CIAO REMINDZ 2

Ciao ReMindZ,
ho letto i tuoi commenti e sono qui per dire la mia, ma approfitto dell’occasione per dirti che purtroppo l’ultima nostra chiacchierata in chat si è interrotta a metà per mancanza di collegamento del mio computer e di questo mi dispiace moltissimo, ma non mancherà occasione di riprendere il discorso.
Riporto qui i tuoi commenti perché tutti li possano leggere facilmente:

ReMindZ ha detto… [Commento del 21/10/07 su “Difficoltà di coppia gay” (Storie Gay)]
Mi viene da soffermarmi su una fatto, mi sembra che noi gay andiamo sempre a cercare un compagno che sia come noi… Ci sarà mai? non credo proprio…

ReMindZ ha detto… [Comento del 21/10/07 su “Vita e morte di un ragazzo gay ventunenne (Storie Gay)]
Queste sono storie che hanno dell’incredibile, ma non così tanto da non essere reali.Mi ha dato da pensare per il fatto che ieri sera mi sono trovato in compagnia di ragazzi che ho conosciuto per la prima volta ma che parlando con loro si intuiva che erano delle persone favolose e intelligenti, peccato che anche loro come il 90% dei giovani delle mie zone si drogavano fumando non so che.A questo punto mi chiedo come implicitamente forse anche il narratore di questo fatto si sarà chiesto, perchè non siamo capaci di aiutarli?

Quando al fatto che noi gay cerchiamo sempre un compagno a nostra misura (quasi un gemello ideale) o che almeno siamo profondamente condizionati dal nostro personale modo di vivere il nostro essere gay, posso dire che mi sento sostanzialmente d’accordo, però penso che in fondo, almeno in linea teorica, sia possibile trovare persone con le quali ci può essere un’affinità sostanziale. I mezzi per realizzare cose del genere oggi ci sono. Un esempio banale è questo blog che, in un modo o nell’altro sta selezionando l’utenza. L’utenza casuale diminuisce, quelli che entrano con chiavi di ricerca esplicitamente porno diminuiscono mentre aumentano gli utenti “no fererring link” cioè quelli che hanno messo il blog tra i preferiti. Gli utenti che ritornano su questo sito anche molte volte sono ormai numerosi e così quelli che restano sul blog per tempi anche molto lunghi (e leggono diversi post). Anche tra i lettori che commentano ci sono delle presenze costanti e con alcuni si crea un dialogo o attraverso il blog o anche direttamente in chat come è successo con te. Io credo che tutti questi lettori si riconoscano nel senso di fondo di questi blog, cioè nell’idea di parlare della vita vera dei gay in modo libero e serio. Queste persone, che non si conoscono, hanno comunque sicuramente un insieme di modi di pensare e di prospettive comuni. Mi è venuto più volte in mente che si potrebbe avviare anche un forum gay “serio” sullo stile di questi blog, ma sarebbe un’impresa difficile da gestire che in qualche modo mi scoraggia in partenza. Resta che però trovare le persone giuste, o almeno persone che non vivono proprio il loro essere gay su un pianeta totalmente diverso, in qualche modo è possibile, almeno a livello di internet. Restringendo le prospettive in ambito locale il discorso diventa purtroppo difficilissimo, perché già è difficile incontrare ragazzi gay, e pretendere di trovare quelli che vivono il loro essere gay come lo intendiamo noi è praticamente impossibile. Ma il VERO problema è un altro: ancora oggi, la stragrande maggioranza dei ragazzi gay vive la propria omosessualità in modo strettamente privato. I ragazzi che fanno un coming out pubblico sono pochissimi, quelli che si dichiarano a qualche amico sono pochi e la maggior parte, come si dice in Inglese vive completamente “nell’armadio”, cioè non si dichiara mai a nessuno. Questi ragazzi che al 99,9% sono ottimi ragazzi, più affidabili e meno pericolosi dei “discotecari fusi”, hanno paura. E’ incredibile, ma in Italia, nel XXI secolo è ancora così nella grande maggioranza dei casi. Sarebbe stupendo se questo blog potesse raggiungere questi ragazzi e potesse fare capire loro che non sono soli e che di ragazzi come loro ce ne sono tantissimi e, se solo ci si conoscesse, la vita avrebbe già un altro sapore. Carissimo ReMindZ, tu hai avuto il coraggio di avviare con me una chiacchierata in chat, una cosa seria e gradevole, che ha per me un significato enorme, ma tu sei un’eccezione. Le persone con le quali mi ritrovo in chat sono poche, devo sottolineare che sono persone super (non solo perché ci sei pure tu) e che con loro mi trovo perfettamente a mio agio, in qualche modo una selezione dei contatti si è fatta da sé.

Vengo al secondo commento. Qui il problema è molto grosso e, come dici tu stesso, è molto più diffuso di quanto si crede. Io non frequento le discoteche ma di ragazzi che le frequentano ne conosco diversi e dicono più o meno le cose che dici tu. Quando un ragazzo gay va in discoteca, in genere o ci va con gli amici o ci va per fare incontri, come nel caso del post che tu hai commentato, ma quando un ragazzo gay in discoteca incontra un altro ragazzo gay (evento comunque raro, molto più di quanto si crede) e invece di dedicarsi al ragazzo che ha conosciuto preferisce impasticcarsi o bere tanto da finire ubriaco… purtroppo c’è poco da fare. Non per fare moralismo, ma ho l’impressione che lo sballo sia una conseguenza di una forma di privazione affettiva sostanziale. Bere per dimenticare, impasticcarsi per non pensare… Un altro problema: vorrei dire a tutti i ragazzi che frequentano ambienti a rischio (droga e aids) di avere sempre la testa sulle spalle e di ricordarsi che rovinarsi la vita per una serata da sballo significa essere totalmente incoscienti. Quanto al fare qualcosa per i ragazzi che si impasticcano (ai tempi miei a dominare la scena c’era l’eroina) non saprei veramente che cosa dire, in una situazione simile mi è capitato di trovarmici, ho provato a fare di tutto ma non c’è stato niente da fare e la storia e finita letteralmente in tragedia. Io credo che bisognerebbe lavorare a monte di tutto questo, che a tanti ragazzi si possa offrire una prospettiva reale, per i ragazzi giovani si tratta di studio e per quelli più grandi di lavoro. In ogni caso la mancanza di ambienti di incontro e di confronto serio è uno dei fattori scatenanti dei comportamenti più irresponsabili, la cui causa remota, però, cioè la vera causa profonda, sta nella crisi della funzione della famiglia. Non deve sembrare assurdo che un gay come me dica cose del genere. Da quello che ho visto tante volte e direttamente, posso dire che dove le famiglie esistono i ragazzi non arrivano a comportamenti estremi mettendo a rischio l’incolumità propria e quella degli atri. Per quanto riguarda poi i ragazzi gay, il problema è più complesso, ma è meglio, per un ragazzo gay, avere una famiglia con la quale è in conflitto che non averne affatto (cioè avere una famiglia totalmente disinteressata), è meglio avere un punto di riferimento con il quale si è in conflitto che non averne nessuno. Questa è in sintesi la mia opinione ma il problema è enorme. Ciao e fatti vivo!

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