PROSTITUZIONE GAY E POTERE

Ciao Project,

mi chiamo Ciro ho 31 anni, ho dato un’occhiata al blog e mi è piaciuto però una cosa ci manca che invece nella realtà c’è e, se tu non la racconti, dai ai ragazzi l’idea che il mondo gay è il mondo delle favole, mente non lo è affatto. Tu hai dato tanto spazio alle storie pulite, ai ragazzi giovani… e hai fatto bene, ma non ti dimenticare che i gay di cui parli tu sono solo una parte della realtà, e non è nemmeno una questione di vivere in un modo o nell’altro il sesso. E’ proprio una questione di vera e propria delinquenza. E’ tutto mascherato, è ovvio che tu non riuscirai mai a dimostrare come stanno le cose. In genere non c’è violenza fisica ma io ho visto ragazzi che ne sono usciti a pezzi perché una forma di violenza in un modo o nell’altro l’hanno subita e l’ho subita pure io. Non è vero affatto che i gay sono solidali e che si vogliono bene, forse capita ai ragazzi che conosci tu ma quello che vedo io è completamente diverso. Non è questione di gay e di etero ma di servi e padroni. Questa è la realtà. Se c’è gente più forte di te, ti schiaccia. Chi ha i soldi è il padrone, se il padrone è etero si compra le ragazzette, se è gay si compra i ragazzetti ma mica per volergli bene, mica per fare un po’ di sesso con loro… no! ma solo per dominarli, solo per metterli sotto i piedi, per ricattarli, per giocare con la loro ingenuità… perché ci sono ragazzi di 20 anni che si credono intelligenti, sono bei ragazzi e loro pensano di essere più furbi degli altri e di avere trovato la chiave per arrivare dappertutto. Ma che ti credi che loro adoperano la parola “prostituzione”, questo non succerà mai. Quelli, del boss loro, dicono “io gli piaccio” e te lo dicono con un’aria che ti fanno pena, perché non sono affatto più furbi degli altri e dove si vanno a cacciare non se lo immaginano nemmeno. E il boss li ricatta. L’hanno fatto pure con me, e quando succede tu li odi veramente, prenderesti un paio di forbici e gliele ficcheresti nella pancia. Io a 18 anni lavoravo, facevo il barista a Napoli e non avevo mai una lira e quelli che giravano intorno al bar i soldi ce li avevano. Poi il padrone del bar con me c’ha provato, io mi sono difeso e lui ha lasciato perdere ma la sensazione di schifo che ho provato allora non me la dimenticherò mai più e dopo m’ha cacciato via. Non tenevo una lira, e quando non c’hai una lira che fai? A chi la vai a chiedere? Alla banca? C’era uno che conosceva un sacco di gente e ho chiesto a lui che potevo fare e lui m’ha detto che io di soldi ne potevo fare e tanti… ma non dovevo essere cretino… Ho detto: e come? E insomma m’ha detto che c’era gente importante che cercava bai ragazzi per fare il cameriere alle feste della gente ricca e, m’ha detto, là se ci sai fare i quattrini li fai… quelli ti danno pure 100 euro di mancia. Io poi allora non capivo niente e ho detto sì… e allora il vestito buono me l’hanno dato loro, ma non la divisa da cameriere, proprio un vestito vestito e bello pure, m’hanno portato dal barbiere e m’hanno tagliato i capelli corti corti. Poi m’hanno portato a casa di uno di questi e m’hanno detto che mi dovevo fare una doccia, perché io doccia a casa mia non ne ho e nemmeno vasca da bagno. Ma quelli non se ne andavano e io mi sono dovuto fare la doccia davanti a loro che mi guardavano un po’ strano… quelli non erano gay erano solo delinquenti e stavano pensando se potevo andare bene per il capo loro… ma io avevo 18 anni. Mi son vestito e m’hanno portato fuori Napoli su una BMW una macchina che sembrava una transatlantico, arriviamo a una villa fuori Napoli, di quelle che le vedi solo al cinematografo e mi trovo davanti un ragazzo di una ventina d’anni, un bel ragazzo, gli altri se ne sono andati e io sono rimasto con quel ragazzo. Gli ho chiesto come potevo fare a tornare a Napoli, ma mi ha detto che avrei dormito là perché la festa sarebbe durata tutta la notte e io stavo a servizio tutta la notte. Gli ho chiesto quanto mi avrebbero dato, lui ha detto 200 euro, che io non l’ho mai visti manco dopo una settimana, però ha detto che potevo guadagnare molto di più… M’ha chiesto quanti anni avevo e pure la data di nascita e m’ha detto: che se sei minorenne qua non ci puoi lavorare. La sera c’è stata la festa. Una cosa che io non ne avevo mai viste simili. All’inizio si trattava proprio di fare il cameriere, ci saranno stati una decina di ragazzi, tutti bei ragazzi. Insomma sembrava una cosa buona. Poi hanno detto che dovevano fare un gioco… hanno messo i tavoli l’uno vicino all’altro e c’hanno fatto fare, a noi ragazzi del servizio, la sfilata di bellezza… prima sembrava una cosa per ridere, poi hanno cominciato: “se fai la passerella senza giacca sono 100 euro… se ti togli la camicia sono 200 euro… insomma avete capito come stava andando a finire, ma io non c’ho visto più e gl’ho rovinato la festa, mi sono messo a urlare che erano una massa di porci, ma sono venuti quelli del servizio d’ordine e a me e a altri due c’hanno buttato fuori e c’hanno minacciato pure di brutto. Quando ci siamo trovati fuori, gli altri due m’hanno pestato di botte a sangue perché non hanno preso una lira mentre gli altri si sarebbero portati via più di 1000 euro per uno. Io se quei ragazzi fossero gay non lo so, né i due che mi hanno pestato né quelli che sono rimasti alla festa. Ma io dico, ma etero o gay che siete, ma come fate ad accettare una cosa del genere?! Io lo so che passerò la vita a fare il barista ma una dignità di morto di fame ce l’ho e non mi sono mai venduto a nessuno. Io a gente come quelli della festa gli sputerei solo in faccia, non sono persone, sono sacchi di mer…

