IL SOGNO DEL MIO AMICO ANTONIO: “UNA VITA DEGNA DI ESSERE VISSUTA”.

Mi chiamo Antonio. Il mio nome non mi è mai piaciuto, perciò ho sempre preferito farmi chiamare Tony. Mi si addice di più. Ho 30 anni, faccio il salumiere a tempo pieno e ultimamente ho pochissimo tempo libero a causa del trasloco. Sì, dopo 4 anni insieme a Gianluca, ho deciso di andare a vivere insieme a lui. Non ha dovuto insistere tanto a dire il vero. E’ un po’ che nutro in me il desiderio di andare a vivere per conto mio. Solo che a Gianluca si è presentata un’occasione e quindi l’ha colta. L’abbiamo colta…. La casa in realtà è un trilocale: non è grandissima, non ha il giardino, ma ha un box auto dove uno dei due potrà parcheggiare la macchina, e si trova a metà strada tra la sua casa/madre e la mia. Non è arredata, ma non è un problema: sia io, sia Gianluca abbiamo un corredo personale costruito dalle nostre rispettivi madri, in vista di un matrimonio che non avremo mai. Come dicevo, stavo già covando da tempo l’idea di andare a vivere per conto mio. Per 5 anni, era diventato il mio pensiero fisso, ma allora, quando avevo 25 anni, ero ancora un lavoratore part time, che faticava ad arrivare a fine mese. Poi è cambiato tutto. Mi sembrava inutile continuare ad accontentarsi di un lavoro soddisfacente sul piano umano, ma poco remunerativo, perciò ad un certo punto sono riuscito a dire basta. Ho cominciato a mandare curriculum a destra e a manca e adesso lavoro stabilmente in un altro ipermercato nella zona di Varese. Ho dei colleghi fantastici, un capo severo ma giusto, e il lavoro non mi pesa quasi per niente. Gianluca invece è impiegato presso uno studio che si occupa di…, non ho ancora capito cosa. So solo che a differenza mia, il lavoro lo stressa parecchio. A volte torna a casa così nervoso che prima di rivolgergli la parola faccio passare almeno una buona mezz’ora.In questi cinque anni insieme, abbiamo già sperimentato la vita di coppia e sembriamo davvero ben assortiti… Io sono super disordinato, lui è l’ordine fatto a persona.I primi tempi avevamo anche qualche discussione su questo mio difetto, ma ultimamente ho cercato di controllarmi, e adesso riesco ad essere un po’ meno… Unno. Per quanto riguarda le faccende domestiche, Gianluca sembra essere un colf nato: sa stirare camicie, pantaloni, giacche, magliette, calzini, mutande… sarebbe in grado persino di stirare un preservativo… E poi: sa cucinare bene, sa usare la lavatrice… Io riesco a cucinare quel poco che basta per non morire di fame, non indosso camicie perché non le so stirare bene, calze e mutande non le stiro nemmeno perché tanto anche se stropicciate non le vede nessuno, e si, so usare la lavatrice. Gianluca quindi è un perfetto casalingo.In questo nostro tuffo, i nostri rispettivi genitori si stanno dimostrando davvero molto entusiasti. Mio papà ci sta aiutando con il trasloco e si è dimostrato subito convinto della nostra decisione. Dice che siamo una coppia perfetta, e non importa quante difficoltà potremo avere. Ci siamo trovati e non ci lasceremo più. Spero sia vero… I suoi genitori, invece, hanno voluto aiutarci con l’anticipo del mutuo… Diciamo che io e Gianluca lo consideriamo come un regalo di… nozze. Per il resto dovremo cavarcela da soli, ma la sola idea ci rende elettrizzati. Mia mamma è quella che si è dimostrata un po’ preoccupata per questa nostra scelta. Secondo lei siamo ancora troppo giovani… A 30 anni? Finalmente riesco a realizzare due sogni in una volta sola: quello di andare a vivere per conto mio, e quello di coronare il mio personalissimo sogno d’amore. Cosa posso chiedere di più? Settimana prossima, sia io sia Gianluca, saremo in ferie. Avremo così la possibilità di portarci avanti con i lavori in casa. Di questo passo penso proprio che il prossimo Natale lo festeggeremo a casa. A casa nostra!Il trilocale non è nuovissimo, ma è in perfette condizioni, quindi non dovremo fare nessun tipo di lavoro prima di andarci a vivere… Resta solo da organizzare l’inaugurazione…Gianluca