CIAO DISTILLATO 25

Ciao Distillato, la lettura dei tuoi commenti (anche se formalmente non indirizzati a me) è per me una sferzata di ottimismo, innanzitutto dici cose bellissime e giustissime di questo blog, che in pratica conosci da quando è partito, e poi un po’ mi richiami all’ordine, cioè mi riporti all’obiettivo di fondo: raccontare la vita dei gay (giovani e meno giovani) per quello che è. E hai sacrosanta ragione. Ti dico una cosa: oggi scavando nelle mie carte avevo ritrovato delle pagine di diario di un ragazzo che aveva 20 anni nel 1974, quasi un mio coetaneo. Conservo questo diario da molti anni e l’ho anche trascritto in word, ne avevo trovate due pagine che mi sembravamo interessantissime e le stavo organizzando in vista della pubblicazione… poi ho aperto il blog e ho trovato i tuoi commenti, ho pubblicato due brevi post che avevo pronti da ieri sera e che non avevo pubblicato per disguidi tecnici e poi mi sono chiesto che cosa dovevo fare. Le cose da fare erano due: in primo luogo risponderti e poi riflettere sul senso esatto di quello che dici. Questo blog non deve diventare, come sta diventando, una specie di luogo di sfogo personale di un vecchio signore che racconta in gran parte cose vecchie. Molte delle cose che ho pubblicato, hanno per me un valore notevole perché sono cose della mia generazione che mi riportano ad atmosfere che mi sono state molto care e che probabilmente possono essere interessanti per persone della mia età, mentre per i ragazzi giovani possono essere al massimo delle curiosità dell’archeologia gay. In realtà rischio di ridurre questo blog a un museo archeologico. Se ci penso bene, tutto il materiale che ho raccolto riguarda persone che hanno oggi dai 60/65 ad un minimo di 40 anni! Di queste persone e della loro vita affettiva ho avuto esperienza diretta, poi, inevitabilmente i rapporti con i ragazzi gay delle generazioni successive sono divenuti più episodici perchè il salto generazionale rendeva molto difficile che si creasse la fiducia reciproca necessaria per un colloquio autentico faccia a faccia. Quanto ai ragazzi che vivono la loro sessualità senza necessità di ricorrere a sublimazioni, devo dire chiaramente che ne parlo solo marginalmente non per una scelta moralistica, che è lontanissima da me, ma semplicemente perché a me purtroppo la possibilità di vivere la sessualità senza ricorrere a sublimazioni non si è mai presentata e le persone che conosco che hanno avuto questa possibilità sono (pressoché) tutte molto più giovani di me e sono persone con le quali mi è più difficile stabilire un contatto a livello tale possano parlarmi seriamente di sé anche in termini di esperienza sessuale. Sembra strano ma la differenza di generazione crea su questi argomenti dei momenti di imbarazzo che tra coetanei non ci sono proprio. Certo che pubblicherei qualunque cosa “seria” che mi fosse mandata! E ringrazio ancora Alessandro del suo post e della sua mail. Ma serio non significa senza riferimenti sessuali, ma autentico. Ma non c’è bisogno che dica a te queste cose, perché le sai benissimo e qui concludo, per non farla troppo lunga, dicendoti che quello che scrivi di questo blog mi rende orgoglioso e il mio sogno sarebbe proprio quello che hai espresso così bene tu…. che questo blog possa “crescere e approfondire vari temi con il supporto e le idee di noi tutti”! Ciao Distillato, per me avere la tua stima è una cosa importantissima. Un abbraccio!

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