JAMES BALDWIN E LE COPPIE GAY DI ETA’ DIVERSA

lounge71 ha detto…
volevo chiederti un ulteriore commento, mi spiego meglio… venerdì ho risentito il mio ex il 22 enne di cui sopra.. sarebbe stato il nostro 5 mese..capisco che valga poco.. ma per me per mille motivi, vale molto. Mi rispecchio molto nelle tue parole, e nelle descrizioni che fai, ed ero convinto che comunque se non diventato amore, il nostro relazionarsi, fosse servito a qualcosa.. o avesse in lui lasciato qualcosa… 5 mesi, pieni di 1000 cose, e situazioni, ricordi intensi, dialoghi, confronti, iniziazione al sesso etc.. vita di ogni giorno con 1 uomo, condivisione.. etc.. ovvero 1 insieme di cose, che credevo in lui avessero lasciato qualcosa.. ed invece. Oltre non ricordarsi la data, a cui non do questa grande importanza.. ma appena gli ho confermato che comunque sia andata io tengo molto a lui… la sua risposta è stata .."anche a me sembra cosi strano che in cosi poco tempo tra noi si sia legato un legame del genere" difficilmente mi succede nelle amicizie… come amicizie? mah… ti ricordi che sono il ragazzo con cui hai fatto per la prima volta l’amore? sono la persona con cui negli ultimi 5 mesi… lo avrai fatto n n n volte sempre con trasporto ed intensità? con cui hai condiviso ultimi 5 mesi in maniera piena e completa?? ovvio che tu senta un legame speciale… ma sbaglio? oppure nel tuo confrontarti sul blog, vedi che può succedere spesso? magari parto io svantaggiato, che in questa situazione ci sto stretto… gli ho offerto di rimanere amici, di continuare con nostro rapportarci quotidiano… ma credo che a lui non interessi…non essendo + una figura di riferimento, forse non ha senso per lui continuare anche a rapportarci su altri aspetti.. di questo rapporto? boh? dovrei farmi da parte in tutti sensi? non è me che vuole.. e finita li… che dire? aspetto tuo consiglio ok?
p. s. provato a cercare Another country ma non trovato ne la versione italiana neppure quella US…
Peccato.ciao
4/2/08
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Carissimo Lounge71,
cerco di rispondere alla tua richiesta proprio a partire da “Another country” di James Baldwin. In quel bellissimo romanzo, a mio giudizio il più bel libro che ho letto, si racconta una storia d’amore tra due persone di età diversa. Il libro viene in genere interpretato in chiave ottimistica perché la “storia d’amore” di Erik e Yves sembra realizzarsi alla fine del romanzo, quando i due si ritrovano a New York. Il lettore gay, portato dall’entusiasmo, legge questa conclusione esattamente come il classico “e vissero sempre felici e contenti” ma Baldwin non è una scrittore di favole e il tema di fondo del libro è in realtà il tipico tema delle coppie gay di età diversa. Eric è felice si accogliere Yves all’eroporto di Los Angeles (la città nella quale gli angeli hanno stabilito la loro dimora), ma nell’anima di Eric esiste una consapevolezza di fondo che dà a quell’amore un significato molto particolare. In una delle pagine fondamentali del libro Erik spiega al suo amico Vivaldo la situazione, gli confida di essere innamorato di un ragazzo che si chiama Yves, che lo raggiungerà presto a New York, gli fa leggere una affettuosissima lettera di Yves e gli dice: “Qualche volta lo facciamo ed è meraviglioso. Qualche volta no ed è terribile” poi aggiunge che quando pochi minuti prima aveva parlato di decidere e di accettare stava pensando proprio ad Yves e nel dirlo ha le lacrime agli occhi. Dopo una lunga pausa di silenzio arriva al nocciolo del problema: “Yves che è molto più giovane di me, penserà di allontanarsi da me… e io devo essere preparato a lasciarlo andare. Lui se ne andrà. E io penso che se ne debba andare forse proprio per diventare un uomo.” Vivaldo aggiunge: “Vuoi dire per essere se stesso…”, Erik gli risponde “Sì” e segue un lungo silenzio. “Tutto quello che io posso fare – dice Erik – alla fine, è volergli bene… Io non posso illudermi di amare nessun altro. Non posso fare nessuna promessa più grande di quella che già gli ho fatto, non adesso, e forse una promessa più grande non la farò mai.” Erik con le lacrime agli occhi aggiunge che non si potrà più comportare come se fosse libero quando non lo è più e si chiede se tutto questo abbia un senso o se non sia solo follia, dopo una pausa conclude con la famosa frase: “Qui non c’è niente da decidere. Qui c’è tutto da accettare.” [Riporto il testo originale del brano in calce a questo post].
Con questa precisazione la conclusione positiva del libro di Baldwin assume un significato moto più serio. Erik accetta di vivere il suo rapporto d’amore con Yves con la piena cosapevolezza che questo rapporto finirà, non per colpa di Yves ma perché staccarsi da Erik servirà ad Yves per diventare un uomo e per essere se stesso, tutto questo non è solo un’ipotesi ma è una certezza ed è accetto come tale.
Amo il libro di Baldwin e l’ho preso come libro di meditazione quando mi sono trovato in situazioni analoghe. So bene che agire come Erik è difficile ma amare qualche volta significa lasciare andare il proprio compagno nel modo meno traumatico possibile.
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“I, too, am in love,” said Erik “his name is Yves; he’s coming to New York very soon. I got letter from him today.”
He stood up and walked to his desk, picked up the play and opened it and took out an airmail envelope. Vivaldo watched his face , which had become, in an instant, weary and transfigured. Eric opened the letter and read it again. He looked at Vivaldo. “Sometimes we make it, too, and it’s beautiful. And when we don’t, it’s hideous .” He sat down again.” When I was talking before about accepting or deciding, I was thinking about him.” He paused, and threw his letter on the bed. There was a very long silence, which Vivaldo did nor dare to break.
“I,” said Erik, “must understand that if I dreamed of escape, and I did – when this thing with Cass begun. I taught that perhaps here was my opportunity to change, and I was glad – well, Yves, who is much younger than I, will also dream of escape. I must be prepared to let him go. He will go. And I think” – he looked up at Vivaldo – “that he must go, probably in order to became a man.”
“You mean,” said Vivaldo, ”in order to became himself.” “Yes,” said Eric. And silence came again.
“All I can do,” said Erik, al last, ”is love him. But this means – doesn’t it – that I cant delude myself about loving someone else. I can’t make any promise greater than this promise I’ve made already – not now, and maybe I’ll never make any greater promise. I can’t be safe and sorry, too, I can’t act as though I’m free when I know I’m not. I’ve got to live with that. Does that make sense? or am I mad? There where tears in his eyes. He walked to the kitchen door and stared at Vivaldo. Then he tuned away. “You’re right. You’re right. There’s nothing here to decide . There’s everything to accept.”

