ANDY ROMANZO GAY 4/3

Il quarto capitolo procede. Andy passerà a Giurisprudenza. Andy e Marco cercano un equilibrio tra interesse sessuale e studio. Un lungo […omissis…] è stato necessario per tagliare la descrizione dell’imbarazzo reciproco di un contatto sessuale più cosciente e nella dimensione di un rapporto che si avvia a divenire stabile.
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– Hai detto che mi hanno già adottato e mi sa che è vero!
– E guarda che lo hanno fatto per te, papà me lo ha detto chiaramente… chiedi a Andy che cosa ne pensa di questo e di quell’altro… mi sa che io sto cominciando a passare al secondo posto, da quando ci sei tu…
– Ma è logico io sono il piccolo!
– Ma tu guarda come si atteggia questo!
Marco mise le pietanze a scaldare nel forno. Andy si sentiva totalmente a proprio agio, se la cosa fosse andata in porto i sogni di Andy sarebbero stati anche i sogni di Marco e l’ipotesi sembrava realistica. Andy non permise a Marco di fare nulla, lo servì a tavola e lavò i piatti dopo mangiato, preparò il caffè e lavò la caffettiera. Dopo il pranzo fece cenno a Marco di affrettarsi perché dovevano andare all’università. In strada erano assorbiti dai loro progetti e dai loro pensieri, stentavano a credere che fossero realistici, alla segreteria il discorso fu meno semplice del previsto, li mandarono da un funzionario di livello più alto, furono ricevuti, Andy espose il problema, il funzionario consultò l’ordine degli studi e concluse che Andy avrebbe potuto inserire tre esami di giurisprudenza subito come corsi liberi, avrebbe potuto chiedere il passaggio a settembre con la convalida degli esami eventualmente superati come corsi liberi, l’iscrizione a giurisprudenza avrebbe avuto pieno corso solo con il prossimo anno accademico e se Andy avesse superato i tre esami di giurisprudenza sarebbe stato iscritto al terzo anno. All’uscita comprarono una copia dell’ordine degli studi aggiornato e Andy consegnò la domanda per fare i tre esami a giurisprudenza, compatibilmente con le esigenze di Marco, scelse i tre esami in modo che fosse possibile studiare insieme da subito. Al ritorno Marco si sentiva gasatissimo.
– Adesso possiamo anche cominciare a studiare insieme, … non mi sembra vero.
– Ma è vero! A casa subito sotto a studiare!
– Ma io non vorrei solo studiare…
– Non solo ma soprattutto… Cucciolo adesso siamo in una fase nuova, adesso si tratta di costruire. Tu mi piaci tantissimo e io starei ad accarezzarti tutta la giornata, ma adesso c’è anche altro.
A casa Andy preparò con la massima cura la stanza, tolse tutte le cose fuori posto, preparò due bicchieri di tè e sistemò tre libri a scala a forma di leggio. Si trattava di avviare lo studio del diritto privato, il manuale aveva le dimensioni di un grosso vocabolario, Andy lo mise davanti a sé, invitando Marco a prendere posto sulla poltrona e ad ascoltare. La lettura incominciò. Andy leggeva con enfasi, sottolineando e ripetendo le cose che a suo dire poetavano essere importanti, cercava di andare alla schematizzazione più chiara possibile e talvolta atteggiava il tono della voce per rimarcare questo o quello. Le prime pagine erano piuttosto chiare. Arrivarono senza difficoltà a pagina quaranta, poi Andy chiese a Marco di passare a una verifica, Marco fece cenno di sì e Andy cominciò a fare domande. Marco era in difficoltà mentre Andy ricordava pressoché perfettamente tutto quello che aveva letto, faceva collegamenti, usava una terminologia specifica e in sostanza dimostrava a Marco che c’è modo e modo di studiare. Marco ne era alquanto spaventato.
– Scusa, Andy, tu vai come un treno ma io certe volte non ti seguo… tu sei un mostro ma io non riesco a tenere questi ritmi.
– Aspetta, facciamo così, leggi tu e io sto a sentire, vedrai che leggendo ti restano molte più cose in mente, c’è anche la memoria visiva che aiuta molto, dai Marco.
