CIAO ALESSANDRO 2

Ciao Alessandro,
diciamo le cose come stanno, sono stato ad aspettare la tua riposta. Avevo scritto appositamente per te un post e anche Salvatore ti aveva mandato un messaggio, ma la risposta non è arrivata. Ho ragione di credere che tu non abbia riaperto il blog nel pomeriggio, se così fosse, una tua risposta potrebbe essere solo rinviata di qualche ora. Tutto mi fa pensare che sia così, dovrei allora solo aspettare, ma c’è il rischio che il post dedicato a te non sia da te notato perché scivolato in basso in seguito all’inserimento di nuovi post e allora penso che un nuovo post evidentissimo in prima posizione per tutta la mattinata di domani non ti sfuggirà di certo (se fai scorre il blog troverai anche “Ciao Alessandro” (cioè il primo post). Ma questo post ha anche una motivo più profondo. Ho letto più volte il tuo messaggio e una cosa vorrei dirti: anch’io avevo un mio quaderno nero che piano piano era diventato dello spessore di una enciclopedia, poi ho aperto questo blog e un po’ dei contenuti di quel quaderno sono finiti in questo blog e sai che cosa è successo? Il blog è cresciuto, adesso totalizza un numero altissimo di accessi al giorno, persone come te lo leggono, mi lasciano i loro commenti, i loro contatti msn, con loro si creano rapporti di amicizia vera, tutto questo perché il privatissimo diario, specchio della mia anima, si è trasformato in un blog. Adesso non scrivo più il mio quaderno nero, ti potrà sembrare strano ma non ho nemmeno il tempo per poter dedicare a tutti questi amici le attenzioni che meritano, ma loro lo sanno e mi perdonano. Io, adesso, sto vivendo una delle esperienze più belle, più libere e più autentiche della mia vita, e tutto questo grazie a persone come te. Io non sono un ragazzo ma quando mi trovo in chat spessissimo gioco perché mi sento totalmente a mio agio. Ma torno al tuo messaggio… Qui si scrive per essere letti, certo. Diversi post non sono miei (vedi quello che precede questo post) altri sono miei ma derivano da cose dette in chat (l’articolo sui “Miti gay” deriva direttamente da una chiacchierata con Codice (uno degli amici del blog). Scrivere qui, dal mio personale punto di vista, ha un senso importante, non solo perché centinaia di persone aprono il blog ogni giorno ma perché se non centinaia, sicuramente molte decine di persone lo leggono e tra quelle persone ci sono quelle che possono ritrovarsi in quello che leggono. Scrivere su questo blog ha un senso che va molto al di là dello sfogo personale perché dall’altra parte i lettori ci sono veramente e non solo sono molti ma sono i lettori giusti per un blog come questo. Scrivere qui significa avere un pubblico molto selezionato. Questo è un blog dichiaratamente gay e i lettori, almeno quelli più fedeli, sono certamente gay, come in pratica tutti gli amici che ho incontrato tramite il blog. Se posso essere sincero devo dirti che la tua espressine “prova tecnica di avvicinamento” mi piace moltissimo e mi fa sperare per il futuro. Parlando di te (anche se non ti conosciamo) con alcuni amici di questo blog ci siamo augurati che la tua presenza non sia episodica e leggendo il tuo commento questo augurio trova una base solidissima. Un abbraccio da tutti noi.

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