ANDY ROMANZO GAY 7/1

La mattina seguente, quando suonò la sveglia erano entrambi distrutti, Andy si alzò per primo, andò a fare il caffè e preparò la colazione, Marco se ne accorse e lo seguì senza esitare, ma entrambi agivano per forza di volontà contro una stanchezza quasi insormontabile.
– Come stai, Cucciolo?
– Sono letteralmente distrutto, mi sa che non dovremmo fare così tardi…
– Sì, credo che ci dovremo abituare a un regime di vita più regolare… Cucciolo, adesso ci prepariamo, poi andiamo a ritirare i risultati delle analisi, la doccia la facciamo dopo…
Alla parola doccia Marco fece un sorrisetto malizioso.
– Mh! … Mi sa che comincio a capire…
– No! Guarda che io non ho proprio nessuna voglia di fare sesso stamattina e forse nemmeno stasera, non riuscirei nemmeno a godermi la situazione in modo adeguato, parlavo solo della doccia.
– Mi sa che hai ragione ma la curiosità dei risultati è grossa.
– Veramente, Cucciolo, io la curiosità non ce l’ho proprio, comunque avere una certezza in più non fa male, allora, dai, sbrighiamoci… così poi torniamo a casa e ci possiamo mettere a dormire ancora un po’.
Dopo la colazione se ne andarono subito al laboratorio, non avevano la minima ansia, parlavano d’altro, solo nell’ultimo istante l’attesa sembrava farsi un po’ più febbrile, ma solo un po’.
– Hai visto, Birillo, è tutto a posto!
– Ma questo lo sapevo pure prima, dubbi non ne avevo, adesso abbiamo la certezza, Cucciolo, adesso non sai quello che ti devo fare … quando mi sento un po’ più sveglio, tu non mi conosci abbastanza sotto questo profilo…
– E su! Non ti vantare troppo… che pure io, nel mio piccolo…
– Ma quale piccolo, a me sembra piuttosto grosso…
– Va be’ va’, ti va di scherzare! Buon segno!
– Forse è meglio che penso a queste cose perché se ripenso a ieri sera mi vengono le paturnie!
– Buono, Birillo, buono e soprattutto ricordati che adesso noi abbiamo una marea di cose da fare e di cose serie, dobbiamo studiare, dobbiamo impegnarci con la massima buona volontà…
– Cucciolo, lo so! Però non mi fare subito la predica, fammi pure giocare un po’!
Salirono alla piccionaia, appena richiusero la porta Andy abbracciò Marco con tutta la sua forza e lo baciò in modo molto coinvolgente. Marco si abbandonava con trasporto e Andy se ne rendeva conto.
– Cucciolo! Ma sei proprio una meraviglia! Non fai mica complimenti, e poi adesso ci possiamo prendere tutte le libertà che vogliamo… però facciamo così, adesso studiamo almeno fino alle due, poi pranziamo e poi ce ne andiamo a riposare, dai, ma perché fai quella faccia, e su…, va be’, si fa per dire, ce ne andiamo a letto… dai, adesso abbracciami tu fortissimo, sono tutto tuo!
– Birillo! Come si sta bene insieme a te! Quando ti bacio non hai atteggiamenti stupidi, non sei teatrale, sei molto diretto, sei vero, sei come me, tu sorridi e a me così piace tantissimo… e poi sai di buono…
– Cucciolo, io starei qui fino a domani ma adesso dobbiamo cominciare a lavorare, vuoi un caffè?
Marco si staccò da Andy a malincuore.
– Sì, credo che ci voglia, mentre tu fai il caffè io preparo per cominciare a studiare.
Cominciarono la lettura poco prima di mezzogiorno. Marco ce la mise tutta per non distrarsi e per andare avanti il più possibile, Andy cercava di stimolarlo, di motivarlo a sottolineare i punti principali del discorso. L’atmosfera era gradevole, non c’era alcuna aria di competizione, la collaborazione produceva buoni frutti, il tempo passava, né Andy né Marco se ne rendevano conto, arrivarono quasi alle quattro del pomeriggio in continue e serie discussioni sul testo e sugli istituti giuridici, Marco sarebbe andato ancora avanti ma Andy chiese una tregua.
– Scusa, Cucciolo, ma non ce la faccio proprio più, adesso pranziamo, poi ci andiamo a riposare un po’ ma proprio a dormire perché non mi reggo in piedi.
– Ok, Birillo. E guarda che abbiamo fatto un bel po’ di pagine nonostante la nottata insonne… insomma sono contento pure dello studio.
Se ne andarono in cucina, Marco scaldò rapidamente le pietanze che Rosa aveva preparato per la settimana, ma il sonno cominciò a farsi sentire pesantemente, mangiarono come se fossero semiaddormentati, poi Andy si alzò in piedi e si accostò al lavandino per lavare i piatti. Marco lo guardò storto.
– Dai, Cucciolo, tu hai preparato il pranzo e io faccio i piatti!
– Stai seduto lì e non fare storie!
– Guarda, Marco, io sto qui con te ma non voglio mica fare l’ospite, quello l’ho fatto per troppo tempo a casa mia, qui voglio fare i piatti, voglio lavare il pavimento, voglio fare il bucato, quello che fai per me voglio cercare di guadagnarmelo, è una questione di dignità, se non mi lasci questo spazio mi fai pesare che sto qui con te, ti prego, lasciami fare.
– Birillo, allora facciamo così tre giorni a te e tre giorni a me, la domenica insieme, ok?
– Ok! Oggi comincio io!
– Va bene!
Mentre Andy lavava i piatti Marco raccolse la biancheria sporca, anche quella di Andy, e la mise in lavatrice, poi passò l’aspirapolvere nella camera da letto e rifece il letto. Finirono quasi contemporaneamente.
– Tutto a posto, Andy?
– Tutto a posto, Cucciolo! … Senti, ti dispiace se ci facciamo solo la doccia insieme e il sesso vero lo lasciamo a domani?
– No, non mi dispiace affatto, sono a pezzi pure io.
Se ne andarono in bagno, si spogliarono a vicenda, almeno all’inizio in un’atmosfera di una certa intimità ma senza troppi coinvolgimenti sessuali, entrarono insieme nel box ma nonostante il sonno piano piano la tensione erotica cominciò a salire tanto che finirono per cominciare a masturbarsi reciprocamente ma la cosa durò pochi secondi perché per entrambi arrivò un rapidissimo orgasmo, stranito quasi dagli effetti del sonno e della stanchezza, poi si sedettero sul fondo del box mentre l’acqua calda gocciolava lentamente.
– Cucciolo! E’ stata bella ma speriamo che la prossima sia meglio, io ero in trance…
– Birillo, io sto proprio cadendo dal sonno!
– Però almeno abbiamo studiato.
– Sì, è vero… sai Birillo, adesso non ho voglia di uscire dal box, sto bene così, fuori fa freddo…
– Ho capito, vuoi che ti vado a prendere l’accappatoio…
– Magari…
Andy, uscì dal box.
– Che sensazione di gelo che si sente qui fuori! Aspetta, voglio rientrare dentro subito.
Andy rientrò con gli accappatoi, qualche minuto dopo uscirono dal box e Andy si mise a massaggiare Marco per tutto il copro.
– Così ti asciugo un po’ e riattiviamo la circolazione.
– Birillo! E’ inutile che ci provi, tanto non ce la faccio a farne due, non mi reggo proprio in piedi.
– Allora via, a letto!
Si misero entrambi nudi nel letto e si abbracciarono.
– Cucciolo, com’è bello così! E’ una sensazione fortissima, prima ci siamo abbracciati tante volte ma adesso ti posso abbracciare in modo totale, ti posso anche stringere [omissis]. Cucciolo… però pure tu non scherzi… ci sai fare.
– Sai, Andy, i ragazzi possono non essere esperti di molte cose, ma di [omissis] se ne intendono tutti… pure io!
– Sto sentendo! Ma tu non eri quello che cascava dal sonno e che non ne poteva fare due?
– No, quello prima, adesso magari si potrebbe pure, però piano piano, senza fretta…
– E se poi ci addormentiamo?
– Se ci addormentiamo ci pensiamo domani…
– Cucciolo, mi sa che io mi addormento proprio…
– A dirlo non ci si crede! Io sto stringendo [omissis] del mio Birillo e quello mi si addormenta… però almeno lo posso abbracciare nudo mentre dorme… è comunque una bella sensazione.
– Cucciolo, mi sa che qui ci alziamo direttamente domattina…
– Credo anch’io.
