AMORE GAY E DISPERAZIONE

Ieri sera ho trovato nella casella postale del sito MSN un messaggio molto importante, in allegato c’erano le chiavi di accesso ad un file depositato su MediaFire. L’ho scaricato. Conteneva un diario di 24 pagine. Il messaggio di accompagnamento spiegava che dal diario erano stati eliminati tutti gli elementi che potessero rendere identificabili i protagonisti, ma che l’autore avrebbe gradito che la vicenda fosse pubblicata al più presto su questi blog, nella speranza che il coprotagonista della storia (che sicuramente conosce questi blog) potesse leggerla. La richiesta, come capirete dal seguito, aveva il sapore della disperazione. In sostanza questo post è un messaggio ad personam, che mi auguro possa arrivare a destinazione. Io ho cercato di non stravolgerlo nel tentativo di ridurlo quantitativamente, in modo che possa rimanere riconoscibile al vero destinatario. Questo diario è uno dei più bei documenti di vita gay che mi sia mai capitato di leggere e ringrazio di cuore chi me lo ha invitato. Non ho aggiunto nulla, mi sono limitato a tagliare ciò che non appariva essenzialissimo.
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Domenica, il giorno prima.
– Domani comincia questo benedetto corso. Il concorso è andato bene e sono contento ma non mi va di partire, non mi va di stare tanto tempo tra gente che non conosco. Che cosa troverò? Io penso che dovrò stare totalmente solo, almeno qui qualcuno lo conosco ma lì si parte da zero. Mi sta cominciando a venire il panico. Mamma mi ha detto che sono ragazzi “come me”, ma non è vero, sotto certi profili almeno non è vero. Ma come posso spiegare a mamma una cosa del genere? Basta! Non ci voglio andare! Potrei trovare pure un altro lavoro qua… Lo so che ci devo andare per forza ma non mi piace… Uffa! Non ci voglio nemmeno pensare, mi voglio godere almeno questi ultimi momenti di libertà. Da domani sarà come vivere in galera, 24 ore su 24, una pazzesca recita continua.
Lunedì, primo giorno.
Che giornata! Mi sento proprio scombussolato: il viaggio, l’arrivo, l’alloggio, le regole, i compagni, gli orari da caserma… un orrore! Io amo la libertà, non posso sopravvivere qua dentro! Ma oggi mi sento strano, perché un po’ c’è lo schifo delle cose in sé e un po’ c’è un’altra cosa. Oggi ho incontrato lo sguardo di un ragazzo, che purtroppo non è del mio gruppo e che quindi non potrò mai vedere. Qui ci organizzano per gruppi di 20, io sto al primo e lui sta al quinto. Stavamo tutti nel grande cotile dopo le prime tre ore di lezione, perché c’era una pausa di mezz’ora… è un bel ragazzo, ma di bei ragazzi qui ce ne sono tanti e io non posso non osservarli. Ne avevo osservati tanti… belli sì, però non so perché non mi dicevano gran che, poi ho visto lui, non so nemmeno come si chiama, e mi sono fermato a guardarlo e se n’è accorto. Mi sono sentito come un ladro preso con le mani nel sacco, ho avuto proprio un brivido, ma quando lui mi ha guardato sembrava quasi compiaciuto, quando io ho distolto lo sguardo lui non l’ha fatto, io ho dovuto guardarlo negli occhi un’altra volta per cercare di mascherare l’imbarazzo, come se fosse una cosa ovvia, e lui mi ha sorriso. Per me è stato un brivido totale! Non ha girato lo sguardo, non ha fatto finta di non vedere e ha sorriso… Dio, come vorrei che fosse vero! Non so se lo amo, forse è stupido dirlo e forse è troppo presto… però quello sguardo me lo sento in fondo agli occhi e mi brucia ancora… ma perché non posso parlare con te? Ma perché devo solo perdere tempo? Non è giusto? Io voglio sapere! Per me è troppo importante.
Martedì, secondo giorno.
Mi sento eccitatissimo, stanotte non potrò dormire… E’ vero! Accidenti! E’ vero! Non me lo sono inventato io! Si chiama Marco, oggi alla pausa abbiamo parlato per dieci minuti, ci siamo presentati, dopo un minimo di convenevoli, dato che si vedeva benissimo che non ce n’era bisogno, io gli ho chiesto a bruciapelo: “… e la vita affettiva come va?”. Lui mi ha risposto: “forse non ho mai trovato la persona giusta…” poi mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: “… però credo proprio che le cose stiano per cambiare”, ha accennato un sorriso e mi ha chiesto: “… tu che ne pensi?”. Sempre guardandolo negli occhi io gli ho detto: “… lo credo anch’io” e lui ha detto: “be’ … quello che pensi tu è fondamentale” poi è venuta gente e la conversazione è finita lì. Tutto questo è successo circa 12 ore fa e da quel momento io non riesco più a pensare ad altro… Conto i minuti fino alla prossima pausa di domani perché non lo posso rivedere prima perché ha altri orari e turni di mensa diversi dai miei, in pratica ci possiamo vedere solo 20 minuti al giorno e io vivo solo per quei 20 minuti. Questo posto l’ho odiato, ma adesso mi sembra il posto più bello del mondo, le attese sono terribili, me lo vedo davanti ogni secondo, mi sembra di sentirne la voce, di vedere la sue mani, che sono perfette, io le bacerei se potessi… Marco! Ricordati che esisto! Non mi lasciare solo!
