CARISSIMO DAVIDE

Carissimo Davide,
sono sincero, mi sento molto gratificato dal leggere commenti come il tuo ultimo (commento al post “gay e fede” su Progetto Gay). Anche se non ti conosco, considero un onore che persone come te leggano questo blog. Mi piacerebbe tanto che questo dialogo potesse continuare perché oltre ad essere gratificante dal mio punto di vista e, spero, anche dal tuo, rappresenta per tanti ragazzi un modo di confrontarsi con situazioni reali, peraltro decisamente molto diffuse. Quando dici che nessuno, proprio nessuno, sa di te, esprimi il rammarico di non poter essere accettato per quello che sei, per un verso devo dirti di stare molto attento a non farti portare dall’emotività a rompere questo stato di isolamento parlando di te in situazioni che ti possono mettere in difficoltà, tanto più in un ambiente piccolo e non disponibile ad una accettazione vera dei gay, ma per l’altro ho l’impressione che tu sia un ragazzo che sa bene che cosa sia la prudenza, quindi non insisterò su questo punto. Il fatto stesso che tu abbia accettato la tua sessualità solo da un anno testimonia quanto sia stato difficile per te ammettere di essere gay. Ci sono due atteggiamenti, nelle cose che dici, che sento particolarmente vicini alla mia esperienza: il primo è il difficile rapporto con la religione dalla quale ci si sente ingiustamente esclusi pur non trovando in sé, in piena coscienza, nulla di sbagliato, e il secondo è il modo di concepire la vita gay come un costruire una vita a due con un altro ragazzo, quello che tu chiami il forte desiderio di innamorarti di un ragazzo, di costruire un futuro con lui e di vivere insieme i valori della vita gay, che sono valori umanissimi. Leggere il tuo commento mi riporta a cose che ho vissuto anch’io e probabilmente in maniera molto simile. In primo luogo non pensare mai di non essere all’altezza di vivere con un altro ragazzo. Una persona come te, con quel rigore di fondo e con quella serietà nell’affrontare la vita credo non possa deludere. Certo, i problemi ci sono e non si tratta solo dei commenti e delle risatine che si sentono quando si parla dei gay. Il vero problema dei ragazzi gay, e soprattutto dei ragazzi gay non dichiarati, è la solitudine e il terrore, che si ingigantisce con gli anni, di rimanere definitivamente soli, perché quel sogno d’amore che ci portiamo dentro rischia di rimanere solo un sogno. Vorrei sottolineare che in genere un ragazzo gay non dichiarato “a nessuno” non è un ragazzo portato a frequentare ambienti etichettati gay o ragazzi gay dichiarati che non fanno mistero della loro omosessualità e ne fanno addirittura una bandiera. Un ragazzo gay non dichiarato sogna di incontrare un altro ragazzo gay non dichiarato perché le affinità, in questo caso, sono molto più profonde e per trovare un ragazzo gay non dichiarato il coming out pubblico o semipubblico è addirittura controproducente, ma i ragazzi gay non dichiarati hanno comunque delle possibilità di incontrare altri ragazzi gay non dichiarati proprio negli ambienti che frequentano abitualmente, cioè negli ambienti non targati gay, dove i gay esistono eccome, come in tutti gli ambienti. Tieni presente che i ragazzi gay non dichiarati sono tantissimi, forse non sono proprio tantissimi quelli che non si sono mai dichiarati a nessuno, nemmeno ad un amico fidato [il che comunque comporta una dimensione di rischio], ma quelli che hanno fatto un coming out pubblico sono una ristretta minoranza, di questi ragazzi, poi, più di qualcuno si è pentito amaramente della scelta fatta. In sostanza, per un ragazzo gay non dichiarato e che non cerca eminentemente sesso ma soprattutto un rapporto affettivo serio, esiste una sola via praticabile, quella di coltivare molte amicizie negli ambienti che frequenta abitualmente. Conosco moltissimi ragazzi che non farebbero mai un coming out pubblico e alcuni di loro, per la verità piuttosto pochi, sono riusciti a costruire una vita affettiva simile a quella che avevano sognato per anni e hanno trovato il ragazzo del quale si sono innamorati nei loro normali ambienti di studio e di lavoro. E aggiungo una nota dolente ma realistica: trovare il ragazzo con il quale è possibile vivere una vita a due non è né scontato, né frutto di scelte o di mosse giuste, si tratta di cose che possono accadere ma che non sono comuni, che, quando accadono, accadono in modo del tutto spontaneo e spesso imprevedibile. Per vivere una storia d’amore bisogna essere in due. Se quando ci si incontra ci si sente realmente in due da entrambe le parti, si sperimenta un’altra forma di vita, ci si sente parte di un tutto più grande di noi, ma se non ci si sente realmente in due da entrambe le parti, gli sforzi di uno solo dei due sono inutili perché essere in due significa reciprocità, significa ragionare in termini di un “noi” e non più di un “io”, significa vivere l’uno per l’altro.
Carissimo Davide, dopo questi scambi di post e di commenti, credo tu abbia potuto avere modo di capire almeno un po’ chi sono. Per quanto mi riguarda, leggendo i tuoi commenti mi sono fatto un’idea estremamente positiva di te e, te lo dico nel modo più semplice possibile, mi piacerebbe molto poter avere con te uno scambio di idee su msn o su un’altra chat. Se guardi la homepage del sito Progetto Gay, sulla colonna di sinistra, sotto il quadratino con la bandiera arcobaleno, sotto la scritta “gayproject”, è scritto “contattami”, quello è il contatto C6, quando la piccola immagine accanto alla scritta “contattami” appare in verde vuol dire che sono in linea su C6 la chat di Alice, dove non è necessario nemmeno registrarsi perché si può accedere in qualità di ospite senza registrazione. Se preferisci MSN puoi mandarmi il tuo contatto cliccando sul nome gayproject e successivamente su “scrivimi”. Ovviamente potresti voler capire meglio chi sono prima de decidere, per darti un’idea più precisa, ti rinvio al post
trasparenza gay. Sui miei blog mi sono dato poche regole fondamentali, la prima è: dire sempre la verità (il post “trasparenza gay” serve proprio a questo). Con i ragazzi che leggono e commentano abitualmente questo blog ormai c’è un rapporto di amicizia e loro sono realmente una parte fondamentale della mia vita. Non passa giorno senza che mi senta in chat con qualcuno di loro, e con alcuni ci si sente quasi ogni giorno, sono ragazzi di tutte le età che hanno in comune il fatto che sono gay e che desiderano confrontarsi per sentirsi meno soli e per poter parlare liberamente. La mia ovviamente è solo una proposta e devi tenere per certo che la mia stima nei tuoi riguardi non sarà in nessun modo diminuita se tu riterrai di non dover accettare il mio invito. Pensare che il mio blog, al quel dedico diverse ore al giorno, possa esserti gradito mi fa estremamente piacere. Per il momento ti saluto. Se vorrai rispondermi ne sarò contentissimo, ma qui la tua libertà deve essere totale. Scrivendomi quello che hai scritto hai fatto una cosa che mi ha reso felice e ha dato a tanti ragazzi una possibilità seria di riflettere. Grazie!
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