Andy fece un larghissimo sbadiglio.
– Non te le prendere con me ma non ce la faccio proprio. Notte Cucciolo!
– Notte Birillo!
– Cucciolo!
– Sì.
– Ma tu mi vorrai bene sempre?
– Certo Birillo!
– Ma anche se poi io non fossi come mi vedi tu?
– Cioè?
– Be’ tu hai di me un’idea ma potrebbe non corrispondere alla realtà, cioè forse tra noi non è proprio tutto simmetrico.
– Che vuoi dire?
– Niente, è che forse io ti sto sfruttando.
– Ma perché dici queste cose?
– Non lo so, mi vengono in mente… non so, se poi io magari me ne andassi via o mi innamorassi di una ragazza, tu come ci resteresti?
– Perché mi fai questi discorsi, Birillo?
– Perché forse potrebbe succedere.
– Che vuol dire forse?
– Che adesso sto bene qui, ma poi mi potrebbe venire in mente… cioè mi potrei innamorare di altre persone, al limite anche di una ragazza…
– Birillo, se tu avessi queste fantasie per la testa adesso staresti a letto con una ragazza e non con me. A te non mancavano certo le possibilità di fare tutto quello che volevi.
– Sì, ma uno si potrebbe trovare anche un po’ confuso o potrebbe trovarsi nella necessità di seguire una strada piuttosto che un’altra.
– Che cosa stai cercando di dirmi, Birillo?
– Niente, che forse non so se mi sento veramente gay… credo di sì ma non… insomma potrebbe essere anche un po’ un fatto dovuto alla volontà di indispettire mio padre, lui i gay non li sopporta, io ti voglio bene, ma non so se quello che provi tu per me è come quello che provo io.
– E tu che provi?
– Io con te ci voglio stare ma non è proprio una spinta fortissima e compulsava, cioè voglio dire che io sto bene con te anche se non facciamo l’amore.
– Birillo, dimmelo sinceramente, se è stata solo una cosa passeggera io ti posso capire benissimo, non ti sentire condizionato dal fatto che stai qua, anche se noi vivessimo insieme come due amici e basta io ti vorrei bene lo stesso, mi sentirei comunque felice di sapere che in qualche modo mi vuoi bene anche tu, un po’ a malincuore ma mi adatterei, se tu stai pensando a una ragazza me lo devi dire, io non ti creerò nessuna difficoltà in nessun caso ma me lo devi dire, non mi puoi lasciare con un dubbio simile in mente, però è una cosa che secondo me non sta proprio in piedi.
– Cucciolo, non c’è nessuna ragazza… è che certe volte sto bene con te ma non mi viene l’idea di un contatto sessuale, se tu fossi solo mio amico ti vorrei bene lo stesso, credo anche nello stesso modo.
– Però, Birillo, tutte queste cose che stai dicendo non mi sembrano realistiche, … io adesso non mi sento in allarme per questi discorsi, non ho paura di essere abbandonato.
– Tu hai troppa fiducia in me, io non sono fedele, sono sostanzialmente poligamo.
– Mah! Io so solo che sei il mio Andy e poi, se uno mi volesse fregare non me lo verrebbe a dire, tu mi stai mettendo in guardia ma francamente non mi sento minacciato.
– Ma io non ho nessuna intenzione di fregarti…
– Lo so benissimo.
Andy lo abbracciò.
– Sai Cucciolo, credo che tu abbia ragione e che siano tutte stupidaggini.
Andy cercò di stringersi il più possibile al corpo di Marco, cercò proprio di aderire a lui in modo totale.
– Cucciolo, lo sai che adesso comincio a eccitarmi, se ti fossi lasciato sviare dai miei discorsi mi avrebbe dato fastidio ma tu hai tirato dritto… io sono un po’ stupido in certe cose, io non sono abituato a volere bene a nessuno, adesso che ti stringo sento che ci sei anche fisicamente. Cucciolo! Accarezzami Cucciolo!
Marco si rese conto che il momento era importante, si girò dalla parte di Andy e cominciò ad accarezzarlo.
– Andy! Non so se te ne andresti con una ragazza, francamente credo di no… Io ti metterei alla prova: mi sa che mi giro e mi metto a dormire!
– Cucciolo, non mi castigare così!
– Lo sai meglio di me che non lo farei mai… adesso voglio fare l’amore col mio Birillo… che sta in uno stato veramente molto significativo… Birillo… Ma tu ti stai eccitando un po’ troppo! … Ma tu quando ti masturbi a che pensi?
– Penso a te!
– E con una ragazza ci sei mai stato?
– No!
– E hai mai desiderato di andarci?
– No!
– E allora vieni qui e non perdiamo tempo in chiacchiere!
Fecero l’amore in modo travolgente, non avevano nemmeno la paura dell’aids e la loro libertà fu totale, fu una fusione profonda di sensazioni e di sentimenti, alla fine erano esausti ma felici.
– Sai, Cucciolo, quando facevo le mie fantasie su di te non erano mai cose così intense, mi sono sentito proprio fuso con te ed è stato bellissimo.
– Sì! Per un aspirante etero sei un po’ anomalo ma come gay dilettante sei un fenomeno!
– Non mi sfottere! Io qualche dubbio per la testa ce l’ho veramente.
– Sì, sì, anch’io potrei diventare etero domani mattina!
– Basta, non sfottere!
– Quando ti fidanzi fammela conoscere!
– Dai, stai zitto! Basta!
– Io penso che tu ti potresti veramente innamorare di un’altra persona, anche se ci credo poco, ma di un ragazzo, che tu possa innamorarti di una ragazza non è solo improbabile, è impossibile.
– Ma ci sono pure i “bi”!
– Potrebbe essere ma è una specie piuttosto rara e poi i “bi” fanno sesso con gli uomini per fare sesso e si innamorano delle ragazze in modo romantico ma tu mi hai detto che staresti bene con me anche senza sesso.
– Insomma tu non ci credi?
– No!
– Ma adesso solo perché abbiamo fatto un po’ di sesso tu dici che io sono certamente gay?
– No, Birillo, noi non abbiamo fatto sesso, noi abbiamo fatto l’amore, è proprio una cosa diversa e non l’ho fatto io con te ma l’abbiamo fatto insieme…
– Va be’ quando dico una cosa io non mi deve credere mai nessuno, mi sembra di essere come Cassandra!
– Sì! Io aspetto che qualche ragazza ti espugni… alla festa c’erano tante ragazze e dovevano essere pure prede facili ma tu sei andato a colpo sicuro con il sesto senso di un cacciatore esperto.
– Cucciolo… e se io domani me ne scappo con una biondona?
– Provaci e ti sego le palle!
– E se me ne scappo con un biondone?
– Peggio! A quello mi conviene che ci sto un po’ attento…
– Dai, domani mi metto un profumo ai feromoni maschili così cominciano a corrermi appresso tutte le ragazze.
– Ma il problema non è quello! Ti basterebbe schioccare le dita e otterresti qualunque cosa, il problema sei tu… c’è troppa offerta e poca domanda, e il valore della merce scende!
– Ma tu mi giudichi male, io non ho nulla contro le ragazze,
– Nemmeno io, solo che non mi eccitano e non è una cosa da poco.
– Ma tu hai sempre la battuta pronta! Cucciolo… me lo fai toccare ancora un pochettino? Se no mi viene da pensare che adesso sto a letto con una fighetta… no! Qui non c’è niente da immaginare. Cucciolo, [omissis] solo un momento?
– Birillo! … mh… va be’, però dopo dormiamo ché sono stanchissimo.
– Sì dopo dormiamo ma adesso fammi fare, ci ho fantasticato tanto su questi momenti e adesso me li voglio godere… Cucciolo! Ma lo sai che ce l’hai bellissimo!
– Un etero non dovrebbe fare certi discorsi!
– Già, è meglio parlare poco [omissis]il Cucciolo che è veramente un mostro di natura!
– Birillo, guarda che non ce la faccio a farne una seconda.
– Lo posso capire, non ci riuscirei nemmeno io.
– Però Birillo, pure tu non scherzi, senti qua che roba! Mi sa che quella ragazza non si potrà proprio lamentare!
– Attento, Cucciolo, se continui così mi cerco una fighetta solo per farti dispetto!
– Tu saresti capace!
– Non mi mettere alla prova che non ti conviene…
Rimasero ad esplorarsi reciprocamente per quasi mezz’ora poi il sonno finì per prevalere.
– Adesso dormiamo, notte, Cucciolo!
– Notte Birillo!