Andy si alzò e lasciò a Marco il posto al tavolo, Marco cominciò a leggere, la sua lettura era più lenta, meno intuitiva di quella di Andy, certamente meno recitata, ogni tanto si fermava con qualche segno di perplessità in volto, poi continuava la lettura, qualche volta la sosta era più lunga, allora Andy interveniva per riprendere e per sottolineare qualche concetto o per chiedere di rileggere qualche brano da capo. Marco cercava di impegnarsi al massimo, era meno distratto di quando si limitava ad ascoltare, cercava di trasmettere ad Andy tutti i contenuti e di non deluderlo, quella era in fondo già una prova della vita comune, della vita professionale in comune, ma anche quella è vita in comune, in qualche caso Marco rimaneva impressionato della lucidità mentale di Andy, della sua intuizione, del suo controllo espressivo quasi perfetto. Arrivarono a pagina 80, poi Marco propose di fare pausa, presero il tè e un toast.
– Birillo, ma lo sai che sei veramente un piccolo mostro, io gente come te ne ho conosciuto poca, sei proprio bravo, ma proprio tanto.
Marco non accennò al suo sentimento di frustrazione ma tenne la cosa in termini positivi. Andy si schermiva un po’ ma era evidente che i complimenti gli facevano piacere, cercava di sminuire i giudizi superlativi di Marco ma non cambiava argomento. Marco capì che quelle cose ad Andy probabilmente erano mancate e cercò di gratificarlo al massimo, evitando però di cantare troppo sopra le righe.
– Andy, qui mi sa che mi devi fare qualche iniezione di cervello e qualche corso accelerato di lingua italiana, tu parli benissimo, io certe volte ci metto proprio tempo a cercare le parole, le idee ce le ho ma le parole mi mancano, e poi sei proprio intelligente, cioè le cose le capisci al volo e poi riesci a farle capire anche a me… Andy… lo sai che con te sto proprio bene… ma proprio in tutti i sensi, adesso ho trovato anche uno che mi mette sotto a studiare, mi sento proprio perfetto.
– Sai Cucciolo, se non ci fossi tu io adesso forse sarei già andato a finire male…
– Ma che stai dicendo?
– Io l’ho sempre pensato che non si può vivere senza amore, senza il Cucciolo io non sarei nulla, sarei finito, non te lo dico per dire, è la prima volta che comincio a sperare di avere un futuro, voglio dire che spero di costruire un futuro vero con te, di vivere tutta la vita con te, guarda che non sono discorsi di belle parole, io voglio veramente costruire un futuro con te, una vita intera, non è nemmeno questione di sesso o di colpo di fulmine, più vado avanti, più mi accorgo di come sei veramente e più mi innamoro del mio Cucciolo, che ti credi, l’ho notato che hai cercato di mettermi a mio agio anche adesso, io ho fatto un po’ sfoggio di me e tu me l’hai permesso, tu mi hai permesso di fare la prima donna, mi hai ceduto il passo e a me una cosa del genere mi fa una tenerezza fortissima, io al mio Cucciolo sto imparando a volere bene in un altro modo… sesso sì, è ovvio, ma il Cucciolo non mi piace solo per quello, il Cucciolo è buono d’animo e mi vuole bene.
– Andy, ma ai miei dell’università glielo diciamo?
– E perché no? Se è una cosa che a loro può fare piacere glielo dobbiamo dire.
– Però glielo dovresti dire tu.
– Io lo sapevo che saremmo arrivati al nodo… senti Marco, io adesso mi sento ancora un po’ in imbarazzo… non ti arrabbiare, credo che prima o poi succederà, ma non mi forzare, adesso mi sento un po’ sotto sopra per tutte le novità…
– Andy, io voglio solo che tu stia bene, per carità non vorrei mai fare nessuna forzatura, glielo accennerò io e credo che saranno molto contenti, ma tu fai liberamente sempre quello che credi meglio.
– Cucciolo, ti va di studiare ancora?
– Cerchiamo di arrivare a pagina 100.
Ripresero a studiare, cercarono di applicarsi attentamente alla lettura, alla fine della serata, quasi a mezzanotte, la pagina cento era stata superata.
– Oh! E adesso basta con queste cose, adesso voglio essere coccolato dal mio Cucciolo, Marco, mh… ce ne andiamo a letto e ci abbracciamo un po’?
