COMING OUT A SCUOLA

Per la scuola ci passano tutti. Apro questa classicissima discussione con una riflessione, apparentemente banale: per un ragazzo gay la scuola superiore è insieme l’inferno e il paradiso, ci si entra a 14 anni e se ne esce a 19 ormai giovani adulti. In pratica quasi tutto l’apprendistato sessuale e soprattutto affettivo è legato all’ambiente della scuola. Se per un ragazzo etero i comportamenti possono essere relativamente liberi, un ragazzo gay sperimenta a scuola lo stesso senso di costrizione e di limitazione che sperimenterà per il resto della vita. Si tratta letteralmente, purtroppo, di una scuola di vita. Nonostante tutte le limitazioni che un ragazzo gay sente sulla sua pelle la curiosità sessuale resta sempre vigile e prevale in genere sul senso di disagio, tra i ragazzi più grandi si sviluppano talvolta rapporti affettivi molto forti, amicizie, amicizie amorose e anche vere storie d’amore. Storie d’amore etero ne vedete molte, storie d’amore gay non ne vedere mai e anzi non vedete mai nemmeno ragazzi gay. Tutto a scuola è rigidamente etero, nessuno, né insegnante né studente si concede aperture gay, il gioco è pericoloso e, talvolta, sotto l’apparenza dell’interessamento pedagogico e psicologico alcuni ragazzi possono subire l’omofobia latente nell’istituzione. Riporto qui qualche pagina del diario scolastico 1976 di Dario, un ragazzo allora 16enne.

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Lunedì

Potevo nascere brutto! … Mamma…. perché m’hai fatto così bello? Se ero brutto stavo meglio… io a queste non le sopporto proprio… Mi s’appiccicano addosso, mi fanno una caspita di moine. Cinzia mi si siede sempre sulle gambe e fa finta di niente… Paola mi si sbaciucchia pure… ma chi te vole! … ma andatevene da Cristiano che a lui non gli pare vero, così fate contento lui e lasciate tranquillo me… ma quello è brutto… per fortuna sua… vabbe’… basta… ma quanto la fa lunga questa [la prof. di filosofia] e poi la butta sempre il politica e lei dice che fa lezione… Ma che ti guardi? … Sto scrivendo… ma a te che te ne frega che sto scrivendo… sto prendendo appunti dei cavoli miei… vedi… faccio pure sì sì con la testa… sei contenta? … Ma a me questa mi pare Maga Magò!

Mercoledì

Che rabbia! Io a quello me lo magno! Sei vecchio, passi! C’hai la pancetta, passi! Non c’hai manco un capello in testa, non è colpa tua. Ma sei uno str…. !… io le due ore del mercoledì le aspetto tutta la settimana perché mi devo vedere Emilio che si spoglia… e tu che mi fai? Te ne stai casa tua e ti dai malato… e a noi ci mandano la befana per altre due ore di filosofia… ma caz..! E adesso devo aspettare un’altra settimana…

Giovedì

Oggi mi chiama Maga Magò… “Ma che stai scrivendo? … portami il diario!” … Io… a te… il diario… ma col caz… che te lo porto! L’ho dovuta supplicare, mica glielo potevo dare. Vabbe’ questa è una… e poi Paola, ciccì e cicciò, m’ha pure detto all’orecchio che secondo lei Fabrizio è gay… Fabrizio! Che è brutto come la fame… Avesse detto Emilio… beh…

Venerdì

Oggi ci siamo parlati e m’ha cercato lui! … vabbe’… c’eravamo solo noi perché c’era l’assemblea e erano quattro gatti… però mi dice: “Lo vuoi un caffè?” Mi ci so’ fiondato… Siamo stati a parlare dalla nove a mezzogiorno. Emilio è affascinante… è un poeta, dice cose bellissime, un po’ malinconiche però, dice che non gli hanno mai voluto bene…. ma com’è possibile? La maggior parte abbiamo parlato di scuola, vabbe’ è la prima volta che parliamo. Lui fa atletica, c’ha quasi 17 anni e sembra che ce ne abbia venti! Si fa la barba tutti i giorni e c’ha la pelle del viso bellissima. E’ proprio bello e poi non si crede di essere chissà chi… non c’ha boria… quando stava lì io me lo sarei … dico per dire, però mica tanto! … poi è passata Maga Magò e m’ha fatto venire i nervi: “Che state facendo voi due lì? … andate all’assemblea! … forza!” S’è messa davanti alla porta della classe e ha aspettato che uscissimo… e quando siamo usciti c’ha guardato con un ghignetto che non m’è piaciuto proprio. Io a Emilio gliel’ho detto: “Questa ha pensato chissà che…” e lui m’ha detto una cosa bellissima: “E lasciaglielo pensare!” Bella, Emilio, bellissima! All’assemblea una rottura incredibile. C’era uno del quinto che faceva tutto lui… “Noi dei quinti di qua, noi dei quinti di là…” … Oh! Bello che se te fa uno strillo la befana te la fai sotto! Io e Emilio ci siamo messi da una parte e siamo rimasti a chiacchierare e a un certo punto mi sono appoggiato alla spalla di Emilio… una sensazione da sogno… poi è passato un ragazzo e mi ha fatto occhiacci, io mi sono girato e la befana ce l’avevo dietro… ha detto solo: “Eh…” e io me la sono guardata e le ho detto: “Professoressa ma qui stanno pomiciando tutti… ma lo dica un po’ pure agli altri! …” e lì è scoppiato il finimondo: “Voi siete due maleducati!” … “Semmai io sono maleducato… lui non c’entra proprio!”… “Eh no! C’entra c’entra… ma dove vi credete di essere!” E lì s’è girato pure Emilio: “Andiamocene va!” Io ero rosso di rabbia, sotto gli occhi della befana Emilio mi prede la mano e ci allontaniamo mano nella mano. E’ stato uno dei momenti più belli della mia vita! Poi m’è venuta la paura perché quella si vendica ma Emilio ha detto: “Mica ci possiamo fare condizionare da quella…” Io lo amo, prima era una questione solo di sesso ma adesso lo amo, lo amo proprio! Emilio!!!

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Se volete, potete partecipare alla discussione “COMING OUT A SCUOLA” nel FORUM DI PROGETTO GAY:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=18&t=140&start=0

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