BENVENUTO LOKI

Come i più fedeli lettori (soprattutto di commenti) dei blog di Progetto Gay hanno potuto notare, da qualche giorno abbiamo un nuovo amico: Loki. Tutto è partito da due suoi commenti su Storie Gay, uno dei quali ho riportato nella homepage. Loki ha accettato il mio consiglio di passare su Progetto Gay, blog ricchissimo di commenti, non solo ha lasciato anche lui commenti su Progetto Gay ma mi ha inviato una e-mail che ho riletto più volte e alla quale darò risposta oggi stesso perché da Loki credo di avere molto da imparare. Mi ha inviato anche il suo contatto msn e stasera abbiamo avuto modo di parlare un po’, non molto perché era in uscita. Loki è un ragazzo di una educazione squisita che non è frutto di un perfetto ma ipocrita rispetto delle convenienze ma viene da una sensibilità autentica e dal rispetto dell’altro, cose che emergono in modo esemplare dalla lettura della sua e-mail. Dopo il breve scambio di saluti in chat, sono andato a vedere il suo sito msn, un sito che contiene foto di vita reale e post di riflessione generale. Data la facile identificabilità dalla persona, quel blog era neutro nel senso che ogni riferimento gay era omesso e anzi, qualche foto e qualche commento sembravano suggerire una identità etero. Sottolineo che il sito che Loki ha linkato anche su Progetto Gay è un sito dichiaratamente gay. Loki ha bisogno di mantenere due diverse identità, una pubblica per quanti non sanno di lui e una privata per relazionarsi con altri ragazzi gay. La cosa non solo è perfettamente legittima ma per molti ragazzi è un’esigenza imprescindibile. I gay dichiarati in genere vedono dietro cose del genere una forma di debolezza, quasi una incapacità di uscire allo scoperto. Personalmente ritengo che una valutazione del genere sia riduttiva e sostanzialmente ingiusta. Non è una questione di coraggio ma di ambiente e le differenze da situazione a situazione sono inimmaginabili… e le scelte individuali sono comunque libere, cioè che posso dire a Loki è di mantenere sempre la massima prudenza perché per sbagliare c’è sempre tempo. Pensare che i blog di Progetto Gay siano stati la prima pietra per la costruzione e di un gruppo di ragazzi gay che hanno voglia di conoscersi e di confrontarsi mi onora e mi gratifica. Ormai siamo veramente un piccolo gruppo, ma un gruppo vero, che si è selezionato da sé sulla base degli interessi personali e gradualmente questo gruppo si va allargando: Distillato, Fabio Matteo, Salvatore, ReMindZ, Snapshot, Rossana, Manufree, Javier, Codice, Sara, e adesso Loki. Benvenuto Loki! Ormai ci conosci un po’ e se leggi i post e soprattutto i commenti puoi farti un’idea abbastanza chiara di chi siamo, anche se penso tu abbia già idee chiare in proposito. A che servono questi blog? E’ molto semplice: servono a dire la verità, a presentare esperienze reali, a confrontarsi, a capire che cosa vuol dire per gli altri essere gay, ma forse l’obiettivo di fondo è ancora più ambizioso: vogliamo stare bene tra noi, tra amici che si conoscono almeno un po’ e che condividono una identità gay. Dal nostro punto di vista, essere gay è una cosa alta e nobile dietro la quale c’è un mondo di valori, di affetti e di spirito di sacrificio che la gente ignora del tutto, noi vogliamo parlare dei gay in modo libero e autentico, al di fuori di qualunque altro interesse, sia esso commerciale o politico e di qualsiasi finalità che non sia un confronto aperto e serio con gli altri. Sento spesso in chat gli amici del blog, passo ore con loro ogni giorno e la cosa per me ha un valore enorme. Benvenuto Loki! Qui vige una regola fondamentale: ognuno è totalmente libero. Tutto e gratuito, senza pubblicità, senza scopi occulti. Dal mio punto di vista, incontrare gli amici del blog è stata una fortuna enorme e spero che tu, Loki, possa trovarti bene tra noi. In bocca al lupo per tutto quello che vuoi tu e per la terza volta benvenuto fra noi!

CIAO DISTILLATO 29

Ciao Distillato,

è un po’ che non ti dedico un post e allora colgo l’occasione per farlo. Ho letto attentamente il tuo commento a “lettera aperta a un ragazzo” (su Progetto Gay), quello che scrivi non è irritante e sotto certi aspetti potrebbe anche essere giusto. In un discorso di tipo generale potrei essere d’accordo con te ma in questa situazione specifica è impossibile applicare regole generali. Se vedessi le cose come le vedi tu dovrei sentirmi in qualche modo sfruttato ma la sensazione che provo non affatto quella. Vado ai fatti. In tarda serata il destinatario del mio post mi ha richiamato su msn e ne sono stato felice nel senso più profondo del termine. Non aveva letto il post (non legge spesso i blog ma quando lo fa lo fa con tutta l’anima)… io gli ho detto quello che pensavo ma ha continuato a cambiare discorso e a parlare di altro, il che non significa affatto che non sia stato a sentire, anzi! Con minime interruzioni siamo rimasti a parlare continuamente di altro fin oltre l’una di notte. Dall’esterno una cosa del genere non ha senso, ma solo dall’esterno. Dal mio punto di vista ha un senso profondo. Qual dialogo apparentemente banale e divagante, nella sostanza, non era affatto banale. Spesso le cose serie hanno tutta l’apparenza delle stupidaggini ma sono cose serie perché un dialogo di fondo esiste realmente anche quando si parla solo di altro. Non sono capace di valutare razionalmente cose del genere ma quello che ho ricevuto da quel ragazzo, che conosco ormai da qualche tempo, è moltissimo. Ci si capisce realmente a livelli profondi, anche senza parole, e anche parlando d’altro. Ormai si è creato un rapporto vero di amicizia e ci si conosce a livelli non superficiali, cioè si conoscono i lati deboli dell’altro, i suoi momenti neri, le sue sofferenze, i suoi momenti di disagio… ogni tanto in una marea di cose che non c’entrano nulla si lascia cadere un riferimento più personale con la certezza che non andrà perduto e che non sarà dimenticato. Il mio personale bilancio nel rapporto con quel ragazzo non è solo positivo ma è straordinariamente positivo perché una corrispondenza seria c’è e la mia felicità dipende in buona parte anche dal sapere che è sereno e che sta bene, due cose che non sono né automatiche né scontate. Quando è di umore scuro (e non accade per motivi banali), sono io che sento il bisogno di esserci, talvolta il dialogo è molto difficile, ma non si interrompe comunque, quando poi ricomincia a scherzare un po’ io tiro un respiro di sollievo. Mi dice spesso che per lui non posso fare nulla e che, siccome quando mi dice come si sente io ci sto male, allora non me lo dirà più, mi dice anche cose apparentemente più dure, ma il dialogo non si interrompe e lui sa che non solo non mi sento a disagio in una situazione del genere ma che non lo lascerò solo, non per eroismo ma semplicemente perché non ci riuscirei, perché quando parlo con lui, anche di cose banalissime (succede così quasi sempre), io mi sento importante, so che quelle banalità non sono assolutamente banali e che l’ascolto reciproco è estremamente attento… Lui sa che quando gli chiedo “come stai?” (domanda che non gradisce), non sto facendo una domanda rituale e le sue risposte vanno talvolta molto al di là delle mie aspettative, sono serie, autentiche e richiedono una risposta seria da parte mia che può anche avere l’apparenza di una chat disimpegnata ma che so essere una cosa realmente importante. Vedi, Distillato, il tuo invito finale a stare attento è graditissimo perché è affettuoso, ti preoccupi per me, ma nel caso specifico il problema non si pone… ti ricordi il quarantenne che aveva fatto insinuazioni sgradevoli in tono scherzoso? Lì il tuo consiglio di prudenza ha avuto pienamente ragione, il quarantenne è sparito. Probabilmente aveva solo giocato col blog e con me. Ma nel caso del ragazzo cui è dedicato il post le cose stanno in modo molto diverso. Io devo agire in modo totalmente spontaneo e la spontaneità in questo caso non mi porta a stare in guardia… Chiudo dicendoti che ho sempre il piacere di leggerti perché hai un autocontrollo e una razionalità invidiabili, anche se forse a te non sembra esattamente così. Il fatto che tu non ti dimentichi di questo blog, per me, è importantissimo. Quando apro il blog cerco automaticamente i suoi commenti. Grazie! Un abbraccio e buona domenica a te!

LETTERA APERTA A UN RAGAZZO

Ciao … ,

oggi abbiamo scambiato quattro parole, ho atteso una tua riposta che non arrivava, poi sono dovuto andare dal dottore, l’ho scritto e sono uscito. Ho lasciato la chat aperta perché pensavo che sarei tornato in massimo mezz’ora. Ho cercato di fare tutto di corsa, fino all’affanno, per ridurre al massimo i tempi… poi ho trovato che la chat l’avevi chiusa e ne avevi aperta un’altra che conteneva una lunga serie di messaggi inquietanti, li ho letti, mi è presa un’angoscia profonda, mi dici “anche tu mi lasci solo”, ma ti giuro che non ho mai avuto nessuna idea del genere, quello che mi spaventa è quello che dici perché sono le frasi tipiche dei tuoi momenti neri. Le ho sentite in un altro pomeriggio quelle stesse frasi, ma allora una conversazione c’è stata, oggi no, ma te lo posso giurare dovevo solo andare dal dottore, non avevo nessuna intenzione di lasciarti solo, poi ho provato a mandarti anch’io una serie di messaggi… alcuni tornavano indietro e altri no, tu eri in linea ma “non al computer” e ho riprovato, ho riprovato molte volte ma non hai riposto e, ti giuro, ho sentito dentro l’angoscia crescere, ho provato un senso si frustrazione e di impotenza totale, come quello che vuole disperatamente una cosa ma non riesce a farla e riprova e riprova ancora ma sempre senza successo. Stare in una situazione del genere è angosciante. L’ultimo messaggio non è tornato indietro, quindi la tua chat è ancora aperta… ci sto veramente male e non posso fare nulla. Quello che penso di te lo sai benissimo, quanto sei importante lo sai benissimo, non c’è bisogno che io ti ripeta queste cose, mi hai scritto cose bellissime che mi hanno fatto felice perché ti ho sentito sereno. In quei momenti la tua felicità era la mia, ma quando sei nei momenti neri si contagia anche la malinconia, anche l’angoscia, e io adesso sto male perché tu stai male e non è nemmeno possibile parlare, da quando sono tornato a casa sono rimasto incollato al computer ad aspettare che tu finalmente comparissi sulla tua chat, ma non è successo… Cerco di distrarmi facendo altro ma non riesco a concentrarmi su quello che leggo e ho sempre l’occhio sulla tua chat che resta immobile. Poi sento il suono del messaggio in arrivo e vado subito a vedere, ma è il mio ennesimo messaggio che torna indietro. Basta, è tutto quello che avevo da dire. Per contattarti ho solo msn, posso solo aspettare. Ecco, adesso non sei nemmeno più in linea.

