CIAO DISTILLATO 2

Ciao distillato7,

eccomi di nuovo qui dopo aver letto i tuoi commenti agli ultimi post. Ormai dire la mia in risposta ai tuoi commenti è divenuta una graditissima consuetudine e questo blog trova nel nostro dialogo un elemento molto importante. Non lo dico per lusingare, lo penso. E’ un confronto a distanza ma è un confronto serio.

Ma andiamo ai commenti.

1) Il commento a “Ciao distillato” mi rimette un po’ in riga e mi ricorda che il mondo è un po’ più grande di come lo vedo io. In effetti, i contatti con i gay che ho io sono pressoché sempre con persone che non hanno avuto problemi nell’accettarsi e per questo sono portato a generalizzare questi atteggiamenti. Quello che dici mi fa riflettere per esempio circa il fatto che i lettori gay (adesso veramente numerosi) di questo blog, anche se in genere non scrivono commenti, sono comunque gay che si sono accettati, che magari non si dichiarerebbero mai né in famiglia né altrove ma che non hanno problemi con se stessi e con la propria identità. Persone che cercano un blog come questo, quanto meno, non hanno problemi di identità e di accettazione, quelli poi che mi hanno scritto o che sono in chat con me sicuramente non hanno il minimo problema di identità. E’ vero, esiste una dimensione più sfumata, un terreno in cui l’accettazione, cioè l’auto-accettazione può essere molto più faticosa, potrà sembrare strano e probabilmente non lo è affatto, ma pur conoscendo più di qualche gay (persone delle età più varie) non ho mai incontrato problemi di identità o di auto-repressione. Probabilmente ormai parlare di esperienze gay da parte di chi si riconosce gay non è poi una cosa veramente tabù, ma i problemi di identità sfuggono e non vengono nemmeno a galla… A queste cose non avevo “onestamente” mai pensato come a cose realmente esistenti, proprio perché non ne ho mai viste direttamente. Non nego che mi piacerebbe (anche se è un’ipotesi estremamente remota) incontrare persone che hanno avuto problemi di identità e che li hanno superati, perché incontrare persone che hanno tuttora problemi di identità su un sito come questo è pressoché impossibile. Devo dire che la tua osservazione mi ha aperto gli occhi su un aspetto dell’essere gay che avevo cercato inconsciamente di eliminare. E tra l’altro si tratta di un aspetto cruciale che può creare sofferenze enormi.

2) Quanto al tuo commento a “Gay e ignoranza”, concordo pienamente con quello che dici. Probabilmente mi sono lasciato andare un po’ troppo, ma in sostanza la storia che c’è alla base è vera. Un ragazzo voleva parlare chiaro ai suoi, poi ha visto atteggiamenti di totale chiusura e ha finito per rinunciarci. Diciamo che il dialogo concentra in poche battute contenuti che probabilmente sono stati espressi dai genitori di quel ragazzo in momenti vari e in situazioni differenti. Riassumere il tutto era difficile e ho insistito un po’ troppo. Certo, oggi queste punte non si raggiungono ovunque né frequentemente.
3) Quanto al tuo commento a “Masturbazione gay” ti dirò che a prima lettura mi sembrava una cosa molto accettabile, in effetti dici cose che è difficile non accettare, ma mi sono chiesto, onestamente, perché in quello che dici c’è comunque una riserva nei confronti della masturbazione. In sostanza dici che non bisogna permettere che la masturbazione, che pure ci mette in relazione con i nostri desideri, diventi un surrogato della vita reale, altrimenti si rischia isolamento, incompiutezza e insoddisfazione. Ripeto, il discorso sembra ineccepibile, ma dipende da una pregiudiziale. Cerco di spiegarmi. Avevo già letto il tuo blog, e sono ritornato a visitarlo più volte. Da una lettura che non sia totalmente superficiale si deduce che tu hai trovato una tua realizzazione a livello affettivo, il che, dal mio punto di vista, significa che quelli che per me sono stati sogni per te sono una realtà. E di questo non posso che essere felice con te. E’ chiaro che trovare un ragazzo col quale si può avere una forma di contatto sessuale serio è la realizzazione del più profondo desiderio che un ragazzo gay posa avere. Però questa volta finisci tu per guardare dall’alto di una posizione sostanzialmente privilegiata quelli che non hanno avuto la fortuna (o la capacità, o l’occasione) di trovare la persona giusta al momento giusto (tra queste persone mi ci metto anch’io) e il giudizio dall’alto in basso lo sento un po’ bruciante. Per carità, non solo non mi offendo ma mi onoro di una scambio di pareri come questo, però mi chiedo, come stavi anche tu prima? Adesso, dire che la masturbazione può lasciare isolati, incompiuti e insoddisfatti a me sembra che contenga un po’ un atto di superbia da parte di uno al quale in fondo è andata bene, verso quelli che sono rimasti nel guado. Per quelli che stanno in fondo e non in cima, la masturbazione non allontana nulla, se mai avvicina, diciamo pure che avvicina l’impossibile ma certo non allontana dalla vita reale perché la sessualità reale, quella condivisa, di fatto, non esiste. Ti ho detto onestamente quello che penso. So che non te la prenderai per questo. Se puoi, continua a darmi una mano e, credimi, ogni volta che pubblico un post comincio a chiedermi che cosa ne penserai. Tutto questo mi fa estremamente piacere.

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