DISSIMMETRIE GAY

Diario di Giovanni – Domenica 4 Aprile 1971

Sono andato stamattina con don Aldo alla messa a San Paolo e mi ha fatto un’impressione incredibile. Celebrava l’abate Franzoni, ha fatto una predica che io non me la sarei mai aspettata, con delle aperture incredibili… era una cosa bella da sentire, ha parlato del militarismo, della libertà di coscienza, ha detto certe cose del Concilio che non avevo mai sentito, che i fedeli devono partecipare di più, che l’omelia è un’espressione della comunità… cose belle, cose veramente belle, mah… uno così ci vorrebbe… lui di omosessualità non ha parlato… ma secondo me non è uno che la condanna. Dopo la messa, don Aldo ce lo ha fatto conoscere, diceva cose del divorzio che non ho mai sentito dire da un prete. Ha detto che il concordato non è un bene per la Chiesa… insomma cose molto intelligenti. Pure don Aldo è uno aperto, ma relativamente, l’abate Franzoni mi sembra incredibilmente più avanti… eppure è un vescovo. Ci devo riandare. … E poi stamattina con me c’era pure Mario… è venuto a casa mia… abbiamo fatto colazione insieme… io lo guardavo… ma è proprio bellissimo e poi c’ha una voce… abbiamo fatto una lunga passeggiata al centro, a piazza Venezia, a Trinità dei monti e fino a piazza del popolo… poi siamo andati al Colosseo a prendere la metro… e abbiamo parlato tanto… dire che ci sono stato bene è poco, pensare che stava lì a fianco a me mi faceva un’impressione fortissima, quando siamo saliti sulla metro è stato bellissimo, c’era un sacco di gente e noi stavamo schiacciati l’uno contro l’altro… l’ho guardato negli occhi decine di volte, ho cercato di respirare il suo respiro, di sentire il suo calore e anche di attaccarmi a lui il più possibile, ho sentito proprio il contatto del suo petto mentre respirava, è stato un momento intensissimo e lui c’era, stava lì, non diceva niente, ma io lo sentivo che era felice di stare attaccato a me perché non si spostava, non mi evitava e ogni tanto cercava il mio sguardo e mi sorrideva… insomma una cosa veramente bellissima. Siamo stati vicini pure il Chiesa. Mi sentivo felice. non potevo girarmi in continuazione verso di lui ma lo sentivo vicino, vicinissimo, anche spiritualmente… lui parla poco ma è stato a sentire con la massima attenzione tutto quello che diceva don Franzoni e anche dopo, quando ci abbiamo parlato. Quando siamo andati via gli ho chiesto che stava pensando… lui mi ha guardato e mi ha detto che don Franzoni è molto progressista ma io volevo sapere altro da lui… ma lui non me lo direbbe mai… è di una timidezza incredibile… non gli cavi una parola di bocca… però è un segno di imbarazzo ed è un segno buonissimo!

Diario di Mario – Domenica 4 Aprile 1971

Sono stanco morto. Sono andato con Giovanni da don Aldo e siamo andati a messa a san Paolo. L’abate è un tipo strano… sembra quasi che gli pesi essere prete. Boh… uno così come hanno fatto a farlo vescovo? E come fa a piacere a don Aldo? Pure don Aldo è un po’ stranetto… L’unica cosa che ho pensato è che, forse, uno come don Franzoni un occhio sui gay lo chiuderebbe… però non lo so… magari su tutto il resto sì e sui gay no… noi siamo mondezza per chiunque… forse…
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Diario di Giovanni – Lunedì 5 Aprile 1971

Oggi mi sento felice… ho fatto il grande passo, non pensavo che ne avrei mai avuto il coraggio, ho fatto la dichiarazione a Mario… insomma già noi siamo un’eccezione delle eccezioni perché avere un amico gay è già un sogno impossibile… anche se ci conosciamo solo da tre mesi, però ci siamo voluti bene subito, lui non lo dice perché non è abituato ad esprimere i suoi sentimenti… però quando vedi che l’affetto che provavi sta diventando un’altra cosa ti senti euforico e a tenerti dentro le cose non ci riesci più… insomma io gliel’ho detto, prima gli ho detto che è la persona che per me conta di più in assoluto… e lui m’ha fatto un sorriso dolcissimo come per dire: “Dai! vai avanti!” e io allora il passo avanti l’ho fatto e gli ho detto che gli voglio bene e lui ha sorriso e non ha avuto la faccia di dirmi nulla, io non ho insistito e lui mi ha detto che sono un bravo ragazzo e che sono molto importante per lui… secondo me è fatta! … Lui è timodone… mi fa un tenerezza incredibile… me lo sarei baciato tutto… adesso non riesco a pensare ad altro… c’è stata una cosa sola che mi è dispiaciuta un po’. Dopo abbiamo parlato di don Franzoni, io gli ho detto un sacco di cose belle ma mi sembrava un po’ scettico… secondo me nemmeno l’ha capita la novità radicale del Concilio. Ma queste cose sono secondarie… il mio timidone mi ama… però non mi devo montare la testa, gli devo lasciare tutto il tempo che vuole, non lo devo assillare in nessun modo… Domani ti rivedo, timidone mio! … e come faccio a non baciarti?

