UN GAY IN PALESTRA

[Intervista a un ragazzo 24enne, registrata il 16/4/2003]

Vuoi sapere che ci vado a fare io? … sì, sì… ma che te lo devo spiegare? Con questo ca..o di microfono mi sento in imbarazzo, tu stai li a registrare ma il discorso lo devo fare io, dai, lascia perdere su… mi vergogno… No, aspetta… va bene, va bene… adesso ci provo… Dunque io ci vado per parecchi motivi, i soliti, la salute, lo sport, ecco, tutti questi qua… e dai! … ma che c’hai da fare smorfie… buono! … c’arrivo, c’arrivo! … ma in effetti io ci vado per vedere i ragazzi nudi… è così, non c’è niente da fare, è così, perché oggi non solo di nudo, ma di porno a tutti i livelli ne trovi una montagna dappertutto ma quello non è sesso, sono film, insomma sono cose false, a parte che c’è tutto un atteggiamento proprio falso, comunque quelli che fanno quelle cose recitano, in quelle cose di naturale c’è ben poco. Io di film di un certo genere ne ho visti una marea ma queste cose non hanno niente a che vedere con quando ti trovi davanti dei ragazzi nudi veri. Intanto quelli non recitano, stanno insieme agli altri, ci stanno con la massima naturalezza, scherzano un po’, giocano, cioè sono come sono veramente, è proprio un clima meraviglioso, per loro quello non è un clima sessuale, è una cosa normale, è questo che mi colpisce di più: la naturalezza assoluta dei comportamenti di questi ragazzi, il clima affettuoso, disinvolto nonostante la nudità. Io, in genere, quando vado allo spogliatoio ci sto una marea di tempo, ma non solo per guardarmi intorno, anche per aspettare che se ne siano andati tutti per potermi cambiare, perché io quando sto lì dentro sto in erezione tutto il tempo, però se sto bardato bene nessuno se ne accorge. Una volta, due o tre settimane fa, ci sono andato di lunedì, quando c’è pochissima gente, e ho trovato un ragazzo che ho conosciuto da un paio di mesi, un ragazzo etero eh… quindi io certe idee me le devo proprio fare passare dalla testa, si chiama Giorgio, un ragazzo di 22 anni, ma proprio un bel ragazzo, ma così etero che più etero non si può… che ti parla solo della ragazza, insomma hai capito il tipo… e dovresti sentire la voce… proprio una cosa sexy. Io stavo seduto sulla panca a fare finta di rimettere le cose a posto nella borsa, lui era uscito dalla doccia, praticamente c’eravamo solo noi. Lui mi si mette davanti, come mamma l’aveva fatto e comincia una conversazione tutta a base di ragazze. Lo spettacolo era unico, era proprio bello. Cioè, adesso, è ovvio, per un ragazzo gay vedere un ragazzo nudo c’ha pure un’attrattiva sessuale, però, a parte questo, un bel ragazzo nudo è proprio bello cioè è un’opera d’arte. Ma sarà stato a chiacchierare senza rivestirsi per almeno venti minuti, io penso che avesse anche il piacere di farsi vedere… perché se sei brutto fai bene se ti copri, ma se sei un bel ragazzo non c’hai proprio niente da coprire. Io sono rimasto sempre sconvolto dalla immediatezza e dalla assenza di inibizioni dei ragazzi come Giorgio, per loro è ovvio, per me è assolutamente impensabile. Poi m’ha salutato e se n’è andato… come se niente fosse, io avevo bisogno di ricompormi perché nello stato in cui stavo non potevo uscire, dopo qualche minuto sono uscito, l’ho ritrovato al bar e mi ha offerto un’acqua tonica, poi è andato via ma prima di andarsene mi ha stretto la mano in modo molto cordiale col suo bellissimo sorriso, una bella mano calda, forte… Una cosa come questa non è molto frequente, in genere vedi tanti ragazzi nudi, tutti insieme, ma la scena non ti si imprime veramente nel cervello, mentre con Giorgio s’era creata una situazione diversa. E’ chiaro che capita una volta ogni tanto, certe volte una cosa del genere non capita per parecchie settimane, ma quando capita, anche solo una volta, non te la dimentichi più e non c’è bisogno di dirlo, quando torni a casa ti si drizza solo a pensarci, con tutto quello che viene appresso. In qualche modo Giorgio lo conosco intimamente pure se cose frustranti ce ne stanno eccome, comunque… dopo qualche giorno rivedo Giorgio, mi saluta, mi chiede se mi ricordo di lui… accidenti se mi ricordo! Mi ricordo di lui ogni minimo dettaglio, vabbe’ avete capito. Mi sorride… se sapesse che non solo mi ricordo di lui ma che lo penso molto ma molto intensamente tutte le sere… beh, non so che farebbe… secondo me cambierebbe palestra… o no? … Boh! La storia di Giorgio è stata un po’ un unicum, in genere è una cosa