– Sì, Birillo, te lo sei meritato veramente.

[…omissis… (Marco e Andy se ne vanno a letto insieme, hanno fatto il test per l’AIDS ma non hanno ancora i risultati e il loro contatto deve essere limitato, si accarezzano anche intimamente, ma entrambi sono ancora impacciati e temono di prendere iniziative)]

Poi si lasciarono e si stesero ciascuno dalla propria parte del letto per parlare un po’.
– Andy, ma lo sai che è bello stare a letto insieme! Voglio dire che quando ne senti parlare non capisci esattamente che cosa vuol dire, pensi solo al sesso, ma stare così è bellissimo, c’è proprio un senso di intimità fortissimo, io lo sento anche fisicamente che ci sei, sei bello, sei caldo,
[…omissis…]
Andy non rispose, Marco si accorse che era distratto e che stava pensando ad altro, non si aspettava che Andy potesse pensare ad altro in quella situazione. Passò qualche secondo di perplessità.
– Marco, aspetta un attimo…
– Che c’è Birillo?
– Aspetta….
– Che c’è?
– Mi sta venendo un’idea…
– E cioè?
– Se noi riusciamo a fare i tre esami entro la sessione estiva mi iscrivono al terzo anno, ma se non ci riusciamo mi iscrivono al secondo, gli esami sono 24, tre me li riconoscono, e sarebbero sei prima dell’iscrizione al terzo anno, poi ci sono due anni, terzo e quarto e diciotto esami, se ne facessimo nove all’anno, si potrebbe arrivare alla laurea entro luglio 2004, se non ce la facciamo a fare i tre esami mi iscrivono al secondo, mettiamo che facciamo due esami, sarebbero cinque, ce ne rimarrebbero 19 ma in tre anni: sette e sette quattordici e cinque diciannove, però si andrebbe a finire a luglio 2005.
– Ma guarda Andy, anche se facciamo i tre esami adesso, riuscire a farne 18 in due anni è una cosa impossibile, forse se ti iscrivono al secondo la cosa è un po’ più umana, già 7, 7 e 5 è una maratona pazzesca ma 9 e 9 mi sembra proprio al di là di ogni buon senso.
– Ma, Cucciolo, non è così, dopo tutto si tratta di farne tre a sessione e non sono tutti così pazzeschi, qualcuno è pure piccolo e poi, se frequentiamo e ci lavoriamo un po’ l’ambiente… Cucciolo… tu capisci che significherebbe finire a luglio 2004, che tra poco più di due anni avremmo la possibilità di cominciare a lavorare…
– Andy! Non sognare troppo! Resta coi piedi per terra, già finire a luglio 2005 è una chimera ma nel 2004 non è proprio possibile.
– Ma scusa, adesso siamo ad aprile, noi per giugno possiamo averne preparati anche due e a luglio ci lasciamo quello meno pesante.
Marco lasciava tentennare la testa in segno di perplessità, ma Andy reagì in modo inatteso.
– Senti, Cucciolo, noi ci dobbiamo riuscire! Adesso cominciamo dai tre esami entro la sessione estiva, poi il resto si vedrà, se la cosa va bene poi cercheremo di mettere in cantiere anche il resto, ma adesso il problema sono i tre esami entro luglio… Cucciolo! Adesso alzati, ti preparo un po’ di tè e ci mettiamo a studiare un po’, dopo tutto io non ho sonno.
– Nemmeno io, ma mi aspettavo una serata un po’ diversa, Birillo, mannaggia, mi lasci così a bocca asciutta?
– Cucciolo, non mi fare i capricci, ti prometto che non mi tirerò indietro ma tu cerca di stare dalla parte mia, non mi contrastare, lo faccio per tutti e due.
– Sì, va be’ però… che devo fare, mi devo alzare?
– Cucciolo, ci devi mettere un po’ di entusiasmo, ci dobbiamo preparare un programma preciso e lo dobbiamo rispettare.