Diario di Mario – Lunedì 5 Aprile 1971

Giovanni è un bravo ragazzo, però non capisco perché subisce il fascino di uno come don Franzoni, quando ne parla parte in quarta… dice cose anche giuste, per carità, però un bel po’ esagerate cioè un vescovo che pensa che la legge sul divorzio sia una buona legge e che il Concordato è dannoso… mah… Secondo me prima o poi lo rimettono in riga… è troppo radicale…
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Diario di Giovanni – Martedì 6 Aprile 1971

Mi sa che Mario ieri l’ho spaventato, l’ho sentito freddo, un po’ lontano, come se mi temesse e poi quando mi sento in una situazione simile mi congelo anch’io. Che devo fare? Non lo so proprio, ma non lo voglio spaventare…

Diario di Mario – Martedì 6 Aprile 1971

Oggi è andato tutto storto! S’è rotta la metro, ho perso la lezione e quello str… del prof. ha preso le firme e proprio oggi, cavolo! … Io c’avevo un diavolo per capello e quel deficiente di Giovanni mi ha mandato proprio in bestia… mi guardava strano, gli ho setto. “Ma che c’hai?” e lui sembrava stupido, non ha manco risposto… mah! Vallo a capire! … e adesso mi devo mettere a fare pure una marea di esercizi… non ne posso più! Basta! Io butto via tutto!
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Diario di Giovanni – Mercoledì 7 Aprile 1971

Timidone mio, sei stato dolcissimo! … mi sei stato a sentire, mi hai guardato negli occhi, non sapevi che dire… ma poi ti sei fatto coraggio. Lo so che c’era gente e che ti vergogni di tutto, però una carezza piccolissima sulla mano me la potevi pure consentire e non se ne sarebbe accorto nessuno… sei un’ bloccato unico… hai paura di tutto, ma non devi avere paura, perché vicino a te ci sono io… e insieme arriveremo in cima al mondo. “Ti amo” non te l’aveva mai detto nessuno… timidone mio… ma io telo dirò cento volta al giorno… io lo so che mi ami, lo sento, lo vedo da tutte quelle esitazioni… Domani ti rivedo… Buonanotte timidone mio!

Diario di Mario – Mercoledì 7 Aprile 1971

Mh! Adesso ho capito… e speriamo che abbia capito pure lui, ma secondo me non ha capito niente, ha pure provato a prendermi la mano e per fortuna che me ne sono accorto e ho fatto un passo indietro… e m’è venuta la prontezza di spirito di dire che c’era gente… mi sarei sentito in un imbarazzo terribile, ma non per la gente… proprio per la cosa in sé… oggi l’ho visto in modo evidente, Giovanni s’è innamorato di me… è un bravo ragazzo, mi piace come persona, gli voglio bene… ma non mi sento attratto fisicamente da lui… è gay, sì… e allora? Siamo amici, io gli voglio bene ma non come pensa lui… mi sa che glielo devo fare capire e se non è possibile devo tagliare la corda… mannaggia prima pensavo che avere un amico gay fosse una cosa bellissima ma adesso mi sembra una cosa complicatissima… Che gli dico? Tanto lui ormai è perso… gli si legge in faccia. Ma come vuoi che ragioni, però se glielo dico gli faccio male in modo brutto e io di farlo stare male non me la sento proprio. Che faccio? Ci litigo magari con la scusa che non mi piace quello che dice don Franzoni… è una cosa stupida… però… che devo fare? … O parlo chiaro, o devo chiudere ma mi dispiacerebbe moltissimo… io con Giovanni ci sto bene… però, dopo, come si fa a mantenere un rapporto di amicizia… è quasi impossibile… o gli dico che ho conosciuto un altro ragazzo… ma sarebbe come pugnalarlo al cuore… mi sa che io domani parlo chiaro e basta è l’unica cosa onesta che posso fare.
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Diario di Giovanni – Giovedì 8 Aprile 1971

Mannaggia che doccia fredda! Mi sento uno schifo! … No… non è vero… ci sto male sì… però in effetti io lo amo ancora, pure se lui non mi corrisponde, forse col tempo passerà… ma adesso è così. Non c’è reciprocità… va bene… però in effetti anche nel dirmelo mi ha dimostrato che mi vuole bene lo stesso, ci teneva a restarmi amico, l’ho visto… questo non me lo sono inventato io, l’ho proprio visto. Non è innamorato di me ma mi vuole bene… forse col tempo lo vedrò pure io come amico e basta, adesso no, non ci riesco… e poi io un altro ragazzo gay dove lo trovo? Però sei stato tenero con me anche nel dirmi di no… e poi non è una questione di cattiveria, se l’entusiasmo non scatta c’è poco da fare. C’ho sperato per quattro giorni… però alla fine io Mario non l’ho perduto, Mario c’è ancora… in fondo non ho l’impressione che non sia cambiato un gran che… sembra strano ma non mi sento veramente distrutto, dopo abbiamo parlato parecchio, è stato con me fino alla sera tardi, m’ha detto che, anche se in un altro modo, anche lui mi ama, ma dirlo gli è costato carissimo… timidone mio! Che t’ho combinato.

Diario di Mario – Giovedì 8 Aprile 1971

Che strana giornata… è stato tutto così facile… pensavo che sarebbe stato tutto difficilissimo e invece no, non mi ha mai messo ha disagio, ha parlato più lui di me… Chissà se ho fatto bene a fare tutto quel discorso, perché in fondo penso che, un po’, di Giovanni me ne sto proprio innamorando… A un certo punto l’avrei abbracciato e gli avrei detto: “No! … Ho sbagliato! … Cancella tutto quello che ho detto… perché mi sto innamorando di te!” Non so più che fare…

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