molto più banale… però per un ragazzo gay della mia età è comunque una grandissima tentazione. Poi c’è un fatto, io non vado mai in palestra con amici, ci vado sempre da solo. Se ci sono altri ragazzi gay non lo so, una sensazione del genere non l’ho mai avuta. Lì dentro sembra che di inibito ci sto solo io, oppure gli altri gay si integrano perfettamente, non lo so, ma la sensazione è come se non ce ne fossero. Che siano veramente tutti etero mi sembrerebbe strano, però, almeno a occhio, è quello che sembra più probabile. Ah… una cosa, ed è una cosa che ho sempre notato e mi ha sempre colpito, i ragazzi che frequentano la palestra tendono a fare amicizia e tra loro funziona, mentre io mi sento fuori del gruppo, sento in qualche modo di non farne parte e certe volte mi viene pure in testa che andare a fare il guardone, perché io in realtà questo faccio, è pure poco rispettoso verso questi ragazzi, cioè mi sento un po’ un ladro, mi piacerebbe tantissimo non rubare così questi momenti di intimità, però queste cose si possono avere solo così… e poi una ragione vera per vergognarsi non la vedo… io mi sento un ladro, è vero, ma in fondo a questi ragazzi non rubo niente, loro non lo sanno è vero… ma non ci restano mica traumatizzati e poi viene tutto così naturale. In palestra io non ho mai visto scherzi di cattivo gusto, cioè a sfondo sessuale, ne ho sentito parlare, ma queste cose non le ho mai viste. Quando c’è qualcuno nuovo in genere viene presentato agli altri ragazzi da un amico che già frequenta la palestra e non si creano proprio situazioni si imbarazzo. Ah, un’altra cosa, molti, che pure non provano nessun imbarazzo nel farsi vedere nudi, non stanno però nudi tutto il tempo ma si mettono un asciugamano alla vita, però non per nascondersi, perché poi se lo tolgono senza nessun imbarazzo. E’ tutto un rito, è tutto codificato, si comportano tutti più o meno allo stesso modo, è proprio una specie di rito collettivo maschile. Alla palestra mia i box delle docce sono chiusi da persianine di plastica e lì c’è un po’ di privacy, difatti io non ci vado quasi mai. Quando escono, in genere, escono con un asciugamano intorno ai fianchi… però poi se lo tolgono per asciugarsi bene. Quello dello spogliatoio è proprio tutto un ambiente speciale, c’è un clima di libertà totale che non c’è mai in nessun’altra situazione. Quando c’è un ragazzo nuovo che non ho mai visto prima cerco di sistemare le cose in modo da capitare nello spogliatoio quando ci sta lui, la cosa me la studio tutta bene perché sembri totalmente casuale, ma non solo, prima lo saluto, vado da lui quando fa i pesi o quando sta alle macchine, gli spiego come funzionano le macchine, cioè cerco di creare un minimo di rapporto però poi il cervello corre sempre là, cioè io quel ragazzo non l’ho conosciuto veramente finché non l’ho visto nudo, cioè, ci devo arrivare, devo sapere com’è fatto, è importantissimo. Quando succede allora io di quel ragazzo c’ho un quadro completo, non è una stupidaggine, è proprio così… e quando succede come con Giorgio che si forma una familiarità tale che quel ragazzo si ferma a parlare con te quando esce dalla doccia e non si riveste… beh, che ti devo dire, mi sembra che si sia creata una intimità proprio speciale. Adesso basta va’ non mi fare parlare troppo non è che posso scendere in dettagli… però se un clima come quello che si crea con Giorgio si creasse con un ragazzo gay sarebbe il massimo… so benissimo che un clima simile con un ragazzo gay non ci sarebbe mai… però li capisco quelli che si innamorano degli etero, perché io a Giorgio ci penso mille volte al giorno. ho visto i turni che fa lui e i miei li ho fissati uguali uguali, non si sa mai, una scena come quella di tre settimane fa si potrebbe ripetere, però non è successo. Quando arriva mi saluta e mi sorride pure, io cerco di beccarlo sempre allo spogliatoio sia prima che dopo la doccia, ma non posso insistere troppo. Un sogno ce l’ho, vorrei che un giorno si fermasse veramente a parlare con me, ma non nudo come è successo tre settimane fa, vorrei che all’uscita mi chiedesse un passaggio, vorrei accompagnarlo a casa e vorrei che lungo la strada mi guardasse negli occhi e mi dicesse: “Non ho il coraggio di dirtelo… ma sono gay.” … E invece no! E’ un bellissimo etero spaccato! … ma ti pare giusto?

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=1093&start=0

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