Se volete, potete partecipare alla discussione aperta sull’argomento nel FORUM DI PROGETTO GAY:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=20&t=189&start=0

Un pensiero su “PROSTITUZIONE GAY E POTERE

  1. Guarda io ti capisco ma tieni in conto che almeno tu un lavoro ce l’hai e penso tu viva in una condizione che ti permette una vita non agiata ma almeno dignitosa. Io ho perso i miei genitori a 17 anni. Nessun parente volle prendermi con sè e dopo il diploma la misera pensione di reversibilità di mio padre non bastò più per viverci. Iniziai a lavorare in una pizzeria come cameriere e pony espress ma oltre i 500/600 euro non arrivavo e lavoravo come un matto, trattato come una bestia da tutti. Poi una sera nel ristorante dove lavoravo un cliente mi fece segno di venire con lui nel bagno. Io lo seguii pensando che volesse lamentarsi per le condizioni del bagno e invece si sbottonò i pantaloni e mi disse che se glielo prendevo in bocca mi avrebbe dato 50 euro. E’ così che ho iniziato. Anche io come te partecipavo a “festini allegri” dove a differenza però tua dovevo servire i tavolini con addosso soltanto un perizoma e con clienti che mi infilavano le mani dappertutto. Avevo 18 anni e la vita con me era stata molto cattiva. con questo nn voglio giustificare la mai condotta che sicuramente è riprovevole sotto l’aspetto morole ma Prostituendomi ho potuto permettermi una vita agiata e nel frattempo sono riuscito anche a laurearmi. Certo questo non ti ripaga di un’innocenza che hai dovuto perdere troppo in fretta, dello squallore di certe situazioni in cui ci sono persone che non ti vedono come un essere umano ma solo un oggetto con cui godere e appagare anche il desiderio più perverso. Ma l’innocenza e il pudore sono qualità lussuose che noi, nati servi come hai detto tu, non possiamo permetterci.

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