BUZZANCA E IL VERO MONDO GAY

Questo post forse è una cosa stupida, è un gesto di rabbia, ma mi viene spontaneo e lo scrivo lo stesso. E’ dedicato al coming out, cioè diciamolo chiaro alla sputtanamento pubblico, ma io non voglio fare troppi discorsi, con queste cose ci sono rimasto fregato di brutto! E se qualcuno leggerà questo post capirà che prendere il coming out superficialmente è come giocare con la dinamite. Non parlo dell’outing pubblico che è cosa per gente che non capisco proprio, non capirò mai e non me ne frega niente di capirla. Io parlo del coming out in famiglia. A limite quello con qualche amico è pure meno pericoloso di quello in famiglia. Qualunque famiglia abbiate, ricordatevi che dopo non sarà più come prima… che i vostri genitori, come i miei d’altronde, l’idea di un figlio gay non l’accettano, possono abbozzare, ma non la possono prendere bene, se vi dichiarate gay qualcosa in famiglia si spezza, è inevitabile. Ma perché …i ragazzi gay ce l’hanno una famiglia? Ma perché … io ce l’ho una famiglia? Ma la gente che non ti sbatte fuori a calci solo perché se no fa brutta figura coi vicini voi la chiamate famiglia? Per quelli come me la famiglia non esiste. Non credete alle bufale che vi raccontano o a stronzate come quelle del film di Buzzanca. Quando l’ho visto mi veniva da vomitare! Quelle sono tutte ipocrisie. Non funziona per niente così! nessuno va in crisi perché voi siete gay e cercano di volervi bene lo stesso, vi sbattono fuori e basta e quando non lo fanno è solo per ipocrisia, perché così il caso patologico si nota meno! A me è successo così… e da quello che ho sentito di altri amici miei è stato più o meno lo stesso. Adesso io perché si diventa gay non lo so, ma se la famiglia c’entra qualche cosa la mia le colpe ce le ha tutte. Io sono figlio unico, almeno così ne hanno rovinato uno solo! Mio padre, qui, lo chiamo mio padre ma quando parlo con me stesso lo chiamo solo quello… è buono solo a strillare, diventa rosso rosso e pare che gli sta per venire l’infarto… ma questo da quando ero ragazzino… mamma gli dà sempre ragione, lei un cervello suo non l’ha mai avuto… e io sono sempre il cretino della situazione, e adesso poi non mi guardano nemmeno in faccia, mio padre proprio non mi rivolge la parola, mia madre invece cerca di colpevolizzarmi come può: “perché ci hai fatto questo!” per lei io ho scelto di essere gay per fare un dispetto a loro! Il livello è questo! E che mi posso aspettare? Tanto non si sveglieranno mai, non sono proprio in grado, preferiscono restare come sono. Io prima stavo bene a casa mia, adesso ci sto il meno possibile e quando ci sto ci sto malissimo. Per fortuna che lavoro in un bar e che a loro non devo chiedere soldi se no mi toccava strisciare come un verme. Me ne vado prestissimo per non vedere nessuno, torno agli orari più assurdi, non mangio mai a casa, quando torno la notte è sempre tardissimo, quando se ne sono andati tutti a dormire. Loro pensano che io vada chissà dove e che abbia una vita notturna di chissà che genere, ma io resto al bar a lavorare finché posso e quando non ho il turno ci resto stesso. Io lì non ci lavoro, ci vivo! A casa ci vado solo a dormire quando il bar è chiuso. Qualche volta vado a casa di qualcuno, cioè di qualche amico che non sa di me e ci resto finché è possibile, poi a casa ci devo tornare per forza. Quando l’ho detto ai miei non ho avuto nessuna manifestazione di affetto, si sono congelati, chissà che cosa pensavano che fosse essere gay. Loro pensano che io pensi solo al sesso o chissà che cosa. Per loro è una cosa che non esiste proprio, non si porranno mai il problema, è una cosa rimossa totalmente, anche adesso che sanno che sono gay, anzi ancora peggio!. Mio padre mi ha guardato e mi ha risposto: “Queste stronzate non le dire nemmeno per scherzo!” e si è fatto tutto rosso. Io prima ci avevo pensato tantissimo, mi dicevo che non li dovevo imbrogliare e altre stupidaggini del genere… e loro come mi hanno trattato? Ma neanche la rabbia, proprio il disprezzo, e quando tu ti senti addosso il disprezzo di tuo padre e tua madre finisci per odiarli. Ti chiedi che ti hanno messo a fare al mondo, se ti ci hanno messo solo perché avevano il loro progetto in testa, oppure proprio per sbaglio, perché è capitato e poi non hanno avuto la faccia di fare l’aborto, perché quando poi il progetto che c’avevano in testa è finito e ci sono rimasti solo i cocci, a loro in fondo di te non gliene frega proprio niente! E da me loro che si possono aspettare? Un ruolo sociale? Oppure che dopo mi prendo cura di loro quando saranno vecchi… perché io, appena posso, da qui me ne vado. Vivo in una cittadina della Puglia ma qui è asfissiante, abitiamo in un vicoletto che se il vicino apre la finestra voi vediamo tutto quello che fa in casa e se parla si sente tutto. Ma che vi credete che io posso vedere in televisione quello che vorrei… ma neanche per sogno… e internet dovevo fare a turno con mio fratello? Ma adesso mi sono comprato un portatile, mi ci è voluto lo stipendio di tre mesi per campare per mettere da parte i soldi per il computer e per i programmi, ma adesso il portatile ce l’ho anch’io, ed è MIO! Non me lo ha regalato nessuno! I miei non mi farebbero mai un regalo, e adesso meno che mai, ma se mi regalassero un computer lo butterei dalla finestra, perché io non voglio la carità di nessuno. E a te ”gayproject” o chi cavolo sei una cosa te la devo dire, qui qualche cosa dignitosa c’è ma stronzate come quelle che hai scritto sul film di Buzzanca te le potevi risparmiare, alla fine ti sei salvato un po’ ma eri partito con gli elogi come ha fatto il coro di tutti gli stupidi italiani, di quelli che devono credere alla befana! Da te non me lo aspettavo!… però ti perdono, perché certe cose forse non le sai!

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