INCERTEZZE GAY

Se dovessi dare un nome a questo post lo chiamerei “il piede in due scarpe”, perché io sempre così faccio, voglio acchiappare tutto e il contrario di tutto, voglio salvare capra e cavoli e poi alla fine mi ritrovo con un pugno di mosche. In pratica non sono mai riuscito a decidere, ho detto una cosa e poi ne ho fatta un’altra, ho rinviato sempre le decisioni importanti… in pratica ho pensato che rinviando e prendendo tempo le cose si risolvessero da sé ma è successo sistematicamente il contrario. Prima di tutto col coming out… se uno è intelligente deve scegliere: se e sì, ci si decide e si fa, se e no non ci si pensa più, invece io ho fatto un tira e molla che non finiva più, avevo trovato un ragazzo che mi piaceva, l’avevo trovato per caso… cioè era lui che aveva trovato me e non vice versa, io gli ho detto subito che per me era importante e lo era veramente, lui si aspettava che io prendesi una decisione, che gli dicessi sì, proviamoci, oppure no, lasciamo perdere, io gli dicevo che stavo per dirlo ai miei genitori ma poi mi veniva la paura e non dicevo niente e lui abbozzava, una prima volta ha abbozzato, una seconda e una terza, poi mi ha proprio fatto un discorso chiaro, mi ha detto esplicitamente che lui non aveva tempo da perdere e che se non ero interessato glielo dovevo dire, io interessato ero ma avevo paura e la cosa è finita che ai miei non ho detto niente e che lui se n’è andato… ma io ho fatto la scena pietosa… lo so che è una cosa di infimo livello, ma l’ho fatta, sono andato da lui e l’ho supplicato che non mi mollasse, e lui si è rimesso con me perché gli avevo detto che ormai la decisione l’avevo presa… sono andato da mio padre e ho cominciato il discorsetto, ma l’ho presa troppo alla lontana e lui non aveva tempo da perdere… e il discorso non è arrivato al nocciolo della qustione … e allora ho cominciato a dire bugie… lo so che è vergognoso ma succede, sono andato dal mio ragazzo e gli ho detto che a mio padre avevo raccontato tutto e che lui, alla fine dei conti, la cosa l’aveva accettata, ma la cosa è finita in modo tragico perché Paolo, il mio ragazzo, è andato da mio padre e gli ha parlato di noi pensando che mio padre lo sapesse, ma lui non sapeva niente… è successo un macello, mio padre mi avrebbe scorticato vivo e mi diceva che se proprio dovevo fare le schifezze erano cavoli miei, ma mandare Paolo a parlare con lui invece di parlargli io personalmente era la cosa più stupida che si potesse fare… perchè mio padre è rimasto convinto che Paolo a parlare con lui ce l’avessi mandato io perché non avevo il coraggio di presentarmi personalmente… ma non basta, Paolo ce l’aveva a morte con me perché gli avevo detto una bugia e gli avevo fatto fare una figura di mer.. Io sono andato un’altra volta a supplicare Paolo che non mi mollasse e lui c’è passato sopra pure questa volta e abbiamo trovato un po’ di quieto vivere, poi però ho conosciuto un altro ragazzo… adesso guai a voi se vi viene in testa di farmi la predica… me la sono fatta già da solo ma tanto non serve… quest’altro ragazzo, si chiamava Giuseppe ed era
molto ma molto carino. Paolo non era brutto… ma Giuspeppe era proprio bellissimo… e io che ho fatto? … Ebbene sì! L’ho fatto! Non solo era bello ma era pure gay! Non ho capito… ma secondo voi che dovevo fare? Fare le prediche è troppo facile… io avrei voluto vedere voi… ma mica si poteva resistere, Giuseppe ti faceva un sorriso che ti trapassava l’anima da parte a parte e poi era tremendamente sexy… insomma… e poi in queste cose non è che se ne fa una e basta, se Giuseppe ci sta… e ci stava… la cosa non poteva che andare avanti… io che dovevo fare? Lo so! Lo so!! Per favore statevi zitti e la coscienza tenetevela per voi! Io dovevo dire a Paolo che oramai il mio cervello stava da un’altra parte… ma non era nemmeno vero, Paolo era un bravo ragazzo e mi voleva bene, ma Giuseppe era bello… ma come si fa a decidere tra due cose come queste? In una situazione simile per forza si tiene un piede in due scarpe… per questo io non mi sapevo decidere e allora che facevo? Bugie da una parte e bugie dall’altra. A Paolo non avevo detto niente di Giuseppe e facevo finta che le cose stessero come prima… poi al solito il patatrac… Paolo mi becca in macchina con Giuseppe in atteggiamenti inequivocabili… io mi sono sentito un verme… ma ormai era troppo tardi… a casa l’ho supplicato, gli ho detto che Giuseppe per me era solo sesso (come se fosse poco!) e lui m’ha dato un ultimatum: o lo lasci subito o me ne vado, se fossi stato intelligente avrei detto: ok! la storia di Giusppe è finita! ma io non ho detto così… ho detto che avrei dovuto pensarci e Paolo si è fatto la valigia e se n’è andato… Giuseppe poi ce l’aveva a morte con me perché diceva che gli avevo fatto fare una figura tremenda e lo avevo lasciato come un broccolo… insomma pure Giuseppe prende il largo… per essere precisi questa è la storia dei miei ultimi due anni, in pratica questa è tutta la mia vita gay… prima non c’era stato niente… perché non mi decidevo mai nemmeno quando c’era qualche ragazzo che mi piaceva veramente. Adesso alla tenera età di 25 anni mi sento uno spostato totale… sputtanato davanti a tutti, perché tutti sanno che sono gay, ma non dal fatto che l’ho detto io… ma da tutti i pettegolezzi che ci sono stati. Che cosa dovrei fare? Per ricominciare tutto da capo dovrei cambiare testa, io ci proverei pure ma non è detto affatto che possa avere senso… da due settimane avevo notato un ragazzo interessante che lavora al pub del paese ma non è di qua, ho provato a parlarci, quando è successo mi ha congelato: mi ha chiesto immediatamente: “Ma tu che cosa vuoi da me?”… io penso che se gli avessi detto chiaro che mi piaceva, la cosa non sarebbe finita lì… ma ho cominciato a girarci intorno e a dire un mucchio di parole senza senso… Lui mi ha guardato in faccia perplesso e mi ha detto: Ma tu quanto anni hai? … ma l’ha detto proprio con la faccia schifata… e io ci sono rimasto malissimo… Non è che per caso qualcuno potrebbe darmi un consiglio… però non mi fare prediche moralistiche per favore…
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