Mercoledì, terzo giorno.
Oggi sono andato letteralmente in estasi, ma proprio la sensazione di coinvolgimento sessuale è stata fortissima, con momenti anche imbarazzanti. All’ora della pausa ce ne siamo andati in un posto un po’ appartato e Marco mi ha stretto le mani, tutte e due, e le ha strette fortissimo! Le sue erano calde, vive, le sue bellissime mani, poi mi ha mollato di botto e si è allontanato, sul momento ci sono rimesto malissimo, poi ho visto passare gente. In un posto come questo che due ragazzi si appartino anche solo per tenersi per mano non è immaginabile. Non mi sono nemmeno reso conto di quello che è successo dopo, siamo rientrati in aula e adesso devo aspettare fino a domani. Ma io il calore delle sue mani lo sento ancora, è come se ne portassi l’impronta fisica. Marco mi ha voluto regalare un istante di contatto fisico. La mia reazione anche fisica è stata immediata e pure la sua e forse il fatto che sia durato in tutto pochi secondi ha evitato situazioni molto imbarazzanti. Ma io adesso non posso non sognarmelo, non posso non sognare di abbracciarlo nudo contro nudo, di sentirne il respiro sulla pelle. Io lo voglio, non poso stare senza di lui! Mi manca fisicamente! Lo desidero proprio a livello sessuale. Stanotte dovrò accontentami di fantasticare perché non posso masturbarmi perché non sono solo in camera, ma credo che arriverò all’orgasmo anche senza toccarmi perché la cosa è travolgente… ma come posso pensare di stare lontano da lui? Io ho bisogno del suo contatto fisico come dell’aria per respirare…
85° giorno.
Ormai ci manca poco… lo vedo solo 20 minuti al giorno perché anche il sabato pomeriggio e la domenica qui ognuno sta con quelli del suo gruppo… qui funziona così… 20 minuti al giorno per alimentare 24 ore di desiderio bruciante. La presenza di Marco ha assorbito tutte le mie energie sessuali. Vado tranquillamente a fare la doccia con gli altri, li vedo nudi nello spogliatoio e mi spoglio nudo anch’io e non me ne importa nulla! Ma proprio non mi fa alcun effetto! E dire che era una delle cose che temevo di più! Gli altri è proprio come se non ci fossero, ma se penso a Marco anche per un istante vado in erezione incontenibile e io a Marco ci penso 24 ore al giorno, cerco di adottare qualche precauzione per non finire in situazioni imbarazzanti… ma non sempre va bene… qualcuno se n’è accorto ma loro non sanno il perchè, per fortuna ragionano usando il loro metro.
86° giorno
Dovrebbe essere tutto un paradiso ma mi vengono le angosce, mi viene l’idea ossessiva che possa stancarsi di me, che possa tornare nel suo mondo una volta finta questa specie di carcere meraviglioso, mi viene l’angoscia di quello che gli devo dire, non so mai se quello che gli voglio dire è troppo o troppo poco, non lo voglio assillare ma gli vorrei strillare che senza di lui non ce la farei proprio a vivere, perché innamorarsi è bellissimo ma è pure un’angoscia, ho continuo bisogno di rassicurazioni ma non le posso avere… Marco! Pensami! Ti prego pensami! Come vorrei che ti masturbassi pensandomi! Un contatto fisico con te lo voglio disperatamente e al massimo mi stringi le mani per pochi secondi… Ma non è giusto… ma perché devo soffrire come un cane?
89° giorno
E’ finita, domani ci diranno dove ci manderanno, non possiamo chiedere che ci mandino insieme, sarebbe troppo pericoloso, posso solo sperare che succeda, ma la probabilità è bassissima e non mi posso illudere. Oggi mi hai passato una mano tra i capelli! E’ stato un brivido bellissimo!
90° giorno
E’ andato tutto storto, lui in Sardegna e io a Napoli… La vita è uno schifo! Mi prende uno sconforto totale… quando ci hanno congedato ce ne siamo andati a cena insieme, una cosa che me la ricorderò per tutta la vita. Dobbiamo stare separati almeno tre anni! Ma perché? Ma come si può vivere così? Macro! Io a vivere senza di te non ce la faccio!
100° giorno
Marco! Fatti vivo, ti supplico, lo so che dove stai tu è difficile ma basta poco, un sms, solo un sms! Io mi sento solo e disperato, non ce la faccio proprio più ad andare avanti, ti ho mandato diversi sms e tu non hai risposto… ma perché? Non è giusto! Non mi lasciare in questa disperazione!

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Un pensiero su “AMORE GAY E DISPERAZIONE

  1. Oh povero ragazzo, quanto mi dispiace. Ma sul serio è vera questa storia?
    Se è così spero tanto che riesca a rintracciare Marco per poter vivere l’amore che tanto desidera!
     

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