RAGAZZI GAY DICHIARATI E SOLITUDINE

Dedico questo post a ReMindZ che ho avuto il piacere di sentire ieri sera e di cui ho potuto leggere i graditissimi commenti subito dopo la chiacchierata in chat. Dire che sono contento di queste cose è poco. Grazie ReMindZ, avremo modo di parlarne direttamente, per il momento mi limito a dire che mi stai dando moltissimo e che la gran parte della mia serenità di fondo la devo a te. Da un tuo commento su Storie Gay ho preso lo spunto per andare alla ricerca di un vecchio documento, un video di qualche anno fa (settembre 2001), contenente un’intervista a Gianni, un ragazzo gay ventiquattrenne che circa due anni prima aveva parlato di sé apertamente a tutti: amici e familiari. L’intervista è un po’ più lunga del solito e trascriverla mi è costato una fatica non indifferente ma credo che valga la pena di leggerla.

“Mi chiamo Gianni, 24 anni, nato e vissuto sempre a Milano, sto per laurearmi in Legge, penso in futuro di fare l’avvocato, non ho avuto particolari problemi nello studio e credo che non ne incontrerò nemmeno a livello di lavoro. Da fuori sono un ragazzo normale al 100%… università, un po’ di sport (pallacanestro quando posso), vita normale, cinema, amici… naturalmente niente ragazza… e quello che per me è peggio, niente ragazzo. Ma io non sono il tipico ragazzo gay spaventato di essere gay, no! Io più o meno due anni fa mi sono dichiarato, ma proprio pubblicamente… perché pensavo che il problema fosse tutto lì, mi dicevo che se volevo trovare un ragazzo dovevo dichiararmi pubblicamente, con un termine bruttissimo dovevo “mettermi sul mercato”, perché rimanendo invisibile certo non avrei trovato nulla. Quello che ho passato prima di decidermi ve lo potete immaginare, insomma, le solite cose, crisi su crisi: lo faccio o non lo faccio? … Perché nessuno sapeva niente… in sostanza che fossi gay non passava proprio per la testa a nessuno, cioè io non sono stato costretto dalle circostanze a dichiararmi, l’ho fatto perché pensavo che fosse indispensabile per trovare un ragazzo che mi volesse bene. Ma l’ho fatto proprio pubblicamente, senza tanti segreti… l’ho detto agli amici e l’ho detto a casa. I miei sono separati e io vivo solo con mia madre, in sostanza a mio padre di me non gliene frega nulla, non solo del fatto che io sia gay, ma proprio in generale… vabbe’… l’ho detto a mia madre… reazioni molto modeste: tipo: stai attento, non ti mettere troppo nei guai… però, tutto sommato, non è crollato il mondo e poi io sono figlio unico… che tra l’altro non è una situazione ideale per un ragazzo gay… comunque gli amici, pure loro, tutto sommato non hanno reagito male anche perché, diciamolo chiaro, erano amici per modo di dire… non gliene fregava niente prima di me come persona… e meno ancora dopo del fatto che fossi gay, per loro era una pura notizia senza nessuna conseguenza… non li dovrei nemmeno considerare amici, ma questo passa il convento… Insomma, a 22 anni… amici veri niente! E invece sarebbero una cosa fondamentale… e soprattutto vita affettiva e sessuale vera, cioè a due, assolutamente niente, masturbarsi sì, ma solo a fantasia, nemmeno pensando a una persona reale, perché nel mondo reale non c’era nessun ragazzo che mi interessasse veramente, dopo qualche mese mi sono detto: qui se non ti dai una mossa resti single per tutta la vita! E ho fatto il mio ragionamento: io vado a cercare ragazzi gay… bene, dove si trovano i ragazzi gay? … Sembra ovvio: nei locali gay! Però per uno non abituato a quell’ambiente fare un passo critico come cominciare a frequentare ambienti per gay non era una cosa facile. Insomma, passavo a ripassavo davanti al (ometto il nome del locale di Milano), mi tenevo a distanza, cercavo di vedere che gente c’era, ci passavo con passo svelto fingendo di passare lì per caso, due o tre volte ci ho pure parcheggiato la macchina vicino, però di notte non si vedeva quasi nulla. Gente ce n’era e, almeno apparentemente l’ambiente sembrava piuttosto discreto… non distinguevo l’età dei ragazzi, vedevo solo che erano ben vestiti… vabbe’, che devo dire, tra desiderio e repulsione ho passato quasi un mese prima di decidermi, poi ho fatto il grande passo e sono entrato. Prima di andare mi sono fatto una doccia e mi sono cambiato le mutande… perché sai, tu pensi che alla fine chissà che cosa succede… Insomma… alla fine entro, luci assurde, musica curiosa… tutti ragazzi, ammassati uno sull’altro, devo passare in mezzo a una folla di gente, mi sento in imbarazzo tremendo, mentre passo mi tastano… la mia reazione è stata ambigua tra l’interesse e il ribrezzo, sarei scappato via… ma poi sono rimasto… e rimanere da soli in un posto simile è una cosa terribile. Ti squadrano come se stessero valutando la puttana di turno… io, poi, lì dentro, da solo, in mezzo a ragazzi tutti molto più grandi di me… mi sentivo proprio concupito… mi sono seduto su un divanetto, uno mi si è buttato addosso quasi casualmente, ma non era assolutamente una cosa casuale… mi ha tastato e io ho fatto lo stesso. Quando l’ho tastato pure io mi sono sentito meglio, diciamo un po’ più al livello e quello mi lasciava fare… vabbe’, adesso non ve la racconto tutta, lì ci sono stati contatti fisici (tastarsi) con quattro o cinque ragazzi, poi uno mi ha fatto una proposta esplicita… ma era un ragazzo che non piaceva, aveva le unghie nere e puzzava di fumo, gli ho detto di no e lui ha detto che ero solo un ragazzino deficiente che non sapeva che cosa si poteva perdere… e mi ha mollato lì con una sguardo di commiserazione. Mi sono sentito umiliato. Praticamente sono andato via prima che la festa, chiamiamola così, entrasse nel vivo. La sensazione che ho provato quando sono andato via era da brivido, mi si mettevano davanti per non farmi uscire dal locale, ero solo sotto gli sguardi di tutti e nessuno interveniva, poi sono venuti quelli della sorveglianza e mi hanno aperto un varco verso l’uscita. Quando sono stato fuori ho tirato un respiro profondissimo… uscivo da un incubo. Però, se lo devo dire, quell’incubo (perché incubo era) era anche eccitante, lì se vuoi fare sesso trovi quello che vuoi… magari a rischio… Insomma, io ci sono tornato altre due volte, la prima volta dopo 15 giorni di disintossicazione e la seconda dopo un’altra settimana. La seconda volta l’ambiente era migliore, era un giorno feriale qualunque e non un sabato come la prima volta, c’era meno gente, ho avuto l’impressione che ci fosse un po’ di gente con molti quattrini in cerca di ragazzi disponibili. Non saprei dire se è prostituzione… ma se un diciottenne va con un cinquantenne e prima vanno in un ristorante di lusso e fanno un bel giro in una macchina di lusso… tu come la chiami? Magari la prestazione non ha nessuna contropartita in denaro… però… vabbe’. Tutto sommato, anche se con questo tipo di ambiente, la seconda volta non è stato un incubo e almeno quando ho deciso di andarmene nessuno ha cercato di impedirmelo. La terza volta era di nuovo sabato e ho trovato un tipo che c’ha provato proprio in modo sgradevolissimo, questa volta però io ero rimasto vicino all’uscita e quando me la sono vista brutta me ne sono andato di nascosto. Dopo non ci sono andato più. Poi c’è stata l’altra fase, quella più pericolosa. Sapevo che in (ometto il nome di una zona di Milano) era possibile trovare ragazzi che si prostituivano per pochissimi soldi. Però nella mia mente l’avevo messa tutta su bene la storia, io non andavo lì per fare sesso a pagamento ma perché avrei potuto salvare qualche povero ragazzo finito magari suo malgrado nel giro della prostituzione, è un ragionamento ipocrita all’incredibile, ma io l’avevo messa così… Anche lì, come con i locali, prima qualche appostamento, qualche sguardo furtivo per vedere di che si trattava, poi, dopo qualche giorno mi sono deciso, ma ci sono andato in macchina perché mi sembrava più sicuro, anche se in quel modo di fotografano e ti possono ricattare, comunque ci sono andato in macchina, ho aspettato che fosse disponibile il ragazzo che mi piaceva di più e l’ho fatto salire, ci siamo allontanati mentre lui mi parlava dei prezzi… quando l’ho guardato in faccia ho visto che era proprio un ragazzino, sicuramente minorenne… se ti beccano con un minorenne finisci pure in galera… io gli ho fatto la predica sul fatto che non si doveva prostituire e lui prima m’ha guardato e poi, letteralmente, mi ha sputato in faccia… e tutto sommato aveva ragione e mi ha detto che i soldi glieli dovevo dare comunque… io l’ho pagato, arrotondando la cifra per eccesso e l’ho riportato dove l’avevo fatto salire… poi mi è venuto in testa che poteva avere l’aids, probabilmente erano solo mie paturnie, ma il fatto che avessi avuto un contatto col suo sputo mi ha preoccupato per un bel po’… Il girono appresso, seconda esperienza, questa volta con un ragazzo grande dell’Est, almeno 30 anni. Confesso che ho avuto paura, gli ho chiesto del ragazzo del giorno prima, l’ho pagato senza fare nulla e l’ho scaricato subito. Queste sono state tutte le mie esperienze in termini di prostituzione. E ne ho abbastanza! In sostanza dopo queste cose, ormai da più di un anno e mezzo, vuoto totale. Quando non ero dichiarato avevo un amico che si chiamava Luca, un ragazzo che mi piaceva moltissimo, se fosse gay o etero non lo so, è stato praticamente l’unico amico vero che ho avuto, ma non lo sento da due anni e non posso andare a cercarlo adesso. Il mio sogno è Luca. Io cerco un ragazzo come Luca, cioè un ragazzo vero, un ragazzo normale gay, io voglio vivere la mia vita con un ragazzo normale gay, uno che non serve solo per fare sesso, uno che te ne puoi innamorare come persona, uno che ti vuole bene. Un ragazzo gay non ha solo bisogno di sesso, ma ha bisogno d’amore, magari di uno che ti fa da sponda, che ti ferma, che ti porta alla realtà quanto cominci a fare lo stupido. Luca faceva così, vivere con uno come lui sarebbe bellissimo. Lo troverò mai un’altro Luca? Purtroppo credo che non succederà. Se succederà… bene, se non succederà, io cose strane non ne andrò più a cercare. Io voglio un affetto vero, di un ragazzo che voglia stare con me, anche a livello sessuale, ma non solo quello. Adesso mi sento solo… parlo con te qualche volta e mi fa piacere, almeno c’è qualcuno che mi sta a sentire, però io il mio sogno, purtroppo non lo realizzerò mai… e di questo comincio ad essere consapevole. La sostanza del discorso è questa, cioè questo è il mio problema vero… dai adesso puoi pure fermare la registrazione e fammela rivedere subito, che se non mi piace la cancelliamo.”

