreto, alla vita insieme, o almeno a una parte della vita insieme, a costruire una sicurezza per il futuro, non necessariamente una sicurezza per noi ma anche una sicurezza per te, io spero che sia per noi e che sia per tutta la vita ma una indipendenza vera, un lavoro vero, una sicurezza economica ti danno pure una sicurezza interiore.
– Mah! Cucciolo, che ti devo dire, forse io queste cose non le capisco però adesso la mia felicità sei tu, proprio tu fisicamente, non riesco a fare progetti a distanza, adesso voglio stare con te e dell’università me ne importa veramente poco.
– Ma, Birillo, non me l’avevi detto tu che si doveva cercare in tutti i modi di finire con l’università il più presto possibile?
– Sì, te l’ho detto io… però adesso mi sembra che ci siano altre cose importanti, certe volte stare a parlare con te, stare a parlare di niente mi sembra importantissimo, imparo tante cose anche su me stesso quando ti osservo, mi somigli sotto tanti punti di vista, sei un po’ l’altro lato di me, quello che io non ho mai fatto emergere, tu sei razionale, pensi, fai progetti, tu pensi al futuro e io mi posso affidare completamente, io non voglio pensare troppo, tanto lo fai tu per me, io mi fido, ti seguo, certe cose te le delego del tutto… Cucciolo, ma lo sai che ci dovremmo mettere a studiare, sono quasi le undici e non abbiamo fatto niente…
– Hai ragione, su, adesso cerchiamo di lavorare un pochettino.
– Però, Cucciolo, stasera giochiamo un po’!
– Va be’, va’, stasera mi faccio friggere in padella!
– Scherza poco tu e cerca di non dimenticarti delle promesse! … Aspetta, ma non siamo andati a vedere la rosa.
Andy uscì sul terrazzo e Marco lo seguì.
– Guarda qua! Ma non ti sembra che ci sia un germoglio nuovo, lì, quel puntino verde, se lo guardi da vicino si vedono delle foglioline piccole piccole.
– Sì, è vero… che dici? Ci vorrà un po’ d’acqua?
– No, non credo, mi sembra che la terra sia ancora umida…
– Mi sa che hai ragione… però vedi, così il vaso è in ombra, come dice papà, mi sa che dovrebbe andare bene… ma tu dici che fiorirà?
– Sì, credo proprio di sì.
– Ma di che colore sarà?
– Quello è ancora presto per capirlo ma quando avrà cominciato a fare il bocciolo si vedrà.
– E quanto tempo ci metterà?
– Non lo so, due settimane, forse…
– Ma è tanto tempo!
– No, non è tanto.
– Va be’, Cucciolo, adesso torniamo dentro e mettiamoci a studiare.

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