Un pensiero su “JAMES BALDWIN E LE COPPIE GAY DI ETA’ DIVERSA

  1. ciao,scusa se vengo a sfogarmi nel tuo blog,ma visto che mi sembri una persona ingamba e sono incazzato kon tutti i miei amici e con il mio ragazzo sono venuto quà per un consiglio…inazitutto ti publico l’ultimo mio post
    Giorni tristi!!
     
    Non sò cosa mi sta succedendo in questi giorni.Non ho voglia di uscire, sono sempre triste e mi sento deluso della mia vita. Desidererei la svolta che sto aspettando da tempo,e finalmente un lavoro ke mi riporti nella vita etero. Ormai  mi sto ghettizzando e non voglio. Poi da Sabato una serie di cose mi hanno deluso e reso triste. In primis il comportamento del mio ragazzo, mai mi sarei aspettato ke arrivasse a mentire più volte alla mia ripetuta  domanda.Poi domenica mi sono sentito un deficente quando per più di un ora cercavamo il parcgeggio dove avevamo messo le macchine.La gente stessa ci diceva come mai era possibile che in sei non ricordavamo,la risposta era che eravamo 6 gay un pò "rincoglioniti"..Episodi del genere mai mi sono capitati quando uscivo con gli etero,come mai mi è capitto girare più di due ore per un parcheggio. A volte mi sembra che i gay siano più incapaci degli eterosessuali,sò che non è così,ma molti gay sono veramente incapaci. Io trovo pazzesco che uno davanti in macchina si vergogni a chiedere informazioni e abbassa il finestrino aspettando che sia io da dietro a parlare,è pazzesco vivere a ventisette anni in una campana di vetro,in mezzo a tante fobie e sempre con presuzione di essere accontentato da chiunque. E’ pazzesco ma in questi giorni non sto sopportando il mio mondo…vorrei poter respirare aria etero,vorrei non vedere tutte queste stranezze ed ssere circondato da tanta normalità(ache normalità gay). Se spesso siamo derisi epresi in giro, a volte è anche colpa nostra..Cazzo cerchiamo di essere più  in gamba possibile,dobbiamo ogni giorno combattere per sopravivvere contro le ingiustizie che gli etero ci fanno. Dovremmo rimboccarci le mani e cercare di fargli capire che valiamo più di loro,non farci vedere come dei coglioni….E’ vero che è sempre sbagliato colpire quello più debole ,ma certo che noi non facciamo niente per non farci colpire,anzi forse a volta incentiviamo(ovviamente e fortunatamente non tutti)….
     
    adesso vorrei sapere il tuo parere,se ti va dammi un consiglio,veramete mi sembra come stare in un mondo di matti e che solo i presunti eterohano il buon senso…se ti va fatti sentire….cmqgrazie lo stesso

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