GAY E SESSO

(Intervista di Vittorio, allora studente ventunenne di Architettura, registrata il 10 Gennaio 2005)
– Il sesso… se mi piace? Ma che domande sono queste? … Ma tu pensi che ci siano ragazzi a cui il sesso non piace? Gay e etero… su questo almeno non credo che ci sia nessuna differenza. Il problema non è se ti piace o non ti piace ma se lo puoi fare o no… e poi, scusa eh… ma non è nemmeno una questione mentale.. sì, va be’… in un certo senso è pure una questione mentale… ma per noi maschietti è proprio una questione fisiologica spicciola… ma che te lo devo dire io? Ma lo sai, su, lo sai benissimo. Sì al livello generale mi piace moltissimo, certo che poi tra modo e modo c’è differenza…
– Ma tu pensi che i gay in particolare c’abbiano la fissa del sesso?
– Beh… sì, cioè sì e no… piacere piace, per carità… ma che razza di domande fai… vebbe’ sì, un po’ ce l’ho la fissa del sesso, ma così, cioè… mi piace e pure molto… però non è mica una mania… è una cosa che mi piace… però quando non c’è non vado mica in crisi di astinenza… cioè io a rischio di beccami malanni per questioni di sesso non ci andrei mai… e nemmeno mi metterei in ridicolo o a fare il matto solo per arrivare a fare un po’ di sesso… poi con gente che non conosco non mi passa nemmeno per la testa. Ci stanno dei ragazzi un po’ fissatelli… che certe volte pare che se non lo fanno scoppiano e che magari si vanno a cercare i ragazzi nei peggio posti… però pure quelli secondo me ci vanno perché pensano che si può cominciare dal sesso ma che dopo c’è l’amore… io qualcuno l’ho conosciuto, uno mi s’è messo appresso perché lui voleva da me una cosa sola, così diceva, ma lui in effetti non cercava solo sesso, voleva partire di là, io gli ho detto di no e lui s’è stato buono buono e allora l’ho pure coccolato un po’ e c’è stato pure bene, sembrava uno assatanato di sesso, poi s’è messo a parlare e m’ha raccontato un sacco di cose, poi m’ha chiesto se ci potevamo rivedere ma io l’ho fermato subito, lui ha precisato che era interessato a me pure senza sesso e io gli ho detto che io però non ero interessato a lui e che non era un problema di sesso, ma che proprio non era il mio tipo… fisicamente, ho detto… però in effetti non mi piaceva per un’altra ragione, certe volte era aggressivo anche in modo aspro e a me così non piaceva affatto… però che fai? Come glielo dici? … Non mi piaci fisicamente… lo accettano pure, ma non mi piaci perché sei aggressivo non glielo puoi mica dire… Però quello, secondo me, si sarebbe accontentato di essere un po’ coccolato, anche solo al telefono… sai quei ragazzoni esuberanti che però nessuno gli ha mai voluto bene… quando trovano uno che li coccola un po’ ci si buttano… e non è nemmeno un problema di sesso, ma proprio di sentire l’attenzione di qualcuno… C’è una cosa… tanti ragazzi, cioè tanti ragazzi gay li ho visti interessati al sesso ma a livello di tenerezza reciproca, questo sì, moltissimo, ma lì il sesso è un mezzo, non un fine… e poi, invece, altri vivevano una specie di cameratismo sessuale, ecco, questa è una cosa che mi ha colpito molto e che mi ha pure eccitato parecchio… aspetta! Adesso te la racconto… insomma, quando io sono arrivato all’università l’anno scorso c’era un gruppetto di ragazzi che si conoscevano già dal liceo, io con loro non c’entravo niente, però sai… fisicamente non erano male e poi a me mi davano tanto l’impressione di essere dei nostri… insomma io ho cercato di avvicinarmi a questi ragazzi e mi sono un po’ reso conto di come stavano le cose, pure se molto alla larga. Loro erano tre, sembravano quattro o cinque ma, diciamo così, quelli veri erano tre, gli altri giravano solo intorno. Io mi sono avvicinato come faccio io, sai, perché lì ci so fare… eh beh! Insomma sono riuscito a diventare il quarto e ho passato una settimana insieme con loto in campagna subito dopo natale. Che erano gay lo penso io ma non no sono sicuro anzi… io sono capitato in camera con uno, ma proprio un bel ragazzo… quello, dentro casa stava in pratica sempre nudo, non del tutto… vabbe’, ma quasi… per lui stare sul letto in mutande quando in stanza ci stavo pure io era normale e pure fare allusioni sessuali e toccarsi davanti a me, sempre con gli slip, ma io non l’avrei mai fatto, si creavano dei momenti di disinibizione totale, almeno da parte sua, al punto che ho messo pure in dubbio l’idea che fosse gay… perché insomma, se fosse stato gay la cosa non sarebbe finita lì. E quando stavamo tutti e quattro insieme a vedere la tv, niente porno ma proprio la comunissima tv, si appoggiavano l’uno all’altro e pure a me, c’era un contatto fisico piuttosto interessante, forse interessante solo per me… comunque l’atmosfera era rilassata, molto gradevole… perché stare vicino a tre ragazzi che giocano un po’ è bello… ma adesso perché t’ho raccontato tutta questa storia? … Tu dici che quelli non erano gay eh? probabilmente no… io non avrei mai fatto quello che facevano loro… anche in situazioni del genere ti senti diverso… lo so, lo so… Oh.. Poi per i gay c’è tutta un’altra storia, adesso me la stavo dimenticando… quella dello sport.. e sì eh! Gay palestrati e sportivi, a parte che la mania ce l’hanno comunque, ma c’è il fatto che un gay in palestra o in piscina non ci va solo per motivi sportivi… adesso, diciamocelo chiaro, tanto tu lo sai, te l’ho detto, io ci vado perché è uno spettacolo unico e non è come un film… è dal vivo… e poi è una cosa che c’ha un’attrattiva tutta particolare… tu certi ragazzi li puoi conoscere, ci puoi parlare, te li puoi fare amici… e succede eh! … e poi te le puoi guardare nudi, tutto con la massima naturalezza, cioè li vedi nudi ma non sono degli sconosciuti, voglio dire che li vedi anche nudi ma quello è un aspetto solo della cosa… certo ci devi andare cauto… cioè, se giochi coperto, nel senso che loro di te non sanno niente… beh, insomma, non puoi esagerare, se no ti sgamano, ma se non esageri si crea una confidenza totale.. e poi a certi ragazzi farsi vedere nudi piace o almeno non li imbarazza per niente, nello spogliatoio non è mai uno scappa e fuggi… ridono scherzano e non si rivestono subito… ecco, forse per certi ragazzi il clima dello spogliatoio è rassicurante e penso che se sapessero che sono gay le cose non cambierebbero… non fare quella faccia! Io penso che tanti ragazzi tutti questi complessi con i gay non ce li abbiano più…
– E allora perché non glielo dici?
– Bah… insomma, non esageriamo… tu dici che li sto imbrogliando? Mh! Vabbe’, ma se mi ci tolgo pure quello che ci resta? Almeno così quando torno a casa so a che pensare… dai, non mi fare il moralista! … ma come glielo posso dire! … e poi sono amici e non li voglio mettere in difficoltà… vabbe’, vabbe’… sono un ipocrita… sì… c’ho il mio interesse… sì… e allora? Ma tu che faresti? No, perché il moralismo troppo radicale non lo sopporto proprio… ma scusa, ma in fondo io a loro che cosa sto togliendo? Io non sto rubando niente… anzi sono io che do valore a cose che per loro non hanno importanza… basta va’… adesso non dico più niente, con questa cosa m’hai fregato… lo vedi… pure tu imbrogli… e mi fai dire un sacco di stupidaggini… mi sa che io quella cassetta la distruggo… buono, buono… scherzo… non la distruggo, non ti preoccupare, però non mi dire che sono un imbroglione… capito?