e io, abbiamo deciso di fare una festicciola intima (solo pochi amici) per inaugurare la casa… Forse faremo la serata dello “scambio regali & auguri” assieme all’inaugurazione. Già non vedo l’ora. Adesso sono felice.Eppure una volta era tutto così diverso, talmente diverso che a pensarci adesso, mi sembra di guardare la vita di un’altra persona, totalmente diversa da me. Sono stato un ragazzo triste e vuoto di emozioni positive. Un ragazzo con un barlume di speranza così debole, da sembrare una candela agli sgoccioli della sua esistenza. Mancava poco al fumo. Ma poi ho conosciuto Gianluca. Poi ho cambiato posto di lavoro. E da lì, la mia vita è cambiata.Ho dovuto seguire un percorso che avevo già fatto in passato, nel 2002. Dieci anni fa’, in seguito ad un periodo di crisi nera, scrissi una lista. Volevo cambiare la mia vita e decisi di partire con ciò che mi riusciva meglio: scrivere. Stesi una serie di propositi e riuscii a realizzarli. La mia vita cambiò nel giro di un mese. Ci guadagnai in tranquillità e benessere emotivo, ma persi Giacomo. Ricordo che avrei pagato oro per sapere come sarebbe cambiata la mia vita da lì a 10 anni, e oggi, agli sgoccioli del 2012, posso guardarmi allo specchio e pensare che la mia vita sia perfetta. Eppure…Dentro di me, sento qualcosa che mi rende inquieto. So di essere arrivato ad un punto della mia vita, in cui ho realizzato finalmente tanti aspetti fino a poco tempo fa’ insoddisfacenti: il lavoro, la famiglia, il benessere fisico, emotivo ed economico… E’ tutto ok, e non ho proprio nulla di cui lamentarmi. Eppure non basta. Ho raggiunto la felicità dopo tanti anni, ma essa sembra sempre scivolarmi dalle mani ogni volta che l’afferro. E così ricomincia l’inseguimento. Un nuovo obiettivo, un nuovo desiderio. Lo struggimento, la forza di volontà e la conquista. Fa tutto parte di un disegno chiamato “ricerca della felicità”. Ed è un ciclo continuo dove ogni volta che stai bene, che stai veramente bene, cerchi un input nuovo, un nuovo obiettivo. E forse non lo fai più tanto per cercare la felicità, quanto per sentirti vivo.Ieri sera, dopo il lavoro, sono andato a casa di Gianluca. I suoi erano a cena da amici e quindi l’appartamento era tutto nostro. Mi ha coccolato come al solito: vasca da bagno già riempita d’acqua bollente, tavola apparecchiata… Il tempo di lavarmi la fatica di una dura giornata di lavoro di dosso ed eccomi a tavola. Poi abbiamo guardato la tv sul divano, abbiamo parlato della giornata appena trascorsa e ci siamo buttati a letto… Facciamo l’amore guardandoci negli occhi, come a volerci parlare sempre e comunque. Nel suo sguardo vedo eccitazione e amore nello stesso frangente, e questa è una di quelle cose che mi fa ringraziare il destino per averlo portato a me. Ci addormentiamo.Non so cosa mi svegli. Siamo a fine ottobre e fuori soffia un po’ di vento. Il cielo oggi era molto nuvoloso, ma non ha piovuto. Ho avuto per tutta la giornata un senso di costrizione… Proprio come avrebbe potuto sentirsi un cielo nuvoloso che non scarica la pioggia… Mi alzo con delicatezza per non svegliare Gianluca e mi metto in piedi davanti al letto, davanti al mio ragazzo. Lui dorme profondamente e ha l’aria così dolce e beata che vorrei avvicinarmi e sfiorargli la fronte con un bacio. Mi limito ad osservarlo e a pensare. Come sarebbe la mia vita oggi, senza il mio lavoro, senza le mie poche amicizie, senza Gianluca, senza i miei genitori, senza Alex, senza mia sorella e senza i miei suoceri? Se per assurdo il Domino della mia vita fosse stato imperfetto, e se uno dei tasselli avesse innescato la perdita di qualcosa di importante, che ne sarebbe stato di me? Spesso mi pongo questa domanda, e spesso rabbrividisco all’idea di perdere quello che ho oggi.Dopotutto non v’è certezza nel domani, ma quello che abbiamo ora, è lì davanti a noi. Basta non sottovalutarlo mai, e difficilmente esso si dissolverà.

Scritto da : Salvatore 31/10/2007

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