BUON NATALE RAGAZZI

Una primissima cosa: domani è Santo Stefano… da tutti noi TANTI CARISSIMI AUGURI A STEFANINO!
E adesso vengo al discorso più difficile. Nel primo pomeriggio di ieri avevo scritto un post “Meditazioni della vigilia” frutto di uno dei miei (un po’ troppo) ricorrenti momenti di calo di entusiasmo. Onestamente avevo il timore che la mia presenza potesse essere per voi più un danno che un vantaggio. Questo pensiero mi risultava assolutamente sgradevole perché vi voglio bene e, se per un verso la vostra presenza è diventata essenziale per me, non vorrei mai che per l’altro la mia presenza potesse essere dannosa per voi. Alla fine ho scritto il post che riporto qui di seguito, ma lo devo dire in modo chiaro, questa mattina vedo le cose in modo completamente diverso. In sostanza questa notte, la notte di Natale, mi sono fermato a pensare alle grandissime manifestazioni di affetto che ho ricevuto che mi riempiono di gioia e che testimoniano la vostra qualità umana che è altissima… Ho ripensato alla reazione giustamente perplessa che aveva avuto Paolo quando gli avevo detto che non avrei dovuto dire cose negative a un ragazzo della sua età perché avrei potuto rovinare i suoi sogni. Dietro il mio ragionamento c’era l’incapacità di capire realmente chi avevo davanti e la tendenza a chiudermi in un ruolo con limiti ben determinati pensando che un dialogo serio consistesse nel dire a Paolo solo quello che secondo me lui voleva sentirsi dire. Adesso tutto questo ragionamento mi appare di una stupidità terribile. Ragazzi, vi chiedo scusa, da oggi in poi metterò da parte qualunque tipo di filtro perché non dirvi quello che penso per dirvi solo cose buone e positive è un errore gravissimo. L’essenziale perché tra noi ci possa essere un dialogo vero è solo volersi bene e questo presupposto è in pratica l’unica cosa della quella e non ho mai dubitato. Non ho il monopolio della verità, lo so, ma devo dire lo stesso quello che penso, adesso l’ho capito. Cercherò di dire la mia nel modo più esplicito e senza reticenze.
Il post che riporto qui di seguito è il segno di uno stato d’animo che è completamente superato e che non ritornerà.
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MADITAZIONI DELLA VIGILIA
Ciao Ragazzi,
la riflessione che vorrei riportare qui oggi non è natalizia, quella l’aggiungerò su un post a parte, ma anche quella ha bisogno della premessa di questo post. Giorni fa, come chi legge il blog avrà saputo, mi sono trovato a disagio in una conversazione con Paolo e nello stesso giorno è successa la stessa cosa con Ritter, poi la cosa è stata superata, ieri parlando con ReMindZ la cosa si è ripetuta e sono uscito dalla chat in modo poco educato (ReMindZ ti chiedo scusa), poi ho parlato con Stefanino e di nuovo la stessa storia, a un certo punto scatta una molla e subentra una forma di rifiuto. Con Stefanino c’è stato un recupero finale ma la discussione, serissima, ha messo in evidenza che c’è di fondo una situazione di disagio. In sostanza mi sento fuori. E adesso cerco di spigare perché, lo faccio anche se so che il discorso potrà non piacere ma lo devo fare. Ritter aveva accennato in un commento di ieri ad un suo possibile coming out in queste vacanze, Stefanino aveva preparato un commento di risposta, non è riuscito a inserirlo per questioni tecniche e me lo ha mandato perché lo inserissi io, io non sono riuscito a inserirlo ma l’ho letto… ed era un commento dal quale traspariva una forma di entusiasmo che io non riesco proprio a comprendere, mi sento fuori perché sono realmente molto lontano da una visione positiva del mondo e dell’essere gay e non vorrei in nessun modo contaminare con un modo di pensare senile il mondo dei ragazzi che l’entusiasmo ce l’hanno. L’inconciliabilità è radicale e io l’avverto. Ho provato a parlare con uno di voi della massima prudenza prima del coming aut e mi sono sentito dire: “Tu ci stai consigliando di nasconderci!” Che si arrivi a discutere anche a brutto muso è una cosa positiva perché almeno siamo fuori dai complimenti formali. Io per voi provo rispetto e affetto profondo, vi voglio bene ma il distacco lo sento fortissimo. Provo dei momenti di contatto vero solo quando posso parlare con qualcuno che vive momenti di delusione profonda e di solitudine perché con quelle persone sento di avere un terreno in comune molto più ampio. Sono stato sempre trattato in modo affettuosissimo, e di questo vi ringrazio di cuore e, se posso fare qualcosa per fare funzionare il blog, la voglio fare, non voglio buttare via tutto… anche adesso non so più che dire… se dire quello che mi porto dentro o dire quello che penso possa avere un senso per voi… perché – e qui è il problema – si tratta di cose molto diverse… c’è solo una conclusione: basso profilo, una soluzione consona alla sensazione di distacco che provo in questi giorni.
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Già il non pubblicare il post era segno di reticenza, ma oggi l’ho pubblicato! BUON NATALE RAGAZZI! Siete la mia felicità!

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