CIAO LOKI

Loki ha detto…

Ho avuto modo di leggere il tuo commento…

E di precipitarmi nel tuo blog (che già da un po’ è tra le mie pagine preferite) per leggere i commenti di altre persone che hanno espresso la loro situazione. Mi ha colpito molto il tuo controcommento ai nostri. L’amicizia è un valore fondamentale della vita e sottolineo che attraverso il mio blog e la lettura di tutti coloro che ci sono capitati, ho sperimentato un allargamento della mia cerchia di amicizie, proprio come hai fatto tu e molti altri. Ho modo così, anche in rete, di confrontarmi con realtà diverse o affini. Anche il mio migliore amico tiene un blog via wap (non ha il pc) molto letto e apprezzato. E io giacché passo molto tempo a leggere e commentare blog, ho modo ogni sera di introdurre discorsi squisiti con i miei amici di chat o il mio migliore amico, senza perdersi in pettegolezzi inutili.

Che bello, che bello che BELLO!!!

Un abbraccio!

Loki.

P.s. Ti ho linkato nel mio blog (spero che i miei lettori giungano numerosi – oddio non sono poi tanti – a leggere anche te perché quello che scrivi è sempre importante, vero, non scontato e mi sento in dovere di segnalare quello che sa valere davvero)  21 novembre 2007 17.26 commento a ragazzi gay e solitudine

­­­­­­­­­__________

­­­­­­Dedico questo post a Loki, in occasione del suo secondo commento (quello riportato qui sopra) su Storie Gay.

Carissimo Loki,

la lettura del tuo ultimo commento, come d’altra parte del precedente, offre di te un’immagine estremamente positiva. Mi sento onorato di essere stato linkato da te. Ovviamente adesso ho avuto modo di girare per il tuo blog e ti confesso che ne sono rimasto incantato (http://lokiangelosexy.blogspot.com/). Lo sento vicino al mio modo di essere e di ragionare, è un blog vero, autentico, ci si trova l’anima di un ragazzo e questo lo rende prezioso. E poi alla base c’è sempre l’idea che per un ragazzo gay il punto fondamentale è vivere un amore vero. Hai la consapevolezza che trovare l’amore vero non è una cosa facile e cerchi di valorizzare le amicizie e i contatti via web. E poi hai un entusiasmo di fondo, sei vivo! Non sei un gay in fuga né uno che crede alle favole. Mi piace molto sentire l’entusiasmo di un ragazzo che crede nell’amicizia e nei rapporti umani. Queste cose sono fondamentali anche per me. Stasera sono stato in chat con Manufree che chiamava dal Giappone, con Codice, con Fabio Matteo, con Snapshot83, con Javier, con ReMindZ e con Salvatore. Una serata pienissima tanto che sto scrivendo questo post che sono quasi le due di notte…  Carissimo Loki, un piccolo consiglio tecnico: io ho tre blog pressoché identici nei contenuti dei post, ma diversi per utenza e per struttura tecnica, se vuoi leggere un blog molto commentato non andare su Storie Gay (http://nonsologay.blogspot.com/), il cui pregio fondamentale è l’indice, ma vai su Progetto Gay (http://progettogay.myblog.it/), dove i commenti sono centinaia e sono e tutti estremamente interessanti. Ho aggiunto il tuo blog tra i preferiti e tornerò a leggerlo con molta attenzione, di cose da dirti ne avrei tantissime, mi farebbe piacere anche parlare con te in chat ma ti invito innanzitutto a leggere un post fondamentale per avere prima un’idea più concreta di chi sono, poi, se vorrai, ci sarà tutto il tempo di scambiare due chiacchiere. Il post al quale ti rinvio è trasparenza gay. Sui miei blog mi sono dato poche regole fondamentali: dire sempre la verità (il post “trasparenza gay” serve proprio a questo), niente pubblicità, niente immagini. Con i ragazzi che leggono questo blog ormai c’è un rapporto di amicizia e loro sono realmente una parte fondamentale della mia vita. Tu sei uno come si deve, pensare che il mio blog, al quel dedico diverse ore al giorno, possa esserti gradito mi fa estremamente piacere. Per il momento ti saluto. Se vorrai rispondermi ne sarò contentissimo, ma qui la tua libertà deve essere totale. Scrivendomi quello che ha scritto hai fatto una cosa che mi ha reso felice.

RAGAZZI GAY E SOLITUDINE

Scorrendo i commenti sul blog “Storie Gay”, cosa indispensabile per scoprire i commenti recenti ai vecchi post, ne ho trovati tre che meritano la massima attenzione e li riporto qui di seguito. Dopo i tre commenti aggiungo qualche considerazione.

Loki ha detto…
Penso che in fondo, la maggior parte di noi ragazzi gay, si senta sola. Non siamo tutti dichiarati e, quando uno di noi si trova ad affrontare questa realtà nel gaio mondo è solo. Senza riferimenti… Hai due possibilità: continui a fare le tue esperienze e caricarti il tuo bagaglio sulle spalle, oppure ti apri a qualcuno. Io ed il mio migliore amico eravamo all’oscuro di essere gay. Io non sapevo di lui e viceversa. Un giorno, ha deciso di confidarsi con me. E’ stato un terno al lotto: finalmente non ci sentivamo più soli, perché la nostra amicizia si era arricchita di maggiori sfumature. Ora c’è complicità e la possibilità di fare riferimento ad una persona fisica che vive nella tua stessa maniera e con cui puoi veramente condividere le proprie ansie, paure e confrontarti… Il tutto ovviamente non ha mai comportato per noi l’idea di considerare secondi fini (andarci a letto o cominciare una relazione): c’è solo una grande amicizia. In chat ho conosciuto un sacco di ragazzi coi quali ho costruito una certa corrispondenza. Con un ragazzo di Milano sono giunto anche ad incontrarlo, dopo mesi di chat e telefonate. Un ragazzo d’oro dai sani principi. Ed il bello di tutto ciò è che tutto si è svolto senza secondi fini, ma in modo disinteressato… Certo però, ritengo che una amicizia fisica detiene di diritto il primo posto sul podio, se paragonata alle semplici parole amiche di una finestra di chat.
15 novembre 2007 16.26
commento a amici gay in chat

Anonimo ha detto…
CIAO MI CHIAMO LUCA 35 ANNI SONO DI MILANO. ANCHE IO SONO GAY,MA TREMENDAMENTE SOLO, MI PIACEREBBE SVEGLIARMI AL MATTINO PENSANDO AD UNA PERSONA CARA AD UN RAGAZZO DOLCE CHE MI VOGLIA BENE E A CUI DARE IL MIO AFFETTO, LA MIA AMICIZIA. GIA’ COME E’ DIFFICILE OGGI TROVARE L’AMICIZIA VERA,SENZA INTERESSI,UN AMICO UN COMPAGNO CON CUI DIVIDERE TUTTA LA TUA VITA. SE TI VA SCRIVIMI (segue indirizzo e-mail)
15 novembre 2007 16.28
commento a gay e solitudine

Anonimo ha detto…
Ho più o meno la tua età. Con il tuo post sei riuscito a farmi fare una cosa che non facevo più da una vita : piangere.
15 novembre 2007 1.47
commento a vita gay negli anni