– Uffa! Birillo! Non mi va! Ma non possiamo cominciare domani? Stavamo tanto bene a letto insieme e adesso ti fai venire i sacri furori… Birillo… dai, facciamo domani, adesso non mi va…
Andy si alzò, andò a preparare il tè senza dire niente a Marco, ma Marco non si alzò dal letto. Andy potrò il tè a letto a Marco per cercare di farlo alzare ma Marco non ne aveva alcuna intenzione e fece una smorfia del viso che dimostrava una certa irritazione, Andy ci rimase malissimo ma cercò di non darlo a vedere, se ne andò in cucina e non tornò nella stanza da letto, Marco all’inizio si sentiva tranquillo, era sicuro che Andy sarebbe tornato da lui e alla fine avrebbe abbandonato i suoi progetti estremistici ma quando non lo vide rientrare si alzò per andare a parlare con Andy, andò in cucina ma Andy non c’era, e non c’era nemmeno nel resto della casa, se ne era uscito senza fare nessun rumore, Marco si sentì perso, si rese conto che Andy l’aveva presa male, forse lo avrebbe dovuto assecondare in tutto e per tutto ma a Marco i progetti di Andy sembravano solo sogni campati per aria, sentiva che in fondo Andy stava fantasticando fuori della realtà ma nello stesso tempo comprendeva che Andy non tollerava di essere contraddetto. Marco non sapeva che fare, si accorse che il cellulare di Andy non era al solito posto, pensò subito che Andy lo avesse portato con sé, lo chiamo.
– Andy, ti volevo chiedere scusa, mi dispiace per poco fa, sono stato stupido.
– No, Marco, penso che in fondo hai ragione, non ce l’ho con te, è che mi faccio portare troppo dalla fantasia e non tengo i piedi per terra, perché non scendi giù pure tu e facciamo due passi, non fa freddo, dai, vieni, ti aspetto al portone.
Il tono della conversazione non era di rottura e a Marco piacque molto, scese immediatamente, Andy lo abbracciò.
– Non è successo niente! Mi hai solo riportato con i piedi per terra e a me non piace essere riportato alla realtà… sono stupido eh?
– Andy, adesso aspetta un momento, adesso te la devo chiedere io una cosa ma mi devi rispondere la verità…
– E cioè?
– Ma tu te la sentiresti veramente di provarci? Come hai detto tu! Adesso con i tre esami e dopo, magari, si potrebbe provare il resto.
– Marco, ma lo sai meglio di me che è impossibile, forse per i tre esami adesso ci si potrebbe pure riuscire ma il resto è pura fantasia.
– Be’ però per il momento ci sarebbe il progetto dei tre esami e quelli si potrebbero fare benissimo.
– Sì, ma anche quello non sarebbe poi così facile.
– Andy, se noi ci mettiamo col massimo impegno ci possiamo riuscire e poi se la cosa funziona si può pensare anche al resto e poi, se non dovesse andare bene, ci troveremmo comunque un pezzo avanti per il 2005.
– Cucciolo, io lo so che tanto andrà a finire tutto male, che non concluderemo nulla e che alla fine ci resteranno solo i cocci.
– Senti, Andy, adesso torniamo a casa e ci mettiamo a fare qualche cosa!
– Ma che fai? Mi vuoi recuperare per forza? Io resto tuo comunque, magari un po’ deluso dal fatto che ho sognato troppo.
– Ma potrebbero benissimo non essere solo sogni. Birillo! Adesso andiamo a casa! E guai a te se non studi!
– Be’ dopo tutto il casino che ho combinato in piena notte! La sai una cosa?
– Che cosa?
– Ci siamo scambiati le parti!
– Però senza il mio Birillo io avrei lasciato andare le cose per il loro verso, adesso ci sto pensando seriamente.
A casa si rimisero a studiare, tra tè, caffè e qualche chiacchiera arrivarono quasi all’alba ma riuscirono a macinare altre sessanta pagine, poco prima delle cinque Marco si sentiva cadere dal sonno.
– Birillo, senti, io non ce la faccio proprio più, andiamocene un po’ a dormire!
– Andiamo, Cucciolo!
Quando furono a letto si abbracciarono ma erano così stanchi che si addormentarono l’uno nella braccia dell’altro.
La mattina era avanzata quando Andy si svegliò per primo, si alzò e andò a preparare la colazione, era un po’ stordito per il sonno perso ma anche eccitato per l’idea di continuare a lavorare per l’università. Portò la colazione a letto a Marco, ma Marco era completamente fuso dal sonno e dalle stanchezza.
