SE UNA DONNA AMA UN GAY

Anna mi ha inviato un commento al post “Rapporti con le donne di gay e bisex”, lo trascrivo qui seguito perché merita un’attenzione speciale.

Grazie a te. Sono alquanto confusa ma il tuo interesse mi è stato di aiuto. Lui è senza dubbio una persona speciale, è uno scrittore di discreto successo e credo sinceramente che mi abbia amata. Le poesie che scriveva non potevano essere false, ma è gay su questo non ho dubbi perchè sessualmente non mi ha mai ricercata e sinceramente a me non importava. Sai, anche io l’ho tradito, l’ho spinto a dichiararsi ma poi… poi non ce l’ho fatta, lo amavo troppo per sopportarlo. Non è facile spiegarsi ma adesso lui mi ha rinchiuso nel buco nero della sua anima e io voglio restare lì fino alla fine dei nostri giorni, fino a quando il corpo non sarà più un limite per le nostre anime.

Carissima Anna,
ho letto con estremo interesse il tuo commento e, se me lo permetti vorrei spiegarti alcune cose che mi sono venute in mente in proposito. Pur con le dovute differenze, la tua situazione è simile a quella di un gay che si innamora di un ragazzo etero ed è ricambiato da lui molto seriamente sul piano affettivo, anche se, ovviamente gli interessi sessuali del ragazzo etero sono rivolti in altre direzioni. Anche tu vorresti un rapporto coinvolgente al 100%, sesso compreso, da una persona che questa corrispondenza non può dartela, se lo facesse, accettando di fingere, ti ingannerebbe in un modo imperdonabile (e c’è chi lo fa!). Ovviamente mi è molto difficile capire in senso profondo le reazioni, cioè il senso di frustrazione, che può provare una donna in una situazione simile, però le analogie con la situazione di un gay che si innamora di un ragazzo etero mi sembrano forti e, in questo campo, non mi manca certo l’esperienza perché sono cose che nella mia vita sono state e sono tuttora fondamentali. Mi permetto di parlarti di me per dirti la strada che ho seguito, che in sostanza si è dimostrata la strada giusta. In età non giovane mi capitò di incontrare un ragazzo etero col quale, non saprei nemmeno dire per quale ragione, si creò un contatto affettivo profondissimo. Era molto più giovane di me, avrebbe potuto tranquillamente essere mio figlio. Per un uomo gay della mia età un incontro del genere era una cosa sconvolgente perché quel ragazzo non aveva nessuna paura di me e, in sostanza, mi voleva bene in modo incredibilmente serio, ovviamente senza coinvolgimenti sessuali da parte sua, ma non per rigetto nei miei confronti ma perché i suoi interessi sessuali erano totalmente rivolti verso le ragazze. Io mi sentivo violentemente diviso tra l’attrattiva sessuale che lui esercitava su di me (perché era una ragazzo molto bello e solare) e l’assoluta necessità di non metterlo in difficoltà per nessun motivo. Ho progettato tutte le possibili soluzioni. Ho provato a trattalo male per indurlo ad andarsene, con il risultato di mettergli addosso l’idea di essere rifiutato e di farlo soffrire in modo pesante, ma questo espediente non ha avuto successo. Ho provato ad inventarmi impegni di lavoro in modo che i nostri contatti si allentassero, ma anche questa volta senza nessun risultato. Quando andava in vacanza mi mandava foto e cartoline con delle dediche che contenevano una carica affettiva incredibile e in cui si parlava esplicitamente d’amore. Naturalmente tutto questo riaccendeva in me false speranze che tra noi ci potesse essere anche un rapporto a livello sessuale. Poi tornava dalle vacanze e mi parlava delle sue avventure con le ragazze sui posti di villeggiatura. Lo faceva con la massima spontaneità, a lui non passava nemmeno per la testa che quelle cose mi potessero mettere in difficoltà terribili, allora ho deciso di dirgli chiaro come stavano le cose. Un pomeriggio siamo andati fuori città e non c’è stato bisogno di dire niente, è stato lui che mi ha detto: “lo so che mi vuoi dire che sei gay… ma questo per me significa solo che mi puoi volere ancora più bene”, io ho insistito facendogli presente che lo desideravo proprio e mi mai risposto: “che mi desideri lo so, lo