Questi commenti, mettono chiaramente in evidenza che i gay di tutte le età si sentono soli, che in molti casi (la grande maggioranza) il coming out resta una ipotesi non percorribile, e che il fatto di dover recitare praticamente sempre e con tutti diventa pesantissimo. Può accadere come a Loki che due amici si dichiarino reciprocamente la loro omosessualità, ma certo è un evento molto raro. Quando si è molto giovani anche se si è soli si ha comunque un futuro davanti, a 35 anni la situazione è già diversa e la solitudine diventa pesante. Quando poi l’età avanza verso la vecchiaia la solitudine non ha più il senso di una mancanza affettiva forte per un uomo che ha comunque la possibilità di confidare in se stesso, ma acquisisce quello del vero e proprio abbandono. In sostanza, se vogliamo essere realisti, la solitudine è una po’ la nota caratteristica. Ma è possibile limitare i danni della solitudine? Io non parlo di trovare l’amore, che è un’altra questione, ma del semplice superare la solitudine, trovare amici, persone che ti rispettino, che ti capiscano, che abbiano un’esperienza affine alla tua. Una risposta in termini operativi è possibile tramite internet. Intorno ai blog di Gayproject si è aggregato via via un gruppo di persone, io non esito a chiamarli amici. Sono di tutte le parti d’Italia, di età e di condizioni molto diverse ma hanno un denominatore comune, sono gay e vogliono vivere la loro vita gay seriamente, vogliono parlare, vogliono confrontarsi vogliono essere amici. Io passo ogni giorno molte ore in chat con questi ragazzi. Li chiamo affettuosamente così, anche se alcuni di loro non sono più tanto ragazzi o lo sono soprattutto di spirito. Ciò che più mi incoraggia nel proseguire l’esperienza dei blog e che i ragazzi del blog finiscono per conoscersi anche tra loro. Apro il blog di uno e ci trovo i commenti di altri ragazzi del blog e tutto questo mi rende felice, perché queste persone si stanno dando reciprocamente una mano per uscire dalla solitudine. Io non parlo nemmeno di quello che fanno per me, perché li sento vicini anche se vivono a centinaia di chilometri da casa mia. Ieri sera sono stato in chat con Codice e vorrei dirgli che ho ripensato tantissime volte alle cose che ci siamo detti, poi ho parlato con ReMindZ che ho sentito di nuovo pochi minuti fa, ho parlato anche con Fabio Matteo che ringrazio ancora dei suoi graditissimi commenti (uno gliel’ho lasciato anch’io) e ho parlato anche con Javier… Poi ho trovato un commento con il nuovo nick di un vecchio amico… Che dire? Una splendida serata! Dal mese di settembre io non so più che cosa sia la solitudine o la noia! E tutto questo grazie agli amici del blog. Piano piano ci si conosce veramente, si parla più liberamente, si diventa amici nel senso serio del termine. Lasciatemi l’orgoglio di aver visto nascere un gruppo di ragazzi gay come si deve, di persone serie che ormai si conoscono e stanno costruendo rapporti di amicizia stabile. Piano piano il mio sogno si sta trasformando in realtà. Chi mi avrebbe detto dieci anni fa che avrei passato la maggior parte del mio tempo con un gruppo di ragazzi gay superlativi e veri? Chi mi avrebbe mai detto che avrei potuto dedicare finalmente il mio tempo ai ragazzi gay, che è in fondo la cosa che mi viene più naturale e spontanea? Oggi mi sento veramente realizzato perché ci siete voi, perché vivo nella mia dimensione, tra persone che stimo e che amo. Non so se esista una sogno più bello di questo… questo era il mio sogno e sta diventando realtà. Ragazzi! Non sentiamoci mai più soli! Scacciamo la solitudine perché ci siamo, perché siamo vivi, perché ci vogliamo bene, perché siamo amici! Datemi una mano a portare avanti questo “Progetto Gay” che non è mio… ma è nostro, perché la felicità che provo in certi momenti è grandissima e ve la vorrei comunicare centuplicata! Grazie ragazzi! Conoscervi è stata una cosa meravigliosa!

TEMPO PER ACCETTARE UN AMORE GAY

Questo post è dedicato a Codice a compimento di una promessa. Il testo è una riduzione (per motivi di spazio) di un diario scritto da un ragazzo gay ventiduenne nel 2004. Come sempre sono stati cambiati i nomi ma il documento è autentico.

Domenica 1° Febbraio 2004, ore 23.18.
Marco, Marco, Marco, Marco, Marco… oggi per la prima volta ho capito che cos’è la felicità totale. Tu c’eri… sì, stavi vicino a me, a dieci centimetri da me, mi guardavi negli occhi, non sei scappato, non hai detto scemenze… sei rimasto zitto… e quel silenzio era mio, solo mio, tutto per me… poi m’hai dato quel buffetto sulla guancia e hai sorriso. Io prima mi sentivo strano, ma tu mi hai trattato con tenerezza, un buffetto su una guancia non me l’avevi mai dato, io per un attimo ho toccato la tua mano e tu non l’hai ritratta… Mannaggia, come voglio che sia vero! Lo voglio alla disperata… non posso fare a meno di te… Ti prego, dimmi che è vero… E’ vero, io la dichiarazione non te l’ho fatta ma tu hai capito lo stesso… lo so che hai capito lo stesso, lo so, l’ho sentito dentro, mi sono sentito sciogliere dentro, ho sentito che Marco mi ama. Come vorrei che fosse vero. Mi vergogno a scrivere in questo diario le mie reazioni a livello fisiologico, ma ci sono state eccome, per me quella tenerezza era sessuale, lo so che era sessuale, lo so che era sessuale anche per te… perché senza una spinta sessuale non si può sorridere così… Ma io domani ti rivedo, ma come faccio a non saltarti addosso? Ma come faccio a controllarmi? … ma tanto lo so benissimo che ci riuscirò, ci sono riuscito sempre. Marco! Io ci sono… ti prego un momento come quello di oggi fammelo rivivere di nuovo…
Martedì 3 Febbraio 2004, ore 23.10.
Non so che dire e non so che pensare… mi aspettavo tutto diverso… Perché no? Dimmelo… perché no? … Io te l’ho chiesto esplicitamente e me l’hai detto tu che sei gay… e allora perché no? Tu hai cercato di dorarmi la pillola il più possibile… mi hai detto che mi vuoi bene… Ma che vuol dire che mi vuoi bene? Ma che vuol dire che mi vuoi bene ma che non puoi stare con me? … l’hai detto tu che sei gay… e poi non hai detto che non vuoi ma che non puoi… ma perché non puoi? Io l’impressione che tu fossi interessato a me l’ho avuta… forse non ho capito niente… ma non è vero… tu sei interessato a me… e allora perché no? Non puoi… ma che vuol dire? Ti fa schifo stare con me? Ma io questa impressione non l’ho mai avuta. Non sapevo che dire. Istintivamente ti avrei abbracciato strettissimo e ti avrei baciato e la cosa ti avrebbe fatto piacere ma mi sono sentito congelato. Ho pensato che tu volessi chiudere con me ma mi hai dato appuntamento per domenica 8… e oggi è solo martedì… però domenica ti rivedo, non so che pensare, se amarti, se odiarti, adesso sto solo male perché non ci sei.
Domenica 8 Febbraio 2004, ore 22.45.
Se non mi vuoi, perché mi prendi le mano? Prendersi per mano è una cosa intima… che bisogno ce n’è se non mi vuoi? In un’altra situazione mi piacerebbe, ma così mi imbarazza… mi prendi per mano e mi dici che non starai mai con me, mi dici che mi ami, perché questo hai detto e mi dici che non potrai stare mai con me… ma perché? Te l’ho chiesto tante volte: Perché? Perché? Perché? hai detto che non hai una ragazza, che non hai un altro ragazzo, che vuoi bene solo a me, solo a me… e allora perché no? Dimmelo, spiegamelo… io non lo capisco… ma perché ti stai imponendo un sacrificio del genere? Tu mi stai torturando, quello che fai non lo capisco… Marco… ma perché non mi parli chiaro? Di che hai paura, l’hai detto tu che sei gay…
Martedì 10 Febbraio 2004, ore 23.10.
Senza sesso! Ma che vuol dire senza sesso? Ma perché senza sesso? Oggi ci siamo pure baciati ed è stato bellissimo, è stato bellissimo pure per te, non lo puoi negare! … Tu mi baci… e mi baci in quel modo… e poi mi dici che mi ami senza sesso… ma non è vero! Maledizione, ma come posso farti capire che bacarsi in quel modo è sesso, lo è sotto tutti i punti di vista, in fondo tra quello e andare a letto insieme la differenza è minima… ma per te è enorme. Hai 21 anni caspita! Non sei un ragazzino! Prenditele le tue responsabilità! Marco… ma perché mi baci, se non vuoi stare con me? Se non ti va, vattene via… io ti rispetto lo stesso e ti voglio pure bene… ma perché mi devi fare soffrire così? Vieni da me, mi baci e poi mi dici di no… ma è assurdo!
Mercoledì 11 Febbraio 2004, ore 23.45.
Che giornata folle! Tre ore fa pensavo che con te fosse finito tutto e adesso mi sento sconvolto. Mi hai aggredito come se fossi il tuo peggiore nemico, nemmeno con durezza, ma con disinteresse, mi dovevi buttare in faccia tutta la tua indifferenza e sei riuscito a farmi piangere. Quando te ne sei andato sbattendo la porta (erano le sei in punto) mi sono sentito morire, eri quasi violento, tu che prima mi baciavi in qual modo oggi eri violento. Sono stato a piangere di rabbia e di disperazione per tre ore. Sono stato proprio uno schifo… non capivo più niente, volevo almeno capire qualcosa ma non capivo più nulla, mi sembravi cattivo, un’altra persona, spietato, ti comportavi come non ti eri mai comportato e allora ti ho odiato… poi mi hai chiamato. Quando ho sentito la tua voce mi sono dimenticato di tutto e ho saputo dirti solo che ti voglio bene. Tu mi hai lasciato parlare, poi finalmente ti ho detto quella parola che non riesco a dirti mai, ti ho detto: “Marco, io ti amo”. E allora tu mi hai interrotto e mi hai detto solo: “Ti prego, dammi ancora un po’ di tempo… non dire nulla… passo da te domani pomeriggio… adesso finiamola qui… non fare commenti, ti prego, passo domani, ciao”. E hai chiuso il telefono. Non ti ho richiamato, volevo mandarti un sms ma non l’ho fatto, avevo un bisogno disperato di sentire di nuovo la tua voce ma non ti ho richiamato. Le tue parole me le sono scritte immediatamente per non cambiare nulla e le ho rilette mille volte… evidentemente per te è difficile, a me sembra impossibile, ma per te è difficile. Marco, io ti starò vicino sempre, comunque. Richiamarmi oggi è stato un gesto d’amore. Ti amo, Marco, non posso vivere senza di te.