– Cucciolo, la colazione!
– Birillo, non ce la faccio proprio ad alzarmi, sono stanco morto, lasciami dormire ancora un’ora, solo un’ora, poi mi alzo.
Andy si sedette vicino a Marco e cominciò ad accarezzargli i capelli.
– Peccato, Cucciolo, vuol dire che la doccia la farò da solo!
– Cioè?
– Be’, pensavo che l’avremmo potuta fare insieme… però tu vuoi continuare a dormire…
– Andy, non mi ricattare…
– Io non ti ricatto, se ti alzi subito facciamo la doccia insieme, altrimenti la faccio da solo.
– Mh… ma tu sempre così fai… mannaggia, stai cercando di convincermi proprio con tutti i mezzi…
– Sì, e adesso alzati e non perdiamo tempo!
Marco si alzò un po’ di mala voglia ma molto incuriosito dall’idea di fare la doccia con Andy. Entrarono insieme nel bagno, Andy si spogliò per primo senza dire nemmeno una parola, Marco lo seguì quasi meccanicamente, ancora intorpidito dal sonno, entrarono insieme nel box, non era mai accaduto prima. Andy abbracciò Marco che non se l’aspettava gli passò le mani tra i capelli, poi gli versò un po’ di shampoo in testa, lo fece schiumare, fece scorrere l’acqua, insaponò Marco con molta rapidità e di nuovo fece scorrere l’acqua.
– Adesso tocca a te.
Marco fece più o meno esattamente come aveva fatto Andy, ma alla fine, al momento dell’insaponamento finale si trattenne un po’ troppo a lungo e Andy lo rimproverò.
– Cucciolo! Avevamo detto la doccia insieme ma solo quello…
– Senti, Andy, però non mi tormentare con queste cose, io non reagisco mai ma tu cominci a approfittarne un po’ troppo.
– Va be’, va, se la metti su questo piano… dai sto zitto, sto zitto…
– Ma no, adesso mi hai fatto pure passare la voglia… Andy non sono arrabbiato ma non mi devi trattare come un ragazzino…
– Hai ragione, Cucciolo, scusami ma io dicevo veramente, sono disposto a qualunque cosa ma non voglio che tu ci resti deluso.
– Adesso è già successo, quindi non ci pensiamo più!
– Ti va di studiare?
– Quello mi deve andare per forza. Andy… mannaggia… ma è mai possibile che certe volte mi devi congelare così?
– Lo vedi che sei arrabbiato…
– No, non sono arrabbiato… ma tu da me che cosa vuoi?
– Io voglio tutto!
– E cioè?
– Adesso voglio soprattutto studiare, voglio anche fare l’amore con te, ma adesso voglio soprattutto studiare, ti pare pazzesco?
– No, ma perché non vuoi fare l’amore con me?
– Perché devi dire che non voglio fare l’amore, non è vero!
– Allora facciamolo!
– Sì, ma non adesso.
– E quando? Stasera?
– No, nemmeno.
– E allora?
– Lo faremo dopo i risultati del test.
– Ah! Be’, va be’, allora non ci vorrà troppo tempo… però certo che tu di me non ti fidi proprio!
– Io mi fido eccome, è di me che non mi fido troppo.
– E cioè? Che vuoi dire?
– Che non voglio fare sesso finché non ne sono sicuro…
– Andy, per favore parla chiaro!
– C’è poco da dire, io su me stesso non sono sicuro al cento per cento.
– Ho capito ma perché? Lo posso sapere?
– Se lo vuoi proprio sapere le cose non stanno esattamente come pensi tu.
– E cioè?
– Lasciamo perdere, non mi va di parlartene, mannaggia, adesso mi sono incartato e non riesco a uscirne più.
– Ma c’è qualche cosa che non mi hai detto?
– Sì… e se non mi fidassi di te e non te lo volessi dire?
– In che senso? Non ho capito.
– Voglio dire che potrei essere io a non fidarmi di te.
– Allora le cose stanno così!
– No, ma potrebbe essere.
– Senti, brutto stronzo, ma perché continui a giocare con queste cose, io non sopporto i giochi di parole e l’essere preso per il culo!
– Marco, non ti alterare, non è successo nulla!