vedo, lo vedo dall’attenzione estrema che hai verso di me e dal fatto che ti imponi degli schemi rigidissimi”, poi ci ha pensato un secondo e mi ha detto: “si potrebbe anche fare quello che vuoi tu, io, in fondo, sono stato con tante ragazze che non mi interessavano, ma l’ho fatto per loro, non per me, se facessi l’amore con te per me non sarebbe comunque una cosa sentita…”. Dopo questo chiarimento pensavo che la nostra storia fosse finita ma non è assolutamente finita e dura tuttora e sono passati molti anni. Tra noi non c’è mai stato sesso, ma amore sì, e proprio di livello profondo. Abbiamo fatto entrambi uno sforzo tremendo per accettarci come eravamo, perché se per me era difficile gestire un rapporto serio con un ragazzo etero, per lui non deve essere stato affatto facile accettare un rapporto con me, perché con ogni probabilità lui ha capito fin dal primo istante che tipo di interesse potevo avere nei suoi confronti, anche se l’argomento sesso gay non è veniva mai sfiorato nelle nostre conversazioni. Era il clima, la gradevolezza assolutamente unica della situazione che, alla fine, ci ha portati ad accettarci reciprocamente rinunciando, per parte mia a sogni sessuali irrealizzabili e per parte sua a ogni pregiudizio circa un rapporto affettivo come il nostro. Sono passati tanti anni, si è sposato, ha figli, è una persona realizzata anche professionalmente. Parlavo con lui di questi blog qualche giorno fa e gli dicevo che devo mantenere il massimo rigore e il massimo rispetto verso i ragazzi che mi contattano tramite questi blog e lui mi ha risposto: “Ci hai cresciuto me con questi princìpi!” e la risposta mi ha fatto sentire felice.
Capisci quello che voglio dire? Non puoi pretendere dal tuo compagno quello che non può darti e non puoi fargliene nemmeno una colpa, perché non può essere diverso da se tesso, in un certo senso ti ha ingannata, ma se provi a metterti dal suo punto di vista non è affatto detto che si trattasse di un inganno. Permettimi di citare una frase di James Baldwin, a mio parere il più grande romanziere omosessuale, Baldwin parlando dell’amore e di tutte le sue difficoltà dice: “Qui non c’è niente da decidere ma tutto da accettare!” Che ti abbia relegato nel buco nero della sua anima è possibile, ma se l’ha fatto, per lui non deve essere stato comunque facile. Ti dirò una cosa che potrebbe ferirti ma la devo dire ugualmente. Il tuo ex-compagno può avere provato la terribile sensazione di non essere accettato e di non essere amato “per quello che è”. In sostanza il fatto che tu non riseca ad amarlo per quello che è, per lui, può essere una ferita profonda. Penso che il giorno in cui io e il ragazzo che ti ho detto ci siamo chiariti sul piano del sesso, se avessi trovato una reazione negativa da parte sua, ci sarei rimasto malissimo, sarebbe stata tremenda non tanto l’idea del suo non coinvolgimento sessuale quanto l’idea che mi potesse rifiutare come persona per quello che sono… Ma quel ragazzo mi amava veramente ed è passato sopra qualunque cosa per non perdermi e io mi sono sentito l’uomo più felice del mondo, il sesso ormai non aveva più nessuna importanza perché c’era un rapporto d’amore vero. Chiediti se lo ami veramente, se è così, accettalo com’è e lascia a lui campo libero, non lo rifiutare ma non lo forzare, potrebbe anche avere bisogno di seppellirti veramente nel buco nero della sua anima per ragioni che tu non conosci e di cui forse nemmeno lui ha coscienza. Se lo ami veramente non lo giudicare ma rispetta le sue scelte, anche quella di cancellarti dalla sua vita se per lui è necessario, o quella di mantenere dei contatti, magari molto più diluiti, se se ne presenta l’occasione e se la cosa per lui ha un senso. Se ho ami, lascialo libero di amarti a suo modo o di andare via, ma fallo con amore perché quello che può avere provato lui tu non lo sai e ti posso garantire che dal suo punto di vista le cose non devono essere state facili. Ti ringrazio di nuovo per questo dialogo così serio e così coinvolgente anche dal mio punto di vista.

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