COMING OUT FINITO MALE

E’ un giorno come tanti… la mattina al lavoro so che lo incontrerò, al massimo lo vedrò cinque minuti, dieci se è tanto, e già questo mi mette a disagio, non sta nella mia stanza… e se ci fosse sarebbe imbarazzante, se potessi preferirei non vederlo affatto e invece il tormento si ripeterà anche oggi perché dovrà passare anche nella mia stanza, se riuscirò a capire quando, cercherò di non esserci, mi sento a disagio a stare lì quando c’è lui. Spieghiamoci subito: io sono un gay di 31 anni e ho fatto incautamente la dichiarazione a un ragazzo di 26 anni che lavora nel mio ufficio e lui c’è rimasto malissimo. All’inizio avevo paura che mi sputtanasse ma non l’ha fatto e ormai sono passate due settimane… altro che dialogo… c’è rimato proprio male, si è sentito sporcato da me, ha cercato di darsi un contegno ma si vedeva che la cosa non la sopportava proprio, ho cercato di scusarmi ma lui non è nemmeno stato a sentire e se ne è andato. Prima ci salutavamo e andavamo a prendere il caffè insieme, ma adesso è sparito e ha addirittura chiesto trasferimento in un altro ufficio. Quanto a me ci sono rimasto di m… non mi aspettavo proprio una reazione simile, è stato un momento terribile, ha fatto una smorfia con la faccia poi ha fatto un gesto con la mano come per dire: “Ma che ti sei messo in testa?” Io sono passato dal cielo all’inferno in un secondo e poi sai, in un ufficio come il nostro il rischio per queste cose è grosso… però non ha detto nulla, mi sembra proprio che con gli altri sia tutto esattamente come prima ma forse non ha spettegolato non tanto per rispetto nei miei confronti ma per non finirci di mezzo anche lui. Avevo aspettato mesi prima di dichiararmi e tutto mi sembrava in ordine… ci avrei scommesso che fosse gay, mi sembrava che i conti tornassero su tutta la linea, mi sembrava di avere avuto da lui pure qualche segnale incoraggiante, ma evidentemente ognuno interpreta i segnali come vuole. Ci siamo pure scambiati dei regali, io gli ho regalato una pennetta per PC e lui mi ha regalato le poesie di Garcia Lorca… ma quando uno ti regala un libro simile, tu che devi capire, che chi le lo regala è etero? Evidentemente le poesia di Lorca non le aveva mai lette e io sono rimasto fregato, ma non basta siamo andati a prendere un paio di volte la pizza insieme e abbiamo parlato di tutto, a me sembrava assolutamente ovvio che fosse gay, non parlava di una ragazza ma di una persona, parlava di solitudine… Ho letto su questo blog di rapporti splendidi gay etero… ma perché non è capitato a me? Se fosse stato etero e non l’avesse presa male a me sarebbe stato bene lo stesso, meno bene ma bene lo stesso. E invece lui no, ha reagito proprio con una forma di rifiuto, direi di rigetto, proprio con un senso di schifo… che brutte avventure che si devono passare! Se una donna si innamorasse di me io non la tratterei così, non le darei corda, certo, ma non la tratterei con un distacco così violento, non è giusto… ma perché mi deve trattare così? E’ come se cercasse di fare pesare la sua prevalenza morale e mi guardasse dall’alto in basso… un po’ come un verme, che tu non schiacci per non sporcarti le scarpe… Adesso quando lo vedo da lontano cambio strada, venti giorni fa lo pedinavo proprio, volevo sapere tutto di lui… adesso non me ne frega più nulla, mi sento umiliato, non mi ero mai sentito così in basso… io tanto devo restare sempre nel buco, quando provo a uscire e pure in modo prudentissimo, perché questa volta sono stato prudentissimo, mi rendo conto che dal buco è meglio non uscire. Ma come fanno quelli che vivono in coppia? Ma me lo spiegate come avete trovato la persona giusta? Vorrei tanto capire se esistono delle possibilità reali… perché a me sembra che non ce ne siano proprio… Non dico per dire… ma dove si possono trovare dei ragazzi seri per avere un minimo di colloquio? Anche solo questo. Io, dove vivo, in pratica non vedo nessuna possibilità reale, l’ambiente è molto piccolo e molto pettegolo. Qui, se i ragazzi gay ci sono, non possono certo avere un posto per ritrovarsi. A 31 anni sono ancora totalmente privo di esperienza diretta, non dico solo sessuale, ma anche affettiva, mi piacerebbe tanto avere un amico gay ma anche solo per potermi sfogare e per parlare un po’ liberamente perché non mi succede mai e comincio a essere stufo di sogni e di fantasie. Francamente penso di essere un ragazzo come si deve, non ho secondi fini, non metterei mai in crisi una persona che mi volesse bene, ma la vita se ne sta passando, ormai sono 12/13 anni che so perfettamente quello che voglio e sono 12/13 anni che so che tanto non lo potrò ottenere, ma perché uno deve restare solo? Io non vedo nessuna ragione seria, ma alla fine succede proprio così… Di ragazzi belli ce ne sono tanti, ma io rischio di fare il bis della storia del mio collega e francamente di esperienze come quella me ne basta una. Io vivo in una cittadina del nord, poco lontano da Milano… ma mi sembra di vivere sulla luna… qui non c’è nulla, almeno non c’è nulla di quello che vorrei io… qui i ragazzi la sera del sabato se ne vanno tutti a Milano… e io me ne resto qua… tanto dove posso andare? Da soli non si fa molta strada.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=18&t=1062&start=0

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