– Non è successo nulla?! Ma tu sei stronzo forte! Ma ti credi che sono il tuo burattino? Andy tu con me puoi fare quello che vuoi ma non mi devi prendere in giro, non lo sopporto! Guarda che sto proprio perdendo la pazienza di brutto!
– E avresti anche ragione perché io ti ho preso per il culo, è così, adesso io sono stato stupido, e va bene, ma non la facciamo durare troppo questa cosa, ho sbagliato, ti chiedo scusa, ma tu non ti mettere in cattedra perché non lo sopporto!
– Senti Andy, anche adesso tu stai continuando a giocare un gioco che non mi piace, o la smetti subito e parli chiaro o vai a farti fottere.
– Ah, a questo punto siamo! Tu stavi cercando l’occasione per sbarazzarti di me!
– Senti, stronzetto, ma chi ti credi di essere per venire a sfottere così, sei solo un piccolo deficiente che scherza con cose che non sa nemmeno che cosa sono, Andy, o parli chiaro subito o vai a farti fottere subito, hai capito?
– Aspetta, per favore calmati!
– Andy, guai a te se continui ancora a perdere tempo.
– Te lo dico subito: io non mi fido totalmente di te, questo è il fatto! Non te lo volevo dire e ho cercato una scusa e poi una bugia tira l’altra, basta, solo questo!
– Giura!
– Lo giuro!
– Allora adesso stammi a sentire: se hai dei dubbi ti posso capire, sono cose gravi e non bisogna fare stupidaggini per leggerezza, però guai a te se un’altra volta non parli chiaro e ti permetti di giocare a gatto e topo e su cose di questo genere poi!
– Scusami Marco, ti giuro che non capiterà più…
– Zitto va’ e non giurare per queste stupidaggini, tanto prima o poi ricapiterà eccome… e poi se in qualche momento non hai sentimenti eccelsi nei miei confronti me lo devi dire, non devi essere ipocrita, è una cosa che non posso proprio sopportare, che ti credi che io i dubbi su di te non li ho… Andy, io di te non so nulla, sembri un bravo ragazzo ma io di te non so nulla e se adesso tu ci resti male e te ne vai vuol dire che sei stronzo e basta e che non mi meriti, che hai bisogno di cercare qualche ipocrita che ti prenda per il culo raccontandoti qualche bella storiella. Andy, io ti voglio bene ma io i miei dubbi ce li ho.
– E allora perché volevi fare l’amore con me?
– Be’, non lo so, forse perché non ci ho pensato in quel momento…
– E bello stronzo saresti stato anche tu, ti saresti messo in testa una preoccupazione tremenda solo per un po’ di sesso… e ti sarebbe andata pure bene perché io di me sono sicuro.
– Andy!
– Sì.
– Forse è meglio che ci mettiamo a studiare!
– Ma tu adesso di me che cosa pensi?
– Penso che sei una persona che ha i suoi dubbi, come li ho io… e poi chissà quante stronzate ho fatto io nei tuoi confronti…
– Lo vuoi sapere?
– Sì!
– Non ne hai fatta nemmeno una, prima quando mi stavi rimproverando io lo sapevo benissimo che avevi ragione. Io penso che noi dovremmo parlare molto di più ma io non sono abituato a queste cose… hai fatto bene a tirarmi le orecchie… in genere quando io faccio qualche stronzata non mi dice mai niente nessuno, è la prima volta che mi rimproverano seriamente, cioè che mi rimproverano dicendomi cose giuste, in genere quando mi rimproverano è perché io non ho fatto quello che dicono i miei.
– Birillo! Mannaggia! E adesso non ti posso nemmeno baciare fino al risultato.
– Be’, ci possiamo accarezzare ma è meglio che non ci sia contatto sessuale, è una forma di astinenza un po’ difficile da sopportare ma se facessimo il contrario credo che la paura ci toglierebbe tutto il piacere e poi, ormai, ci siamo quasi!
– Sì! Ma adesso fammi almeno un sorrisetto bello, di quelli tuoi, sì, così, grazie Birillo!
– Cucciolo, adesso al lavoro!
– Ci verresti a pranzo dai miei?
– Prima o poi succederà.
– Ma io dico oggi!
– No, dai, oggi no! Non mi forzare!
– Va be’.

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