CIAO PAOLO 3

Ciao Gayproject, sono contento che il tuo controllo in ospedale sia andato bene!
Ho letto attentamente la tua risposta e riguardo al coming out sono sempre più d’accordo con quanto mi dici da qualche giorno, che è meglio un coming out limitato ma intelligente piuttosto che uno indiscriminato e “pericoloso”.
Ritornando invece sulla questione creare-una-relazione non posso non confessarti che fino a qualche tempo fa anche io ero sulle tue stesse posizioni, ritenevo che non si potesse fare altro che attendere l’imprevedibile comparsa di quella persona con la quale sentire di avere una corrispondenza di affetti. Tuttavia, probabilmente a causa della mia impazienza che spesso è foriera di pessimi consigli ma che talvolta mi ha anche aiutato, dopo una serie di riflessioni non ho potuto far altro che constatare che mi stavo comportando come una pianta assetata nel deserto: immobile, in attesa della pioggia che non arriva mai. E quella sensazione mi ha dato uno sprone forte a mettermi in movimento e cercare di forzare un po’ il destino. Non che sia in giro con il lanternino a cercare di capire se ogni ragazzo può essere quello giusto, questo ovviamente no, ma diciamo che cerco di avvicinarmi in modo diverso a loro, con l’intento di instaurare un rapporto di amicizia e soprattutto di fiducia (che però arriva sempre dopo un po’, devo sottolinearlo). Non pensare che sia un ossessivo che cerca a tutti i costi in ogni dove di trovare quello che vuole: infatti non ho ancora concluso nulla ma non me ne sento frustrato.
Hai ragionissima comunque quando scrivi che per amare bisogna essere in due: infatti mi pare di averti scritto già nel primo commento che penso di essere già innamorato. E a questo proposito c’è un dubbio che mi attanaglia. Mi spiego: questo ragazzo è partito per l’estero e starà via per ancora sette mesi all’incirca e ti premetto che qualcosa fra noi c’è stato; io ho una gran voglia di risentirlo ma già prima che lui partisse, per mesi, non abbiamo fatto altro che incontrarci casualmente, senza ovviamente alcuna conseguenza. La mia paura è di farmi sentire ancora e ricevere del silenzio come risposta. Di nuovo.
Qualche volta anche lui mi ha cercato ed in quei momenti io mi sono sentito benissimo, tremavo nell’inviargli ogni messaggio o nel chiamarlo. Solamente che lui ha avuto delle ragazze e penso che abbia molta più paura di me per quanto riguarda la componente omosessuale del suo essere.
Ma non ti voglio tediare oltre con queste storie da sedicenni.
Grazie per la pronta risposta al mio commento di ieri.
Aspetto ovviamente il tuo prossimo post, anche se mi pare di aver monopolizzato un po’ il tuo blog con i miei problemi, mettendo in ombra gli altri ragazzi che già ti scrivevano… Scusate!
Ciao gayproject!
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Ciao Paolo,
le cose di cui parli non sono storie da sedicenni, come le chiami tu (che meriterebbero comunque il massimo rispetto) ma sono storie gay molto tipiche. Non credere che a 30 o a 40 anni per un gay i problemi siano poi così diversi. Ci sono anche quelli che arrivano a vivere in coppia, ma sono una ridottissima minoranza e il problema della ricerca di un contatto affettivo vero è, in fondo, il problema fondamentale di un gay. Questa ricerca si conclude spesso con soluzioni di compromesso o addirittura con l’accettazione della solitudine sostanziale, quando ci si rende conto che gli anni sono passati e che il proprio progetto di vista è stato in concreto irrealizzabile. In sostanza, la ricerca di contatti affettivi veri e seri, indipendentemente dai suoi esiti, è una delle molle della vita e fai benissimo a non rimanere solo in attesa e a cercare di instaurare rapporti di amicizia e di fiducia con altri ragazzi, cosa peraltro tutt’altro che facile. Dici di essere già innamorato di un ragazzo che tuttavia non vedrai ancora per mesi. Le tue reazioni di attesa, di timore e di turbamento sono tipiche dell’innamoramento. Quando dici che il ragazzo di cui sei innamorato ha avuto delle ragazze e pensi che abbia molta più paura di te della componente omosessuale del suo essere tocchi un argomento delicatissimo. Ci sono ragazzi che non hanno mai vissuto fasi etero nella loro vita affettiva e sessuale e ce ne sono altri (non parlo dei bisessuali) che sono stati effettivamente eterosessuali, in modo più o meno convinto per anni e che a una certa età scoprono il loro lato gay. Questa scoperta non è indolore e anzi è spesso molto problematica. Ho dedicato a questo argomento dei post specifici e non mi ripeterò qui, ma certo un ragazzo che ha avuto una vita etero può sentirsi pesantemente spiazzato dalla scoperta del suo lato gay. Aggiungo però che il trauma della scoperta è in genere assai minore quando questa scoperta avviene nell’ambito di una relazione affettiva di amicizia seria con un altro ragazzo. Vorrei solo dire che i ragazzi che sono stati sempre gay in genere accettano molto meglio la loro omosessualità, quelli che invece hanno avuto una vita precedente etero incontrano difficoltà notevoli a ristrutturare la loro vita da capo, in un’età in cui in genere si è già raggiunta una stabilità affettiva. Quando un rapporto tra due ragazzi si sviluppa come una relazione affettiva gay, vissuta in modo più o meno dichiarato con l’accettazione o quanto meno senza il rifiuto esplicito di una dimensione anche sessuale, le complicazioni per un ragazzo che ha avuto un’esperienza etero diventano sensibili, questo ragazzo può provare un interesse sessuale fortissimo e nello stesso tempo può cercare di reprimerlo in modo violento, con una specie di auto-terapia contro la propria omosessualità. Spesso questi ragazzi mantengono una specie di doppia vita, da un lato vivono in modo visibile una relazione eterosessuale alla quale si sforzano di essere fedeli e dall’altra vivono una dimensione omosessuale in chiave di trasgressione, in altri termini accettano anche un rapporto omosessuale ma come un modo di rispondere a una pulsione interna che comunque giudicano assolutamente negativa. In queste situazioni l’atteggiamento dell’altro ragazzo è importantissimo, perché l’accettazione di un ruolo subalterno solo in chiave di trasgressione non solo non permette di superare il conflitto ma sembra rafforzare l’idea che la relazione omosessuale non possa che essere di serie B. In ogni caso, innamorarsi di un ragazzo che ha avuto una precedente vita etero significa affrontare un’esperienza non facile, perché, anche ammesso che non si trattai di una vera forma di bisessualità che creerebbe forse problemi ancora più grossi, un ragazzo che è stato eterosessuale e che si scopre gay può vivere nei confronti dei gay delle vere e proprie forme di rifiuto, conseguenti al rifiuto si se stesso. Quindi, se il ragazzo di cui sei innamorato vive situazioni del genere e se veramente gli vuoi bene, i silenzi di fronte alle tue proposte aspettateli e tieni presente che quei silenzi non sono dei rifiuti nei tuoi confronti quanto piuttosto delle tappe, in un certo senso indispensabili, di un processo di accettazione di sé. Se gli vuoi bene devi accettarlo com’è.